Esseri sociali connessi
RICERCHE PERSONALI

Siamo esseri sociali connessi

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Il fatto che siamo esseri sociali credo sia scontato, ma quello che non sempre notiamo è che siamo anche tutti connessi. Ovvero riusciamo attraverso la comunicazione non verbale e l’empatia, a capire o prevenire le azioni altrui. Questo ci rende davvero affascinanti. Siamo perciò esseri viventi che comunicano e convivono spesso precedendo le scelte altrui, che possono risultare scontate. Quello che ci rende sociali è il bisogno di convivenza e aiuto reciproco, che ci portano a fare scoperte e svilupparci. Mentre le nostre menti ci rendono connessi da percezioni innate o ragionate, che attraverso l’osservazione reciproca ci fanno comprendere le emozioni altrui.

Grazie a queste due caratteristiche ci sappiamo adattare e comportare in base alle circostanze.

Avete mai notato infatti, che il nostro atteggiamento cambia in base al contesto in cui ci troviamo? Il linguaggio, certi atteggiamenti, il tono di voce e magari anche il nostro giudizio, sono diversi in base al luogo in cui siamo. Quando ci troviamo a casa con i nostri familiari, agiamo e parliamo in un certo modo. Se invece siamo a lavoro, cambiamo modo di parlare e di atteggiarci. Lo stesso se siamo in una città che non conosciamo.

Questo non fa di noi persone incoerenti o ipocrite, anzi. Riguarda il nostro senso di adattamento che ci aiuta a sopravvivere nelle diverse circostanze. Siamo esseri sociali e camaleontici. Infatti sappiamo adattarci alle diverse circostanze che affrontiamo. Quando parliamo con uno sconosciuto infatti, mantieniamo un linguaggio ed un atteggiamento in base a quello che ci trasmette durante la conversazione.

L’empatia ci rende esseri sociali connessi

Grazie all’empatia e ai neuroni specchio ( di cui ho scritto un articolo a parte: Empatia tutta colpa dei neuroni specchio ) come già accennato, riusciamo ad interpretare e comprendere cosa prova l’altra persona. Più la nostra empatia è forte, più sappiamo comprendere l’altro e più siamo esseri sociali intelligenti.

Se di fronte abbiamo una persona seriosa e introversa, di certo non avremo un atteggiamento troppo eccentrico e invadente, ma tendiamo a rispettare la sua riservatezza comportandoci di conseguenza. Qualora non riuscissimo ad interpretare chi abbiamo di fronte, rischieremo di andare in conflitto con la persona, a causa di incomprensioni date da una conversazione o un atteggiamento sbagliato.

Evoluzionisticamente parlando, riconoscere il tipo di soggetto che abbiamo di fronte ci preserva anche da situazioni sgradevoli. Se ad esempio ci trovassimo ad avere una conversazione con una persona pericolosa o instabile, avvertire il pericolo ci consentirebbe di scappare o trovare un modo per tutelarci ed allontanarci il prima possibile.

La società incide nel comportamento di noi esseri sociali connessi

Quando siamo in gruppo, certi gesti che per gli altri sappiamo possono risultare stupidi o folli, li evitiamo. La vergogna ed il timore del giudizio altrui, ci fanno agire in un certo modo. L’opinione altrui per l’individuo è fondamentale per la costruzione di rapporti in un gruppo o in una società.

Spesso scegliamo amici simili e compatibili col nostro carattere per non sentirci giudicati. Quando in un gruppo vengono mischiate persone di cultura differente si creano incomprensioni a causa di atteggiamenti o pensieri discordanti. In queste situazioni, se c’è comprensione dell’altro, il nostro atteggiamento cambia adattandosi alle persone del gruppo. Infatti, capire e comprendere le altre culture ci aiuta a rispettarle.

Dentro ogni persona c’è un mondo fatto di esperienze, culture tramandate, storie, dolori, amori e tanto altro… Ognuno di noi ha i propri motivi per essere com’è. Saper comprendere e percepire la storia di chi abbiamo di fronte è un grosso vantaggio per una buona conversazione. La chiave dei legami è proprio la comprensione ed il rispetto altrui.

Quando non si ha tempo per conoscere chi abbiamo di fronte, ci limitiamo ai gesti o agli sguardi percepiti e tendiamo, in base ad essi, a comunicare di conseguenza.

È proprio questa capacità che ci rende esseri sociali connessi l’uno all’altro. I nostri cervelli riescono a captare e percepire attraverso gli sguardi o i comportamenti cosa l’altro pensa o prova.

Siamo esseri sociali tutti connessi

Le emozioni sono la chiave per noi esseri sociali connessi

Comprendere e magari anche prevenire le mosse degli altri, ci riesce grazie all’interpretazione delle emozioni, ovvero delle espressioni facciali.

Il nostro volto ha ben 40 muscoli facciali che servono a muovere la pelle del viso, mostrando quello che proviamo dentro. Nell’interazione tra individui questo ci aiuta molto a comprendere le sensazioni altrui.

Conoscere, comprendere e saper gestire le emozioni è alla base della nostra convivenza e sopravvivenza!

Che si parli di crescita personale, empatia, società, comunicazione e così via, le emozioni sono il motore dell’argomento.

Vi invito quindi a leggere i miei articoli sulla mindfulness e sull’intelligenza emotiva.

Non solo le emozioni muovono la nostra interazione sociale, ma anche la nostra mente influisce, o meglio il nostro modo di ragionare, che spesso tende ad essere semplice istintivo ed intuitivo. Insomma la nostra mente cerca sempre di sforzarsi il meno possibile e anche questo influisce sulla nostra connessione sociale.

Il nostro pensiero tende a sforzarsi il meno possibile

L’uomo nella maggior parte dei casi tende al minimo sforzo.

La massima aspirazione spesso non riguarda un’ampia conoscenza del mondo, ma il bisogno di sentirsi soddisfatti con se stessi.

Le strutture cerebrali impegnate nel ragionamento richiedono un grande sforzo. Quando si tratta di fare ragionamenti lucidi e razionali, a livello cerebrale si compiono analisi dettagliate degli elementi che si hanno a disposizione, per elaborare un certo concetto o risolvere un problema.

Il nostro cervello è già molto impegnato nelle azioni del nostro organismo. Per questo motivo, sfruttare altre risorse energetiche per il ragionamento logico e meticoloso, viene fatto solo occasionalmente o per necessità.

Per un buon ragionamento, oltre alle necessità energetiche si ha bisogno anche di tempo. Nella maggior parte delle nostre giornate viviamo situazioni dove servono risposte e soluzioni immediate.

A causa del poco tempo che spesso abbiamo a disposizione e del risparmio energetico che il nostro cervello tende ad avere, il nostro pensiero è spesso semplice. Ovvero abbiamo la propensione verso un ragionamento basato sull’intuizione, sulle impressioni e sulle sensazioni emotive. Questo ci porta anche a commettere errori di valutazione. Perciò più la nostra empatia ed intelligenza emotiva sono allenate, meno errori commetteremo e più saremo esseri sociali connessi!

Conclusioni

Quindi in conclusione ed in sintesi, possiamo dire di essere sociali, grazie al bisogno di integrazione, crescita e conoscenza individuale. I nostri scambi sociali, la comunicazione, le scelte e le azioni sono connesse dalle emozioni che proviamo e vengono percepite reciprocamente dai neuroni specchio ed interpretate da semplici ragionamenti intuitivi…

wow…quante informazioni in un solo articolo… non trovate?

Io personalmente vedo tutto ciò illuminante! Ovviamente l’argomento richiede approfondimenti. Come sempre, il mio compito è quello di dare delle gocce di informazioni che possano darvi una semplice descrizione dell’argomento e quella sana curiosità che vi porti ad approfondire e creare così la vostra idea personale a riguardo. Cosa ne pensate? Sapevate già di far parte di un sistema sociale connesso? Cosa vi ha incuriosito di più?

Lascio libri e fonti qui sotto come sempre. Spero davvero che questo argomento sia stato stimolante ed interessante come lo è stato per me. Lasciate pure un commento ed iscrivetevi al mio blog per rimanere sempre aggiornati.

Grazie

Chiara Del Gatto.

LIBRI CONSIGLIATI:

Ecco dei libri semplici che spiegano il cervello sociale.

APPROFONDIMENTI:

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