religioni e progresso
RICERCHE PERSONALI

Religione e progresso collaborano o si ostacolano?

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Ecco un tema molto complesso e ampio da affrontare. Religione e progresso… due elementi tanto complessi quanto interessanti. Da sempre la religione è parte della vita dell’uomo e con essa il progresso, quindi l’evoluzione. Anche se spesso immaginiamo la religione come qualcosa di antico, tradizionale ed immutabile, in realtà l’interpretazione del divino e le usanze per venerarlo o rispettarlo, cambiano nel tempo, uniformandosi con la società che cresce. Questo perché l’uomo, sin dall’antichità, ha sempre cercato risposte che vanno oltre il proprio sé e verso qualcosa di più trascendentale.

La religione è un fenomeno che racchiude in sé elementi spirituali, personali e sociali che si manifesta in ogni cultura, dalla più antica al giorno d’oggi.


religione
: Complesso di credenze, sentimenti, riti che legano un individuo o un gruppo umano con ciò che esso ritiene sacro, in particolare con la divinità, oppure il complesso dei dogmi, dei precetti, dei riti che costituiscono un dato culto religioso

Enciclopedia TRECCANI

Il progresso è invece un fenomeno di crescita e sviluppo positivo, in meglio, della società.

progresso: Avanzamento in senso verticale, verso gradi o stadi superiori, con implicito quindi il concetto del perfezionamento, dell’evoluzione, di una trasformazione graduale e continua dal bene al meglio, sia in un ambito limitato sia in un senso più ampio e totale.

Enciclopedia TRECCANI

Entrambi i fenomeni aiutano l’uomo ad elevarsi e migliorarsi per vivere meglio.

La religione offre un modo per comprendere e dare un senso alla nostra vita come; capire cosa c’è dopo la morte, spiegare i fenomeni naturali o quelli paranormali e così via. La scienza, a riguardo, ci ha fornito molte risposte e continua ad illuminarci, offrendoci sempre più materiale per capire il senso delle cose.

Religione progresso e auto realizzazione

L’uomo vive di bisogni che possono essere fisiologici (come respirare, nutrirsi, riprodursi e così via) o necessari alla propria identità (come avere un posto nella società o sentirsi parte di qualcosa). Il bisogno nasce quando sentiamo la pulsione fisiologica (fame, sete, eccitazione…) o la necessità di sentirci realizzati. Ci sentiamo realizzati quando siamo parte di qualcosa, quando siamo necessari e utili agli altri. L’auto realizzazione avviene quando siamo parte di una società o di una comunità. Ci realizziamo anche quando diventiamo esperti in qualcosa, abbiamo perciò un lavoro in cui rivestiamo un ruolo necessario all’azienda per cui lavoriamo.

Siamo esseri sociali e sentiamo spesso la necessità di essere compresi, apprezzati ed utili agli altri. Questo ci da modo di crescere aiutandoci e ispirandoci a vicenda. È così che possiamo evolverci e progredire sia personalmente che socialmente.

Il progresso è garantito proprio dal bisogno di realizzarci e migliorarci, come avviene in parte anche nella religione.

L’auto realizzazione spesso ci porta a compiere azioni verso e per gli altri come; fare del volontariato, compiere gesti di altruismo verso sconosciuti, pregare e compiere rituali per il nostro Dio. Tutto questo, ci fa stare talmente bene che ci annulliamo. Più ci sentiamo gratificati, più ci concentriamo sul gesto, il rito, il compito o il progetto che stiamo eseguendo. Quando ci impegniamo tanto su un progetto o un’azione, possiamo arrivare al punto di annullarci. In queste occasioni, siamo talmente presi, che la priorità non è più cosa facciamo noi, ma cosa possiamo fare per la persona o il progetto a cui ci stiamo dedicando. Ecco allora che avviene il passaggio dall’auto realizzazione all’auto trascendenza.

Religione progresso e auto trascendenza

Quello che nutre la religione, ovvero quello che cerchiamo di comprendere attraverso i rituali e le usanze religiose è l’auto trascendenza. Da sempre l’uomo è alla ricerca di scoprire cosa c’è oltre se stesso. Pare che il nostro scopo innato, sia quello di comprendere e muoverci verso qualcosa di più grande di noi.

L’amore è una forma di auto trascendenza. Quando siamo innamorati tutto gira intorno alla persona che ci interessa. Siamo distratti a lavoro o nella quotidianità perché il pensiero rimane spesso collegato all’altra persona. Per amore possiamo annullarci e fare rinunce che altrimenti non avremmo fatto. La stessa cosa accade con una passione che stiamo sviluppando o con il credo che abbiamo.

L’amore motiva ogni nostra scelta.

Come ciò che proviamo verso il nostro Dio o la natura, per la vita o per qualcosa che ci fa stare bene o per qualcuno. Una passione, nasce quando ci innamoriamo di un gesto, un oggetto o di qualsiasi cosa o essere vivente che ci trasmette vibrazioni positive e ci fa stare bene. La religione ruota intorno all’amore e al rispetto del Dio che veneriamo. Per il nostro Dio, come per la persona che amiamo o la passione che nutriamo, siamo disposti a fare rinunce e sacrifici anche pesanti. Possiamo controllare o rinunciare ai bisogni fisiologici (fare lo sciopero della fame, rinunciare agli atti sessuali o rinunciare ad avere figli).

religione e progresso
monaco in metidazione

Non è importante cosa facciamo noi. È importante cosa possiamo fare per il nostro Dio, perché esso viene prima di noi e ci fa sentire completi. Grazie al nostro Dio, siamo parte di una comunità religiosa o di una famiglia. Ci fa sentire parte di qualcosa di più grande, di cui non abbiamo il pieno controllo, come l’universo o la spiritualità. Ci pone degli scopi ben definiti, che vanno oltre le cose materiali, come la trascendenza o la vita dopo la morte.

L’auto trascendenza è la massima opera di crescita e sviluppo dell’uomo, in cui pur di migliorarsi annulla se stesso per arrivare allo scopo ultimo.

Religione e progresso sono smossi dall’auto trascendenza?

A questo punto, potrebbe essere l’auto trascendenza la chiave della religione e del progresso?

La cosa che accomuna entrambi i fenomeni è la voglia di migliorarsi per stare bene. L’auto trascendenza ci fa sentire parte di qualcosa di più grande di noi e ci rende completi, realizzati, un tutt’uno con l’universo.

Capire che siamo solo una piccola parte dell’universo e trovare il nostro posto nell’ordine naturale delle cose, significa trascendere, ovvero andare oltre al nostro io. Questo ci fa sentire migliori, dando un senso alla nostra vita.

Nessun uomo è un’isola, completo in se stesso; ogni uomo è un pezzo del continente, una parte del tutto. Se anche solo una zolla venisse lavata via dal mare, l’Europa ne sarebbe diminuita, come se le mancasse un promontorio, come se venisse a mancare una dimora di amici tuoi, o la tua stessa casa. La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce, perché io sono parte dell’umanità. E dunque non chiedere mai per chi suona la campana: suona per te.

JHON DONNE

La religione gioca un ruolo fondamentale in tutto ciò, perché è spesso l’ispirazione ed il mezzo per far si che la trascendenza avvenga.

Ci sono davvero tante religioni nel mondo, dalle più antiche alle più moderne, che guidano l’uomo alla scoperta della vita terrena e ultraterrena. Esse sono utili a dare risposte su cosa ci facciamo sulla terra e come dobbiamo comportarci e non solo. Ci guidano a trascendere e vivere in tutt’uno con l’universo o il proprio Dio. Ci guidano dandoci una morale, trasmettendo valori che servono ad essere uomini migliori.

Il progresso, è un fenomeno evolutivo in cui l’uomo sviluppa forme migliori di tutto ciò che può portare benefici a se stesso e alla società. Quello scientifico, ad oggi ci ha portato nuove cure, nuove tecnologie, nuovi stili di vita e tanto altro ancora.

Il progresso spesso ci porta a ragionare o proiettarci oltre noi stessi. Ad esempio, possiamo progettare un veicolo, con l’intenzione di salvaguardare una tipologia di uomo (una persona con handicap fisici). Questo veicolo, non aiuterà e migliorerà la vita di un singolo individuo, ma di tutti quelli con le stesse caratteristiche e le persone a loro vicine. In questo esempio non c’è niente di ultraterreno o trascendentale, ma c’è il desiderio di aiutare gli altri e rendersi utili.

L’auto trascendenza infatti, non va confusa con la determinazione dell’uomo nel rincorrere i propri scopi.

Ma può essere collegata al concetto di altruismo, che ci rende bisognosi di essere parte di un progetto che aiuta la società in cui viviamo. Avere un progetto ambizioso, come aiutare il prossimo e creare qualcosa che sia utile alla società in cui si vive, può essere progressista e di auto realizzazione. Questo però, non c’entra nulla con la trascendenza.

Possiamo parlare di auto trascendenza, quando un progetto progressista nasce da un’idea legata alle abitudini religiose. Ad esempio, il volontariato può nascere dall’insegnamento religioso di aiutare il prossimo e questo può spingerci a creare una onlus (organizzazione lucrativa di utilità sociale). Questo gesto, può farci sentire vicini al nostro Dio e progressisti verso una società che esclude, emargina e fa ben poco, per certi tipi di persone (orfani o poveri).

Quindi, personalmente credo che la chiave della religione e del progresso, non sia tanto l’auto trascendenza ma l’auto realizzazione.

Il bisogno di migliorare noi stessi ci spinge ad auto realizzarci, portando benefici alla società in cui viviamo. Se siamo credenti, le nostre azioni di auto realizzazione saranno guidate dai dogmi religiosi in cui crediamo.

Pro e contro della religione per il progresso nella società

Quello però che non sempre accade è che religione e progresso siano sulla stessa lunghezza d’onda.

Spesso ci capita di sentire pareri che vanno contro le nuove pratiche progressiste, perché considerate anti etiche. Questo perché ciò che può essere giusto secondo alcuni, magari non lo è per altri. La visione di cosa è giusto o sbagliato dipende da molti fattori culturali e dire cosa sia eticamente corretto non è semplice. Ci sono tantissime religioni nel mondo e alcune di esse sono molto influenti nelle società e nella politica.

La cosa positiva delle religioni è che offrono dei valori ed una morale.

Non sempre però, questi insegnamenti vanno di pari passo con l’evoluzione della società.

Ci sono infatti occasioni, in cui si creano scissioni e blocchi riguardo tematiche sociali o politiche, che lottano contro alcune ideologie religiose. Si lotta per la rivendicazione di certi diritti e l’eliminazione di usi, costumi e ideologie limitanti o razziste che nascono proprio dalle credenze religiose.

La religione islamica ad esempio, che è la seconda religione più praticata al mondo dopo il cristianesimo, è molto influente anche nella politica. Lottare per la libertà e l’uguaglianza dei sessi, o l’inclusione delle tendenze sessuali in questi paesi è davvero complicato. In Europa, dove c’è più libertà sociale l’inclusione e l’uguaglianza tra sesso o etnie rimangono comunque episodi di scherno o discriminazione.

Questo non sempre dipende dagli insegnamenti religiosi, che magari hanno portato delle interpretazioni diverse nel tempo. Ad esempio il cristianesimo nel tempo pare abbia accettato l’omosessualità anche se non riconosce ancora alcuni particolari. L’influenza dei dogmi religiosi è ancora radicata nelle menti dei credenti, che fanno fatica ad adattarsi ai cambiamenti. Anche se sono stati fatti grandi passi in avanti, non è facile togliere pensieri o dogmi morali dalla testa delle persone.

Ci sono quindi ancora situazioni in cui l’influenza della religione ostacola il progresso inclusivo nella società.

Il contesto in cui cresciamo, gli usi, i costumi e le usanze che ci vengono tramandate, sono radicate nelle nostre case e aprirsi a nuove prospettive è possibile, ma non immediato. Ci vuole tempo. Il progresso è un fenomeno lento e la religione è spesso una cultura che ci accompagna sin dalla nascita. Esistono molte correnti religiose che incontriamo nella vita e queste possono condizionarci. Esistono però anche molte correnti di pensiero, che non per forza riguardano una religione, ma possono comunque essere influenti per un gruppo di persone.

Conclusioni

Possiamo perciò pensare che la religione ostacola il progresso, quando lo stato fonda leggi basandosi o rispettando i suoi dogmi, limitando anche la libertà del popolo. Non tutti siamo credenti praticanti.

Nel caso in cui lo stato non segue la morale o il credo religioso, ma guarda i diritti e le richieste della società, allora la religione non sarà influente nel progresso. In quel caso saranno le tante visioni delle persone con una propria ideologia, a portare disaccordo e rallentare il progresso. Visioni influenzate dalle culture tramandate dai dogmi religiosi, ma anche dalle tante teorie che vengono trasmesse da una persona all’altra.

Personalmete credo che oggi, non sono più tanto le religioni ad ostacolare e rallentare il progresso, quanto le informazioni che passano per i motori di ricerca e i social network.

Credo ci sia troppa informazione e disinformazione. Questo comporta punti di vista sempre maggiori, a volte anche assurdi, che influenzano gli individui, i quali lottano per le proprie convinzioni frenando a volte il normale processo di crescita della società. È anche vero però che più ci sono pareri differenti, più c’è la possibilità di trovare soluzioni e migliorarsi. Il problema rimane quando ci sono religioni troppo rigide o filoni di pensiero basati su credenze false o infondate.

L’argomento trattato è molto ampio e può aprire davvero tante nuove prospettive. Rimanere sullo stesso binario senza deragliare non è stato facile. Spero perciò che l’articolo sia stato lineare. Ne avete tratto le vostre conclusioni, o vi ha aperto la mente su altri temi collegati? Fatemelo sapere nei commenti.

Grazie,

Chiara Del Gatto.

LIBRI CONSIGLIATI

Ecco dei libri davvero interessanti per approfondire l’argomento. Il primo, scritto dal teologo Leonardo Paris, accosta le nuove scoperte di neuroscienza alla teologia. Fa notare come la comprensione e lo studio della nostra mente stia piano piano scardinando alcuni principi religiosi. Offre più risposte concrete al nostro vivere. Il secondo, spiega similmente come le religioni, che sono le radici culturali dei vari popoli, si stiano compromettendo a causa del progresso e e delle nuove scoperte scientifiche, cambiando così anche gli usi e costumi delle società. Nell’ultimo libro abbiamo invece una visione opposta, in cui secondo lo scrittore, nonostante l’apparenza di una società sempre meno credente, le religioni prenderanno forza negli anni.  Nel quarto, l’autore, prova che il rapporto tra scienza e religione può essere di tipo cooperativo, piuttosto che conflittuale.

APPROFONDIMENTI

“Nessun uomo è un isola completo in se stesso. Ogni uomo è parte del continente, una parte del tutto”
“Il mio punto conclusivo è che potreste non essere d’accordo con la religione, ma alla fin fine, la religione è così astuta, così complicata, così intelligente, in un certo modo che non dovrebbe essere lasciata alle sole persone religiose; è per tutti noi.”


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