Omoiyari
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Omoiyari … l’arte della cura altrui

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Omoiyari, un termine ed una filosofia giapponese, che riguarda il rispetto per la persona che si ha accanto. Un modo di fare che può essere considerato una vera e propria arte. Un’espressione di gesti legato ad atti nobili e di profondo rispetto verso l’altro, che vengono creati ed interpretati in base alle circostanze. Quante volte ci siamo ritrovati a compiere gesti di altruismo e in quante di queste occasioni ci siamo sentiti appagati e gratificati? Ovviamente, quando si compie un gesto di altruismo, non si ha l’obiettivo di avere qualcosa in cambio o essere riconosciuti. Se così fosse si tratterebbe di egoismo, perché vuol dire che lo stiamo facendo per noi stessi.

L’Omoiyari è un gesto di empatia, amore e gentilezza verso il prossimo e quindi qualcosa di veramente profondo ed importante. Per avere una traduzione letterale della parola bisogna scomporla.

  • OMOI sta per “avere cura degli altri”. Ovvero, tenere in considerazione le emozioni, i desideri e le sensazioni altrui per potersene prendere cura.
  • YARI deriva dal verbo yaru, che significa “mandare qualcosa a qualcuno”. Ossia avere una comprensione empatica e intuitiva verso l’emozione ed il desiderio dell’altro, capace di agire nei suoi interessi.

Perciò la parola OMOIYARI può essere tradotta come “mandare agli altri i propri sentimenti altruistici”.

Omoiyari e altruismo

Un atteggiamento Omoiyari si manifesta sia nelle azioni più semplici, che nei gesti più importanti nei confronti di persone conosciute o sconosciute. Questo comportamento dovrebbe essere alla base di ogni relazione e per riuscire a metterlo in pratica bisognerebbe allontanarsi dai propri interessi e curarsi del prossimo per stare bene, facendo del bene. In questo modo, ogni relazione o atteggiamento saranno guidati dalla gentilezza e la comprensione altrui.

L’altruismo secondo l’Omoiyari è il desiderio di spendersi per gli altri, senza che ci venga richiesto. Quando si mette in atto il vero altruismo, si parla anche di sacrificio personale, nell’annullarsi o mettersi da parte ma non solo. Si mette in atto anche la compassione che grazie all’empatia nel riconoscere i bisogni, le emozioni ed il dolore altrui se ne condivide i vari elementi.

Per fare questo non è importante conoscere solo il pensiero e le emozioni altrui, ma anche le nostre personali. Se non c’è comprensione di noi stessi difficilmente comprenderemo il prossimo. Se non proviamo amore personale (nelle giuste dosi e quindi senza eccedere nel narcisismo ovviamente) non riusciremo poi a fare lo stesso con chi abbiamo di fronte.

Omoiyari ed empatia

Sapersi mettere nei panni dell’altro significa capire profondamente cosa egli sta provando in quel momento. Riuscire in questo ci aiuta a spenderci con più naturalezza nei suoi confronti, aiutandolo in quello che sta facendo o vivendo. Aiutare l’altro significa alleggerirlo di un peso, che possa riguardare un compito specifico o affrontare una prova emotiva, come sopportare un dolore.

Quando si prova empatia per il prossimo si funge da specchio interiore nei suoi confronti. Capire cosa prova e cosa sta affrontando l’altro ci aiuta ad essere più compassionali. Essere gentili vuol dire come già accennato togliersi qualcosa di personale per donarlo all’altro. Questo “qualcosa” può essere il tempo, l’orgoglio, il cibo, il denaro o qualsiasi altro elemento. Essere empatici non è solo una qualità, ma anche un volere mettere da parte il proprio ego per impegnarsi a comprendere profondamente chi abbiamo di fronte. Capire perciò l’altro tanto da provare sulla nostra stessa pelle gli stessi sentimenti.

Omoiyari nella vita di tutti i giorni

Avere una curiosità genuina ed un reale interesse verso l’altra persona, ci porta ad essere gentili e altruisti. Questo non significa che dall’altra parte ci sia sempre il desiderio di essere aiutati. Può capitare che un nostro gesto non venga riconosciuto o venga rifiutato, ma questo non deve farci rimanere male. Non sempre riusciamo a comprendere davvero l’altra persona e può anche capitare che dall’altra parte non si è pronti a ricevere aiuto o compassione. In questi casi è importante non insistere o essere invadenti ma bisogna rispettare il volere altrui, altrimenti come accennato a inizio articolo, non si tratterebbe di altruismo ma di egoismo. Non si prova compassione o ci si mette a disposizione altrui per soddisfare un nostro bisogno, ma tutto ruota intorno ai bisogni e le richieste dell’altra persona.

In caso di rifiuto, è importante mantenersi sereni e rilassati, quindi non bisogna reagire nervosamente o risultare permalosi. L’empatia ci aiuta anche in questo. Se abbiamo di fronte una persona scontrosa rispetto al nostro modo di fare dovremmo capire il suo disagio e lasciar stare. L’Omoiyari non è mettere davanti il nostro ego, ma la persona che ci sta di fronte, rispettando e accettando i suoi atteggiamenti, senza lasciarci condizionare.

Ovviamente si tratta di situazioni dove siamo noi a compiere un gesto o dire una parola verso l’altro. Perciò se non veniamo accettati, semplicemente come ci siamo fatti avanti ci tireremo indietro, sempre col giusto rispetto.

Conclusioni

Essere gentili, fare il bene per il bene, ovvero spendersi per rendere la vita migliore a qualcun altro è la massima ricompensa dell’Omoiyari. Ascoltare attivamente l’altra persona e aiutare disinteressatamente, è quello che si dovrebbe riuscire a fare secondo questa filosofia.

L’Omoiyari non è un comportamento di reazione, ma piuttosto un agire spontaneo in cui ci si mette nei panni dell’altro, sempre. Perciò se tutto questo non fa parte della nostra cultura e quindi non siamo cresciuti con certe dinamiche o insegnamenti, non sarà facile integrare l’Omoiyari nel nostro atteggiamento quotidiano. Ma la crescita personale sta proprio nel conoscere e migliorarsi, quindi mettersi in discussione e lavorare attivamente su se stessi. Perciò questa filosofia potrebbe essere un nuovo esercizio che se ci porta benefici, nel tempo magari diventerà anche un nuovo atteggiamento.

Cosa ne pensate? Conoscete già questa filosofia? Quanto fa già parte della vostra personalità?

Lascio come sempre degli approfondimenti ma se volete condividere pensieri o altro materiale potete farlo nei commenti.

Grazie,

Chiara Del Gatto.

LIBRI CONSIGLIATI:

Il primo libro parla specificatamente dell’Omoiyari mentre il secondo affronta diverse filosofie giapponesi, tra cui anche l’Omoiyari.

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