Non giudicare per stare bene
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Non giudicare per stare bene! Come fare?

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Perchè non giudicare? Per stare bene con se sessi e gli altri. Per vivere serenamente, senza recare danni emotivi agli altri e senza precluderci in scelte apparentemente sbagliate.

Non giudicare non è solo un comandamento, ma un’atteggiamento per stare bene con se stessi e con gli altri. Quando ci troviamo di fronte a situazioni che ci sembrano bizzarre o contrarie ai nostri valori, tendiamo a dare pareri o fare considerazioni e non c’è niente di sbagliato in tutto ciò. Avere il proprio parere e la propria visione è naturale e giusto. Spesso però ci facciamo prendere troppo dalle emozioni e ci ritroviamo a dare dei giudizi troppo avventati e poco razionali. Ci ritroviamo a dire come dovrebbero andare le cose o come dovrebbero comportarsi gli altri. Ma perché farlo se non siamo opinionisti spietati o giudici di chissà quale episodio? Siamo persone civili che si scambiano pareri… giusto?

Avere un proprio pensiero e offrire il proprio punto di vista agli altri è corretto.

Quello che sarebbe meglio evitare invece, è imporre la propria idea agli altri o sminuire chi la pensa diversamente da noi.

Quando si giudica si attribuisce un significato ad un gesto o un individuo. È proprio questo significato che può portarci sulla cattiva strada, rendendo spesso errato il nostro punto di vista.

Nulla è assoluto. Tutto è relativo.

Albert Einstein

Per star bene, è importante non giudicare!

Ognuno di noi ha una storia che si porta dentro. In base alla nostra cultura, alle esperienze vissute, belle o brutte, all’istruzione e così via, abbiamo la nostra personale visione del mondo. Proprio a causa di tutti questi elementi diversi e unici per ogni individuo, le persone hanno una propria visione che può essere simile o diversa alle altre. Per questo, condividere o non condividere il pensiero o le azioni, non è tanto importante quanto rispettarle. Ognuno di noi ha le proprie battaglie interiori e con esse vengono fuori azioni, scelte e idee che ci caratterizzano. L’importante è rispettare chi abbiamo di fronte, non giudicando quello che fa o dice, perché avrà le sue motivazioni per farlo. Noi possiamo solo scegliere di condividere o non condividere il parere di chi abbiamo di fronte.

Dobbiamo imparare che la diversità può esprimersi in mille modi e che ciascun modo è vero. Dobbiamo imparare che la stessa cosa può essere considerata da cento punti diversi, pur rimanendo sempre la stessa cosa.

Swami Vivekananda

Facciamo chiarezza!

Ovviamente, parliamo di episodi di scambio di opinioni o gesti, che rientrano nella sfera morale dei comportamenti sociali. Se parliamo di omicidio, bullismo, o qualsiasi altra ingiustizia sociale ovvio che tutto questo decade. In casi estremi ci sarà davvero un giudizio giuridico con delle ripercussioni per i colpevoli. Nella vita di tutti i giorni non si è nell’aula di un tribunale, perciò non c’è bisogno di essere giudici di ogni gesto altrui, come se volessimo condannarlo con insulti e brutte parole, spesso immotivate.

Giudizio o pre-giudizio?

Siete in un parco, seduti su una panchina e di fronte a voi c’è una signora che vi osserva storcendo il naso perché magari non condivide il vostro abbigliamento, forse ai suoi occhi bizzarro. Vi è mai capitato qualcosa di simile? Magari la signora che storceva il naso eravate proprio voi? Beh, questo potrebbe essere tranquillamente un caso di pre-giudizio, in cui veniamo giudicati imbarazzanti e fuori luogo solo per il nostro vestiario.

Il giudizio nasce dall’osservazione e termina con una definizione. (nero = pericoloso, omosessuale = schifoso, musulmano = terrorista, e così via per ogni tipologia di uomo o donna.)

Una volta tirate le somme e fatte le nostre associazioni, andremo facilmente incontro al pre-giudizio, lo step successivo. Di fronte alla persona che consideriamo cattiva o pericolosa, ci comporteremo di conseguenza, facendo supposizioni sul suo atteggiamento e dando per scontata ogni sua mossa come minacciosa o pericolosa.

Ecco che nascono situazioni di razzismo, nonnismo, femminismo, omofobia, maschilismo e così via…

Come influisce nella nostra vita il pre-giudizio

Quando giudichiamo il libro dalla sua copertina ci limitiamo! Avere pregiudizi significa essere ignoranti, ovvero ignorare altre prospettive a riguardo di una tesi o di una persona. I musulmani non sono tutti terroristi, i maschi non sono tutti violenti, le donne non sono tutte “di facili costumi”, gli allievi non sono incompetenti o inesperti, gli americani non sono tutti megalomani e gli italiani truffaldini! Potremmo fare esempi infiniti di etichette sociali o generalizzazioni di massa. Se parliamo di cultura di un popolo possiamo considerare che; l’indole di un individuo di una certa nazione o gruppo di appartenenza, possa essere di un certo tipo, ma non è scontato!

La cosa migliore sarebbe lasciare sempre carta bianca a chi incontriamo. Osservare i suoi atteggiamenti e ascoltare le sue parole. Poi possiamo farci un’idea di quella persona, possiamo dare il nostro giudizio. Purché esso sia distaccato e non assoluto. Ci vogliono anni per conoscere affondo una persona, quindi come possiamo tirare conclusioni solo con poche ore di conversazione, o qualche aperitivo fatto assieme?

Ci sono persone o situazioni che possono risultarci a pelle scomode, imbarazzanti o antipatiche, ma questo non vuol dire che lo siano davvero! Se siamo troppo selettivi e giudicanti, rischiamo di allontanarci troppo dagli altri e fidarci solo di noi stessi. Oppure rischiamo di allontanare le persone sbagliate, o passare dalla parte del torto in situazioni dove magari non è così.

Insomma, la cosa migliore sarebbe sempre non dare troppa importanza alle prime impressioni, darsi del tempo e lasciare spazio al dubbio…

“ma è sempre così cinico o sta passando un brutto periodo?”;

“è stato davvero maleducato, spero non lo abbia fatto di proposito”;

“la sua famiglia è molto credente e rigida. Sotto certi aspetti sembra anche lui molto rigido. Chissà se è sempre coerente con certe filosofie di pensiero o se in certi casi è più elastico”.

non giudicare per stare bene
Non si giudica il libro dalla copertina!

Ovviamente avere un’atteggiamento di questo tipo non è sempre scontato, soprattutto se si ha un carattere permaloso e impulsivo. Non siamo tutti preti o monaci, istruiti e preparati ad affrontare gli altri in modo calmo, accogliente e non giudicante. Ma possiamo imparare a controllare i nostri istinti se lo vogliamo. Soprattutto possiamo eliminare i pre-giudizi se ne abbiamo.

Come riuscire a non giudicare per stare poi bene?

Amore, Accettazione e Perdono, a quanto pare, sembrano essere elementi fondamentali per non giudicare e stare bene.

Spesso i consigli degli esperti, sia in ambito teologico che filosofico, pare convergano su questi tre punti. Spesso si legge o si sente dire:

  • L’Amore vince su tutto.
  • L’Accettazione è il primo passo per affrontare uno scoglio.
  • Il Perdono ci fa andare avanti.

Amare se stessi e rispettarsi, fa si che possiamo amare anche il resto delle persone. Quando si da fiducia e rispetto al prossimo, vuol dire che non lo stiamo giudicando, ma al contrario, siamo propensi ad ascoltarlo e aiutarlo qualora ne avesse il bisogno. L’altruismo è una forma di amore. Tutto questo se c’è il pre-giudizio viene a mancare.

Accettare le persone per quello che sono è il primo passo per non giudicarle. Noi non abbiamo il controllo sugli altri e non possiamo quindi dire loro cosa devono o non devono fare. Possiamo avere il controllo sulle nostre personali scelte però, quindi possiamo decidere se giudicare gli altri o se accettarli per come sono. Possiamo decidere se scambiarci pareri o se allontanarli, e così via. Dire che una persona è diversa da noi, strana, folle o sfigata, non ci cambia la vita, ma potrebbe ferire i sentimenti dell’accusato, scatenando liti, rancore o rimorso. Col tempo potremmo cambiare opinione di una persona che magari in passato abbiamo offeso senza motivo.

Il perdono è un aspetto ancora più difficile da affrontare, soprattutto se siamo permalosi e orgogliosi. Perdonare il gesto impulsivo di una persona, mettendoci una pietra sopra può evitarci di chiudere relazioni che potrebbero rivelarsi importanti. Spesso si creano incomprensioni o liti per dei gesti o delle parole interpretate male e non perdonate.

La comunicazione è fondamentale!

A volte è meglio risultare troppo schietti, diretti o bizzarri, esternando quello che pensiamo. Oppure facendo domande mirate a capire il perché di certe scelte o azioni di chi abbiamo di fronte, piuttosto che rimanere in silenzio e crearsi il proprio giudizio. Solo con una rispettosa e chiara conversazione possiamo capire e comprendere meglio chi abbiamo di fronte.

Come difendersi dal giudizio altrui

Se saremo noi i primi a non giudicare gli altri, di certo non ci cureremo nemmeno del giudizio altrui nei nostri confronti. Non giudicare per stare bene significa anche non sentirsi giudicati, o meglio non farsene un problema.

Immaginiamo di essere a una mostra d’arte. Ci sono quadri di ogni tipo appesi e tutti i visitatori, girano per osservarli con attenzione, cercando di interpretarli. Solo l’artista sa davvero cosa rappresenta l’opera. Il visitatore può solo che osservare e dare la sua opinione personale, ma non sarà mai corretta o forse si. L’importante non è cosa rappresenti l’opera, ma quali emozioni scatena nell’osservatore. Bella o brutta che sia, l’opera ha un suo valore e ad essa viene dato il giusto rispetto perché dietro c’è comunque un grande lavoro manuale, intellettuale e investimento di tempo e denaro.

non giudicare

Ecco, immaginiamo la società come una mostra d’arte in cui noi individui ci alterniamo tra osservatori e opere.

Ognuno di noi è un’opera d’arte… complessa, semplice, bella o brutta, non importa. Aldilà dei motivi che ci spingono a compiere certe azioni, trasmettiamo continuamente sensazioni e in base a queste veniamo apprezzati, oppure no.

A volte prima di apprezzare un dipinto bisogna osservarlo più volte, altre volte ci colpisce subito o al contrario non ci piace per niente. Il bello è che di fronte ad un’opera difficilmente partiamo prevenuti perché, anche se di un genere che non ci piace, abbiamo la curiosità di comprenderla perché sappiamo che ogni opera è unica e quindi può sempre stupirci.

Io credo che lo stesso valga per le persone!

Conclusioni

Il modo migliore per non giudicare e non sentirsi giudicati, quindi stare bene, è avere fiducia in se stessi. Quando siamo sicuri di chi siamo, quali sono i nostri valori e quali i nostri scopi, ci sentiamo più sicuri ed il giudizio degli altri passa in secondo piano. Quando impariamo ad amare gli altri considerando ogni persona unica e preziosa, come un opera d’arte, saremo più attenti a volerla conoscere, comprendendo meglio i motivi dei suoi gesti. Imparare ad accettare il mondo per quello che è non significa essere arrendevoli di fronte alla vita o le persone, ma ci rende più preparati a confrontarci e rispondere alle difficoltà.

Finché non accettiamo le persone per quello che sono non impareremo a comprenderle e apprezzarle.

Spesso non siamo disposti a perdonare i brutti gesti o le brutte parole di un vecchio amico o conoscente, portandoci dietro il rancore per diversi anni. Spesso la rabbia, lo stress, la delusione e qualsiasi brutta emozione ci fanno commettere errori e finché non verranno perdonati e messi da parte, non ci saranno sviluppi o miglioramenti.

Altre volte ci aspettiamo che le cose vadano in un certo modo e se questo non avviene ci rimaniamo male. Le cose non vanno sempre come vorremmo, le persone non si comportano sempre come ci aspettiamo. Questo perché non abbiamo il controllo sugli altri o su quello che ci circonda. Possiamo avere controllo solo su noi stessi, scegliendo come reagire all’accaduto.

Io non sono un monaco buddista e spesso non riesco a controllare le emozioni forti. Tutte queste riflessioni però sono utili per lavorare su se stessi e migliorarsi… almeno provandoci. Anche a me capita di giudicare ovviamente! L’importante è rendersene conto e lavorarci sopra! Mi capitano spesso aforismi letti qua e là, citazioni, storie o letture sull’argomento che mi aiutano a riflettere e migliorare il mio atteggiamento verso il prossimo e da quando ci faccio più attenzione mi sento meglio con me stessa e più in armonia con gli altri.

Non giudicare è un atteggiamento che fa stare bene e ci fa sentire sereni quando ci riusciamo. Non trovate?… qual’è la vostra esperienza con il giudizio? Lasciatelo pure nei commenti!

Grazie,

Chiara Del Gatto.

LIBRI CONSIGLIATI:

Il primo libro è scritto dallo psicologo Salvo Noè, ricco di riflessioni, spunti e consigli su come difenderci dal giudizio e come evitare di giudicare, anche nel mondo del web.

Il secondo l’ho acquistato i libreria, scritto da uno dei nipoti di Mahatma Ghandi che ci tramanda gli insegnamenti del nonno. Una guida per affrontare la vita e le dure prove che ci mette di fronte.

APPROFONDIMENTI:

https://www.ted.com/talks/raissa_momo_i_pregiudizi_non_esistono

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