cosa dice la teoria del tutto
RICERCHE PERSONALI

La teoria integrale, cos’è e come funziona?

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Come spesso accennato nei miei articoli, oggi viviamo nell’era globale dove siamo tutti connessi, tanto da diventare sempre più omogenei anche culturalmente. La scienza, ormai da tempo, cerca di uniformare persino le materie, grazie alle scoperte sulla complessità degli eventi naturali. Più andiamo avanti con la ricerca e più ci rendiamo conto di quanto la natura e la vita stessa siano imprevedibili, a causa dell’influenza di talmente tanti fattori, che vanno considerati e studiati contemporaneamente. Per questo motivo sono sempre di più le materie che parlano di approccio integrale o complesso e molti filosofi, sociologi, medici o ricercatori creano teorie a riguardo. Come ad esempio i filosofi Ken Wilber e Jean Gebser o lo psicologo Clare Gravescon con la loro teoria integrale.

Negli ultimi articoli del mio blog, mi sono imbattuta più di una volta in tematiche come la teoria del tutto o la scienza della complessità. Teorie che spiegano il complesso mondo che ci circonda, uniformando tutte le discipline che lo compongono, perché interdipendenti tra loro. Nel 1983 lo psicologo Howard Gardner parla di intelligenze multiple, il sociologo Edgar Morin é noto invece per il suo approccio interdisciplinare. Insomma ci sono sempre più dati, che confermano l’importanza di considerare insieme sempre più elementi, nello studio di un singolo fattore. Riguardo la scienza della complessità, o della teoria di Edgar Morin ho già scritto due articoli che potete andare a leggere:

L’educazione del futuro e i sette saperi;

La scienza della complessità, cosa ci insegna?

In questo articolo invece, parlerò della teoria integrale. Ma prima cerchiamo di capire cosa spiega la teoria del tutto, visto che Wilder, l’attuale filosofo che la studia, si ispira anche ad essa.

La teoria del tutto

Sin dai tempi più antichi, l’uomo ha sempre cercato di di semplificare le leggi della natura unificandole. Si è sempre cercato perciò di descrivere il mondo partendo da poche componenti distinte tra loro. Ad esempio gli alchimisti medievali che partendo dai quattro elementi (terra,aria,acqua,fuoco), cercavano il quinto elemento (la pietra filosofale) per fondere i metalli in oro. Solo con la fisica nucleare questa “trasformazione” é stata resa possibile, con la comprensione che la materia fosse costituita non dai quattro elementi, ma da protoni e neutroni.

Newton, con gli studi sulla gravità comprese la fisica naturale, unendo i principi della meccanica terrestre e di quella celeste. Da quel momento si comprese che cielo e terra fossero collegati. Con l’elettromagnetismo invece, si unificarono gli studi dell’elettricità e del magnetismo, considerati prima indipendenti e quindi studiati singolarmente. Con la teoria di Maxwell invece magnetismo, elettricità e ottica vennero unificate.

Insomma tutto questo per far capire che più andiamo avanti con le ricerche e più si nota l’importanza di uno studio collegato da diverse materie, che insieme portano risultati o effetti. Non possiamo quindi studiare i fenomeni singolarmente, perché ogni azione naturale, provoca un effetto su tutti gli altri fenomeni (vedi la teoria del caos e l’effetto farfalla). Per il momento quindi siamo riusciti ad unire almeno 4 materie in una (elettromagnetismo= ottica, elettricità, magnetismo e chimica). Se a queste riuscissimo anche a collegare la forza gravitazionale, potremmo parlare di teoria del tutto. Con questa teoria complessiva infatti, si potrebbero spiegare tutti i fenomeni fisici conosciuti e unificarli sotto un insieme di regole comuni.

Perciò ad oggi la teoria del tutto rimane infondata scientificamente.

I requisiti che una teoria del tutto deve soddisfare sono i seguenti: deve essere una teoria unificata, pertanto la più semplice possibile e anche una teoria finale, ovvero il più possibile fondamentale. Le leggi della fisica, fino ad oggi non descrivono com’è il mondo, ma come si evolve nel tempo a partire da uno stato iniziale. La teoria del tutto dovrebbe perciò spiegare; sia come i fatti si evolvono e perché nel nostro universo si verificano tali condizioni e non altre. Ad oggi questo non è possibile a causa della mancanza di elementi, ma ci stiamo avvicinando grazie agli studi che continuano su di essa. Anche Stephen Hawking fu un grande sostenitore e ricercatore di questa teoria.

Dalla teoria del tutto alla teoria integrale

Ma ora, dopo tutto questo preambolo di infinite tesi scientifiche, passiamo alla teoria integrale. Ho voluto anticipare prima le altre tesi, maggiormente quella sul tutto, per far comprendere come la natura, il pianeta e quindi la nostra vita sia influenzata da così tanti elementi contemporaneamente. Questo ovviamente accade anche nella vita di tutti i giorni, che é costantemente influenzata dall’esterno.

Il filosofo Ken Wilber, con la Teoria Integrale ha unito le conoscenze psicologiche tradizionali e contemporanee, orientali e occidentali. Ma prima di lui anche il filosofo Jean Gebser e lo psicologo Clare Graves hanno fatto studi sulla teoria integrale. Gebser usa per primo il termine integrale, per descrivere le sue intuizioni riguardanti la nuova evoluzione della coscienza umana (il modo di pensare). Graves invece, come Abram Maslow (piramide dei bisogni) ha cercato sia di sviluppare una valida teoria per descrivere una persona compiuta (la spirale dinamica).

Dalle ricerche di questi personaggi, viene fuori che i modelli di pensiero umano si siano sviluppati nel corso della storia umana, proprio come si sviluppano dall’infanzia all’età adulta.

Sostengono infatti che la coscienza umana si sia evoluta attraverso fasi successive di crescita personale.

Sin da piccoli, ognuno di noi vive esperienze che ci formano e ci caratterizzano individualmente. Questo permette uno sviluppo della coscienza, capace di portarci alla comprensione di noi stessi, degli altri e del contesto che viviamo. Le esperienze vissute vengono a loro volta influenzate da fattori cognitivi, affettivi e di comunicazione. Ogni volta che attraverso l’esperienza impariamo qualcosa e si innescano quindi tutti questi fattori, avviene uno sviluppo di coscienza, definito stadio. Gli stadi di coscienza sono capacità che abbiamo per comprendere e apprendere la realtà.

Parliamo quindi di teoria integrale, perché attraverso i nostri ragionamenti e questi stadi di coscienza, vengono attivate contemporaneamente più qualità logico-comportamentali distinte tra loro, in modo del tutto fluido, semplice e automatico.

La teoria integrale nella vita

Integrale significa intero, comprensivo, equilibrato, inclusivo. La teoria integrale, mette in connessione più pensieri (sociale, psicologico, filosofico, culturale e scientifico), come cerca appunto di fare la teoria del tutto. Per questo motivo, la teoria integrale può essere applicata in ogni ambito della nostra vita. Essa ci insegna a vivere in completa armonia con il mondo circostante, rendendoci più coscienti e consapevoli.

Ken Wilder, ispirandosi ai lavori precedenti dei colleghi, crea il modello AQAL (All Quadrant – All Level – All lines, All states, & All types). Questo modello ci fornisce degli strumenti per ampliare il nostro punto di vista della realtà, per conoscere meglio noi stessi (p. di vista interno) e la nostra relazione con il mondo (p. di vista esterno).

L’AQAL si basa su quattro concetti fondamentali e su una categoria “Altro”: quattro quadranti, vari livelli e linee di sviluppo, vari stati di coscienza e “tipi”, nozioni che non rientrano nelle quattro categorizzazioni. I “Livelli” sono gli stadi di sviluppo, dal prepersonale al personale fino al transpersonale. Le “Linee” sono le linee di sviluppo, vari domini evolutivi che possono procedere in maniera disomogenea lungo vari stadi. Gli “Stati” sono gli stati di coscienza; secondo Wilber gli individui possono arrivare all’esperienza finale di uno stadio di sviluppo superiore. I “Tipi” appartengono alla categoria “Altro”, relativa a quei fenomeni che non rientrano negli altri quattro concetti. Per Wilber una sintesi completa del “Kosmos” non può prescindere da nessuna di queste cinque categorie e solo questo tipo di sintesi può a buon diritto essere definita “integrale”. 

Enc. Wikipedia

In pratica possiamo imparare e crescere intellettualmente e spiritualmente, solo quando tutti questi elementi sono attivi e connessi. L’auto-realizzazione può avvenire continuamente, ogni volta che gli elementi citati (come spiega anche l’immagine) sono tutti presenti.

schema teoria integrale

Wilder ritiene che le esperienze spirituali e mistiche possano darci accesso alla conoscenza riguardante la natura e la coscienza. Per lui questa conoscenza introspettiva vale quanto la conoscenza scientifica basata sull’esperienza del mondo esterno.

Attraverso esercizi come la meditazione inoltre, la teoria integrale afferma che siamo anche in grado di esaminare gli impatti delle scelte che facciamo. Dovremmo perciò iniziare a distaccarci dal vecchio modello di ragionamento cosciente ed avere un approccio più intuitivo, lasciandoci ispirare dalla creatività che va stimolata.

Conclusioni

Quindi, secondo la teoria integrale, bisogna andare oltre il nostro Ego attraverso l’interazione umana. Dobbiamo connetterci ai pensieri e ai sentimenti degli altri, creando così una rete comunicativa. Questo conduce all’auto-realizzazione.

È importante sviluppare la nostra personale creatività aprendoci anche agli altri. La condivisione e lo scambio di idee, pareri ed esperienze vissute sono fondamentali per ricevere più conoscenza possibile ed arrivare più facilmente all’intuizione. Questo ci aiuta a sviluppare stati di coscienza costanti ed infiniti, capaci di farci comprendere sempre più concetti o realtà, ma non solo. Ci aiuterà a farci evolvere rendendoci utili uno all’altro ed in connessione ed armonia, sia tra individui che con la natura stessa. Grazie alla costante osservazione e condivisione del mondo circostante e di come lo percepiamo, saremo capaci di offrire costantemente nuove informazioni utili all’intuizione e la creazione di nuovi progetti o conoscenze.

Nella teoria integrale, noto molta connessione con la visione del filosofo Morin, che punta a riorganizzare l’approccio di apprendimento sociale e scolastico. Infatti più andiamo avanti e più queste teorie diverranno reali e tangibili, perché ormai quasi tutto il mondo scientifico e filosofico, sono sempre più in linea con questa visione globale e integrale.

Voi cosa ne pensate di questa visione e questo nuovo approccio verso lo studio e la vita? In questo articolo ho voluto accennare senza andare nella pratica specifica. Infatti l’articolo fa parte della categoria “ricerche personali” (post che hanno lo scopo di sviluppare spirito critico). Ma chissà se prossimamente, nella categoria “metodi” (post di pratiche sulla crescita personale) troverete un altro articolo che spiega la messa in pratica di questa teoria integrale?

Intanto spero che sia riuscita ad incuriosivi abbastanza da stimolarvi ad approfondire l’argomento. Come sempre vi lascio qualcosa da leggere o ascoltare a riguardo.

Grazie,

Chiara Del Gatto.

LIBRI CONSIGLIATI:

Ecco delle letture consigliate sulla legge del tutto di Stephen W. Hawking, oppure sulla legge integrale di Ken Wilber. A voi la scelta!

APPROFONDIMENTI:

2 commenti

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