l’educazione futura
RICERCHE PERSONALI

L’educazione futura e i sette saperi

CONDIVIDI SU:
Reading Time: 7 minutes

Come è l’educazione oggi e come sarà quella futura?…la grande speranza è che sia diversa! Ad oggi, a parte qualche scuola privata, il sistema scolastico è lo stesso da quando è nato!!! Il mondo è andato avanti, le società si sono evolute, la scienza ha fatto tantissime nuove scoperte, portando innovazione, cambiamento e migliorando tanti aspetti sociali. Ma la scuola ancora continua ad utilizzare un metodo di insegnamento antiquato, che invece di stimolare la crescita, la creatività e l’intelletto degli studenti, blocca tutto questo.

Lo scopo iniziale della scuola era uniformare la società, standardizzando le masse culturalmente divise. Oggi si parla di globalizzazione e non più di patriottismo, ma non solo. Non c’è più la necessità di uniformare le masse, ma piuttosto di stimolarle alla crescita e allo sviluppo. La necessità non è più quella di analfabetizzare la popolazione, ma di prepararla a muoversi in una società innovativa e progressista. I bambini, oltre che imparare a leggere, scrivere e calcolare, dovrebbero avere tutti gli strumenti per sapersi adattare al mondo attuale. Un mondo che cresce di giorno in giorno, ad una velocità impressionante grazie agli sviluppi tecnologici.

L’educazione futura dovrebbe rapportarsi alla moderna e attuale società, che in parte è diventata anche virtuale. Edgar Morin è un filosofo e sociologo francese che ha concentrato maggiormente i suoi studi sul “pensiero complesso” dell’individuo, arrivando all’ideazione dei sette saperi utili all’educazione del futuro. Ma prima di vederli, facciamo una piccola parentesi introduttiva.

Quando nasce l’educazione scolastica in Italia

La scuola pubblica elementare italiana nasce intorno al 1859. Anno in cui il ministro della Pubblica Istruzione del Regno di Sardegna, Gabrio Casati, presentò e fece approvare una legge: il regio decreto legislativo 13 novembre 1859, n. 3725 del Regno di Sardegna, noto come “legge Casati”. Con questa legge si imponeva l’obbligo ai bambini in modo gratuito, di imparare a leggere, scrivere e fare i conti. Erano i comuni che avrebbero però dovuto assumerne i maestri. Non tutti ai tempi potevano permetterselo e questo non consentiva sempre la possibilità di rispettare la “legge Casati”. Ai tempi infatti non esistevano ancora sanzioni a chi non esercitava o frequentava la scuola.

Prima ancora, l’istruzione veniva impartita dalla chiesa, spesso controllata dai Gesuiti attraverso istituti ecclesiastici. Ma fu dopo l’unità d’Italia, che si volle togliere questo potere alla chiesa per formare uno stato laico. Quando la politica creò lo stato Italiano, nacque infatti il bisogno di unificare una nazione ricca di stati culturalmente divisi. Lo scopo era quello di creare una coscienza nazionale unita, laica e moderna.

Perché cambiare l’educazione scolastica futura

Il sistema scolastico non è mai cambiato. Dai tempi dell’illuminismo e della rivoluzione industriale, nonostante la società sia cambiata e con essa molte scoperte scientifiche, l’educazione scolastica è rimasta la stessa. Per questo motivo l’educazione attuale è involutiva, ma come possiamo cambiare quella futura?

Ideare un sistema di educazione scolastica futura, che tenda a sviluppare la creatività dei bambini, il pensiero divergente e la loro coscienza, sarebbe un traguardo ideale per portare più consapevolezza sociale. Di questo mio pensiero ne ho parlato anche nell’articolo sulla creatività:

Il cervello che crea e l’uomo che si evolve.

Edgar Morin a tal proposito, ci offre spunti considerevoli sui saperi fondamentali che ogni società ed in ogni cultura dovrebbe trattare.

I suoi sette saperi sono il risultato di un’indagine sulla necessità di “una nuova forma di conoscenza in grado di porre le basi per l’educazione del futuro, individuale, culturale e sociale”.

Nello specifico il pensatore spiega quali sono i sette argomenti fondamentali che dovrebbero essere alla base del processo educativo di qualsiasi cultura. Questi temi permetteranno di integrare le discipline esistenti e di stimolare gli sviluppi di una conoscenza che raccoglie le sfide della nostra vita”.

Cosa sono i sette saperi di Edgar Morin per l’educazione futura

PRIMO SAPERE

  • Le cecità della conoscenza: l’errore e l’illusione. Non esiste conoscenza senza errore o illusione, perciò l’educazione dovrebbe sempre fornire questa consapevolezza. È importante capire cosa significa conoscere, apprendere e sapere. Ma anche che sbagliando si impara, quindi l’errore o l’illusione di fare bene fanno parte della conoscenza. La conoscenza è la percezione personale dell’ambiente esterno, perciò può risultare limitata dalle nostre personali capacità essendo essa soggettiva. Nell’educazione futura quindi, non si dovrebbe sottolineare l’errore scolastico con un voto negativo, sminuendo lo studente. Sarebbe più opportuno considerare l’errore come parte integrante dello studio, analizzandolo attraverso una comprensione della visione personale e dei limiti dello studente.

SECODO SAPERE

  • I principi di una conoscenza pertinente. Le discipline non vanno separate, creando una comprensione frammentata della conoscenza. Questo spesso provoca l’incapacità di creare legami tra le varie materie. È quindi importante trasmettere una conoscenza che interpreti i problemi globali e gli elementi nei loro insiemi. Un educazione futura di questo tipo, aiuterebbe l’individuo a sviluppare un’abitudine innata nel contestualizzare le informazioni apprese.

TERZO SAPERE

  • Insegnare la condizione umana. Comprendere il significato dell’identità umana, ovvero chi siamo e come siamo in determinati contesti sociali, è fondamentale per capire come percepiamo soggettivamente il mondo. L’educazione attuale non insegna il carattere complesso della propria identità e di quella che si ha in comune con tutti gli altri umani. Come dice Morin “L’educazione, dovrebbe sfociare nella presa di conoscenza, dunque di coscienza, della condizione umana, della condizione comune a tutti gli umani e della ricchissima e necessaria diversità degli individui, dei popoli, delle culture.” Perciò l’educazione futura dovrebbe riunire le materie scolastiche con un approccio interdisciplinare e creare continui collegamenti tra le varie materie. E quindi concentrarsi maggiormente sull’analisi individuale della consapevolezza di quello che viene studiato e come viene interpretato dal singolo studente.

QUARTO SAPERE

  • Insegnare l’identità terrestre. Viviamo in un mondo globalizzato, dove ogni decisione politica di un singolo continente o nazione, influenza il resto del mondo. Per questo motivo non bisogna più vedere o conoscere la propria identità nazionale, ma quella globale planetaria. Secondo Morin è importante educare alla riflessione su come tutte le parti del mondo condividano un passato di reciproca solidarietà, ma anche di oppressione e devastazione. L’educazione può dunque contribuire alla creazione di un’ipotetica «cittadinanza terrestre». L’educazione futura dovrà portare l’individuo a comprendere la propria condizione nel mondo, ma anche quella del mondo umano in generale, che con la globalizzazione, fa parte dell’era planetaria.

QUINTO SAPERE

  • Affrontare le incertezze. Morin dice che “tutte le decisioni che potremo prendere, sia personalmente che politicamente, non sono altro che scommesse.” Per questo è importante essere pronti all’inatteso e consapevoli dell’incertezza del futuro. L’educazione futura dovrebbe predisporre l’individuo ad accettare che ogni decisone politica comporta rischi e conseguenze. Ogni decisione può portare ad imprevisti o situazioni incerte ed inattese. Questo accade sia nella politica che nella vita in generale.

SESTO SAPERE

  • Insegnare la comprensione. Secondo Morin, se l’individuo venisse educato ad accettare l’incomprensione della conoscenza, lo si porterebbe a capire i meccanismi che hanno portato le persone al razzismo o ad altre forme di disprezzo sociali e culturali. Portare il soggetto a capire come e cosa scatena l’incomprensione di certi argomenti, può risultare fondamentale ad istigare l’individuo alla pace. Questo insegnando la comprensione delle tante realtà sociali. L’educazione futura dovrebbe perciò consentire il dialogo e la comprensione delle dinamiche sociali, sviluppando un maggiore senso di responsabilità, cittadinanza e appartenenza sociale.

SETTIMO SAPERE

  • L’etica del genere umano. L’insegnamento secondo Morin, deve creare un’etica capace di riconoscere la triplice realtà umana, ovvero che l’uomo è allo stesso tempo individuo, parte di una società e parte di una specie. Essere coscienti e consapevoli di questo, porterebbe alla base di una nuova politica fondata sull’eguaglianza, il riconoscimento delle differenze e la solidarietà terrestre. Per questo motivo, l’educazione futura, dovrebbe portare ad una consapevolezza etica in cui l’umanità è vista e compresa come comunità planetaria in tutte le sue forme.

Come riportare l’educazione futura dei sette saperi nel sistema scolastico

Interpretando i sete saperi di Edgar Morin, come possiamo perciò immaginare l’educazione futura nel sistema scolastico? Riformulando l’intero approccio didattico. Ovvero insegnando la storia, la geografia, l’arte, la letteratura e la scienza, in un unico percorso spazio temporale, unendo così tutte le varie materie. Ad esempio studiando i vari periodi storici e tutto ciò che accadeva in quegli anni, senza distinguere il mondo storico-geopolitico da quello artistico, scientifico o letterario. Tutto questo non dovrebbe essere insegnato attraverso la semplice lettura e comprensione dei testi, ma attraverso veri e propri dibattiti tra l’insegnante e gli studenti.

Ogni studente dovrebbe comprendere, analizzare ed interpretare ciò che impara condividendolo con i compagni, che a loro volta offrono il loro personale punto di vista. Questo approccio che ad oggi si avvicina di più a quello universitario, dovrebbe avvenire già nelle scuole primarie. Così facendo sarà possibile svegliare, scuotere e creare già nel bambino, una propria identità e coscienza personale e sociale. Ovviamente per permettere tutto questo, bisognerebbe riformare tutto il personale didattico. Quindi ogni insegnate dovrebbe in primo luogo avere una formazione psico-pedagogica e sociale, così da poter permettere una maggiore trasmissione e comprensione educativa verso gli alunni.

Pura utopia?… Non credo, è tutto possibile. La sola difficoltà sta nel divulgare il più possibile gli studi di Edgar Morin e di tanti altri studiosi che condividono questo approccio. O di chi approfondisce e studia l’argomento. Così la società verrebbe maggiormente informata, spingendo la politica ad attuare i cambiamenti dovuti nel sistema scolastico.

Conclusioni

I sette saperi di Edgar Morin sono utili a riflettere e riconsiderare l’approccio educativo degli individui nella società. In questo articolo ho voluto interpretare il pensiero e gli studi di Morin, offrendo anche un personale approccio, per divulgare una futura educazione scolastica. Ovvio che tutto parte dalla politica, perché ahimè, dipende da essa il nostro futuro sociale educativo. Come singoli individui però, io credo che conoscendo queste considerazioni, possiamo intervenire singolarmente su noi stessi e sui nostri figli. Magari nel nostro piccolo possiamo creare petizioni o richieste comunali, che possono aiutare a fare dei piccoli passi a riguardo.

Non dimentichiamo che la prima istituzione è la famiglia, poi viene la scuola e dopo ancora la società. Perciò creando una solida base in famiglia, possiamo fare in modo che i figli e noi stessi non ci perdiamo in un percorso sociale didattico ormai, a mio parere, antiquato e limitante. Riportare questo approccio educativo in famiglia, è già il primo passo al cambiamento. Come lo è anche educare i propri figli a studiare attraverso questo approccio già da piccoli, almeno in casa quando li aiutiamo a fare i compiti. Sarebbe opportuno imparare a non imporre le nostre conoscenze con gli altri, ma condividerle, soprattutto con i nostri figli. Così da istigare il dialogo e la crescita, non il dibattito o l’incomprensione.

Spero che l’argomento vi abbia aperto la mente ed invogliato a mettervi alla prova. Potete divulgare questo argomento sui social. Così da spargere la voce e magari trovare qualcuno che vuole commentare e condividere il proprio parere a riguardo. Lascio del materiale da leggere per approfondire. Vi consiglio di vedere il video negli approfondimenti, dove l’educatore britannico Ken Robinson, ci offre un’altra visione sull’attuale approccio scolastico.

Grazie,

Chiara Del Gatto.

LIBRI CONSIGLIATI

Ecco diversi libri scritti da Edgar Morin. Letture che aiutano a sentire il parere di un filosofo esperto e che possono quindi offrire parecchi spunti di riflessione riguardo le tematiche trattate.

APPROFONDIMENTI

Ken Robinson, educatore britannico, parla del pensiero divergente e della necessità di cambiare sistema scolastico.

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *