intelligenze multiple
RICERCHE PERSONALI

Intelligenze multiple cosa sono

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Quando prendiamo in considerazione più elementi valutati nello stesso contesto o in campi differenti, parliamo di intelligenze multiple? Cosa si intende per intelligenza e quando essa viene considerata plurima? Esiste una sola intelligenza o ci sono più forme della sua esistenza?

L’intelligenza è un concetto intuitivo usato per dare valutazioni a persone, animali e macchine. Possiamo considerarla un concetto globale scarsamente definito e spesso frainteso. Solitamente vengono usati due approcci per definire l’intelligenza; quello psicometrico (la pratica di TEST) e quello cognitivo (la ricostruzione dei processi mentali durante una certa prestazione).

Lungo tutta la tradizione psicosometrica, si è cercato di capire come è fatta l’intelligenza e di stabilire se fosse unica o multipla, servendosi dell’analisi fattoriale. Le conclusioni di questi studi portano tutt’ora a due teorie, quella gerarchica e quella multifattoriale.

TEORIA GERARCHICA:

Sono stati proposti molti modelli di struttura gerarchica, dove alla radice dell’intelligenza, c’è una capacità fondamentale chiamata fattote G (intelligenza generale). Il primo modello presentato fu quello di C. Spearman, secondo cui dall’intelligenza generale (il fattore G) dipendono le abilità più specifiche (i fattori S). A differenza del fattore G, che è innato e resta immodificato per tutta la vita, i fattori S si possono migliorare con l’esperienza e l’istruzione.

Dopo Sperman, Vernon e Cattel introdussero altri elementi (i fattori di gruppo) che potevano influire sul fattore G, discutendo anche la sua immutevolezza. Secondo questi ultimi, il fattore G poteva crescere e svilupparsi, grazie all’esercizio e gli stimoli esterni.

TEORIA MULTIFATTORIALE:

Per questa teoria, quella che chiamiamo intelligenza sarebbe in realtà un insieme di fattori indipendenti, senza un fattore G a monte. L. L. Thurstone dopo diversi test mentali fatti a 240 studenti del college in America, individuò 8 fattori di diverse intelligenze ma nessun fattore G. Come lui J. P. Guilford ne trovò altrettanti, confermando che a tal proposito bisognerebbe eseguire tantissime prove di diverse intelligenze su ogni studente.

Quale teoria spiega le intelligenze multiple?

Purtroppo, nonostante tutti questi numerosi studi di analisi fattoriale, non si è riusciti a risolvere definitivamente la questione dell’intelligenza unica o multipla. Alcuni hanno osservato che i fautori della teoria gerarchica e della teoria multifattoriale, hanno lavorato su campioni diversi. I primi hanno esaminato indagini psicometriche condotte soprattutto su bambini e preadolescenti europei, mentre gli altri su studenti universitari e adulti americani.

Nei più piccoli sarebbe più facile rintracciare abilità di valore generale, che tendono a perdersi negli adulti, perché mascherate sempre più dalle acquisizioni specifiche. Inoltre il sistema scolastico europeo, diversamente da quello americano, tende a privilegiare la formazione di base e in un certo senso, costruisce il fattore G o perlomeno lo rafforza. Forse la questione non si può risolvere solo con analisi fattoriale, ma richiede uno studio più articolato dell’intelligenza, con ricorso ad altri metodi e altre prospettive.

Gli elementi che compongono la nostra intelligenza

A partire dagli anni ‘70, vari lavori hanno gettato un ponte fra tradizione psicometrica e cognitiva, andando a indagare su elementi mentali, dei risultati che i soggetti ottengono nei test. In circa un decennio di ricerche sono state studiate alcune differenze individuali nell’elaborazione di informazione che influenzano le risposte ai test:

  • Velocità di elaborazione
  • Funzionalità della memoria
  • Flessibilità di elaborazione
  • Metacognizione e autocontrollo (ovvero la consapevolezza dei processi di esecuzione dei compiti e delle strategie che si adottano)

La riuscita nelle prove di intelligenza, però, non dipende solo da capacità grezze e dalle facoltà indipendenti dei contenuti specifici appena elencate. Sono fondamentali anche l’esperienza e le conoscenze acquisite. (Una chiara dimostrazione di questo fatto è venuta dal campo dell’intelligenza artificiale). Capacità grezze e conoscenze acquisite sono interdipendenti e si potenziano a vicenda.

Negli ultimi anni, ci si è chiesti se l’intelligenza non sia qualcosa di più complesso di ciò che viene misurato nei test. Le prove psicometriche non mettono in evidenza l’intera gamma di abilità cognitive umane. Guardando alla vita umana nel suo complesso, diventa difficile sostenere che l’intelligenza è un fenomeno ovviamente cognitivo. La riuscita delle attività più importanti per l’adattamento all’ambiente e la vita, dipende da un intreccio di aspetti cognitivi, emotivi e sociali. Queste considerazioni hanno portato alla concezione delle intelligenze multiple.

Le intelligenze multiple secondo Gardner e Sternberg

Secondo Howard Gardner esistono una pluralità di tipi di intelligenze distinte in nove aree:

  • logico-matematica;
  • linguistica;
  • musicale;
  • spaziale;
  • fisico-cinestetica;
  • interpersonale;
  • intrapersonale;
  • naturalista;
  • esistenziale.

Gardner arriva alle sue conclusioni partendo, oltre che dai risultati tradizionali della psicometria, da un’ampia varietà di dati presi da diverse materie scientifiche (neurofisiologia, antropologia culturale, pedagogia, sociologia e così via). Perciò una persona può essere particolarmente dotata in un’area, ma non necessariamente in altre.

Secondo R.J.Sternberg, l’intelligenza è l’adattamento attivo all’ambiente e si può capire solo considerando l’individuo inserito nella realtà. Perciò tutti gli individui intelligenti, sarebbero in grado di esercitare un controllo sul proprio ambiente di vita non solo modificandolo, ma soprattutto scegliendolo. Il rapporto individuo-realtà comprende tre momenti fondamentali a cui corrispondono tre tipi di intelligenza:

  • I. COMPONENZIALE: È quella normalmente misurata dal test, data dall’insieme delle componenti cognitive.
  • I. ESPERENZIALE: Ci consente di mediare tra le nostre potenzialità cognitive e le situazioni rapportandoci in modo creativo ed efficace all’esperienza di vita.
  • I. CONTESTUALE: Consiste nel comprendere in quale tipo di contesto ci si trova ed agire, permettendo di regolare conseguentemente le proprie azioni.

La teoria di Sternberg enfatizza la concezione dell’intelligenza come attività di elaborazione delle informazioni. Da un punto di vista educativo, sottolinea la necessità di incoraggiare lo sviluppo delle competenze, soprattutto nelle aree in cui il soggetto è maggiormente dotato, sostenendo le altre.

Conclusioni

In conclusione l’intelligenza non riguarda un generico fattore biologico che contraddistingue ogni individuo. Quando si parla di intelligenza si fa riferimento a molti elementi, biologici e ambientali, che si influenzano e agiscono di conseguenza. Per questo è bene parlare di intelligenze multiple, visto che ad oggi non esiste una singola, specifica e misurabile forma di intelligenza, ma molte.

Ognuno di noi è dotato di svariate forme di intelligenza che nel complesso ci rendono più o meno adattabili al contesto in cui ci confrontiamo. Per esempio l’istinto di sopravvivenza, la creatività, la gestione delle emozioni e la crescita personale, sono anche queste capacità, che se sviluppate ci rendono più intelligenti e ci aiutano ed evolverci.

In ambito scolastico purtroppo, la scuola italiana adotta un modello in cui si valorizzano prevalentemente le forme di intelligenza logico-matematica e linguistica. Questo comporta un maggiore riconoscimento agli alunni più dotati di ragionamento logico e abilità linguistiche. Così facendo, non solo vengono screditati gli alunni che hanno un minore senso logico-linguistico, ma in generale non vengono accresciute e valutate tutte le altre forme di intelligenza. Questo comporterebbe una scarsa preparazione esperenziale, contestuale, emotiva e creativa.

A tal proposito vi consiglio di leggere il mio articolo che affronta l’argomento riguardo l’educazione scolastica. L’educazione futura e i sette saperi.

Vi ricordo che gli argomenti trattati in questo blog, sono frutto di ricerche personali, perciò se qualcuno di voi, vuole aggiungere altre conoscenze o fonti che parlano di tale argomento, siete liberi di farlo attraverso i commenti.

Grazie,

Lachiarasognante.

LIBRI CONSIGLIATI:

Il primo libro è di Howard Gardner, perciò si tratta di una lettura approfondita riguardo il tema trattato. Il secondo affronta le intelligenze multiple ma focalizza l’attenzione sull’intelligenza pratica che è quella che ci aiuta soprattutto ad affrontare la quotidianità.

APPROFONDIMENTI:

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