età del cervello
RICERCHE PERSONALI

Il cervello invecchia, come percepire e rallentare il processo?

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Lo sai, esiste un’età cerebrale e una anagrafica e non sempre coincidono. L’età anagrafica riguarda gli anni che contiamo sin dalla nascita, ma il nostro cervello può essere più giovane o anziano. Ma cosa intendiamo quando parliamo di cervello che invecchia?

L’invecchiamento è un progressivo declino delle funzioni fisiologiche, ovvero una riduzione della capacità di rispondere allo stress ambientale. Questo ci rende più vulnerabili alle malattie. L’invecchiamento è associato a uno squilibrio metabolico in cui aumenta l’azione ossidativa contro le cellule.

Lo stress ossidativo cellulare crea delle alterazioni chimiche che provocano danni alle loro difese provocandone l’invecchiamento.

La senescenza cellulare invece, è il normale processo cellulare in base al quale alcune cellule invecchiano, senza che ciò provochi di conseguenza l’invecchiamento dell’organo di cui fanno parte. Questo perché la cellula senescente smette di proliferare e riprodursi. La senescenza cellulare è un processo che previene l’invecchiamento fisiologico grazie all’eliminazione di cellule vecchie che vengono sostituite da quelle più giovani. Col passare del tempo però questa eliminazione e sostituzione rallenta, perciò i tessuti o gli organi saranno composti da molte cellule senescenti e questo abbasserebbe le loro difese.

Ma cosa succede nel cervello?

Come invecchia il cervello?

Quando il cervello inizia a perdere colpi, lo notiamo da diversi fattori come: perdita o rallentamento dei riflessi e della memoria; il nostro ragionamento diventa più lento; cala l’attenzione e i nostri sensi si indeboliscono.

Quando il cervello invecchia, perde il suo volume e quindi si riduce. Molto probabilmente questa riduzione è data dalla diminuzione dello spazio tra i neuroni che si troverebbero sempre più stretti tra di loro.

I neuroni sono le cellule che si occupano di trasmettere l’impulso nervoso. Sono formati da un corpo detto soma (che sarebbe il nucleo), dai dendriti (che ricevono i messaggi) e dall’assone (che trasmette i segnali agli altri neuroni). Tra i neuroni avvengono continui scambi di informazioni chiamate sinapsi. Gli assoni sono rivestiti da una sostanza isolante, la guaina mielinica che serve a migliorare e velocizzare la trasmissione di informazioni.

Se volete approfondire, potete leggere anche il mio articolo sulle dipendenze in cui si parla di questi scambi.

neurone
neurone, com’è composto

I neuroni nel cervello sono distribuiti in una sostanza grigia e in una bianca:

La materia grigia contiene soma, dendriti e i prolungamenti degli assoni. In questa sostanza avvengono le connessioni tra i vari neuroni, ovvero le sinapsi.

La materia bianca contiene assoni e mielina. Il colore bianco è dato proprio dalla guaina mielinica. In questa sostanza avvengono i passaggi degli impulsi tra i vari neuroni. La guaina mielinica è costituita da lipidi e proteine.

Quando il cervello invecchia il volume di queste due masse diminuisce restringendo lo spazio tra i vari neuroni. Questo processo provoca la diminuzione di sinapsi (massa grigia) ed il rallentamento degli impulsi e quindi dello scambio di informazioni (massa bianca).

Quando inizia il processo e come avvertiamo che il cervello invecchia?

Dopo i 40 anni di età si è notato che il cervello si riduce del 5% ogni 10 anni e dopo i 70 anni ancora in modo più evidente.

Come accennato prima, ci sono diversi fattori che avvengono a causa dell’invecchiamento cerebrale, ovvero:

  • Lentezza nei riflessi e nel ragionamento;
  • Perdita o riduzione della memoria, in particolare quella semantica e quella episodica (il primo caso riguarda le conoscenze generali, mentre il secondo riguarda i ricordi)
  • Difficoltà di apprendimento

L’invecchiamento fisico e quello cerebrale compromettono e indeboliscono il sistema immunitario. L’apparato scheletrico e muscolare si indeboliscono, come anche la vista e l’udito. Di conseguenza il cervello fa più fatica a ricevere corrette informazioni dell’ambiente esterno e ci mette tempo a trasmettere gli impulsi e questo provoca un forte calo dei riflessi e dell’agilità. Diventiamo sempre più lenti e arrugginiti.

Quali sono i fattori che influiscono sul cervello che invecchia?

Una cosa è certa, i neuroni una volta morti non si rigenerano! Una volta che il processo inizia non possiamo tornare indietro. Non c’è una cura che ci fa tornare giovani, ma possiamo applicare delle accortezze che ci fanno posticipare o rallentare l’invecchiamento.

Ci sono diversi fattori che incidono su questo lento processo contro il tempo del cervello che invecchia, come la genetica, l’ambiente in cui viviamo e lo stile di vita (cibo e attività). Vivere serenamente, trovando il proprio scopo aiuta sicuramente a combattere lo stress che è anch’esso fonte di invecchiamento.

Bere alcool, fumare, vivere in ambienti ostili, lo stress, dormire poco, non avere scopi e sentirsi vuoti, spenti, depressi, il cibo spazzatura, la sedentarietà, bere poca acqua, l’obesità o il sottopeso… Insomma credo che tante di queste cose siano scontate, ma non sempre ci rendiamo davvero conto che tutto quello che facciamo oggi ce lo ritroveremo in futuro… si raccoglie ciò che si semina!

Ci sono alcune popolazioni nel mondo che sono considerate le più longeve. Una di queste è Okinawa in Giappone, a cui ho dedicato due articoli riguardo il metodo IKIGAI che la popolazione applica per vivere felici. Anche in Sardegna, il paese Seulo, è fonte di studi e ricerche per la longevità degli abitanti.

Dagli studi condotti sui paese più longevi si notano delle simili caratteristiche come:

  • Genetica (il fattore più importante)
  • Stile di vita dinamico fino in tarda età (non si tratta di compiere attività fisica ma semplicemente tenersi attivi durante tutta la giornata)
  • Alimentazione (poche proteine, molte verdure, molti carboidrati)
  • Vita sociale (in queste culture è molto forte la rete sociale che gli abitanti si creano. Si vive in famiglia e si fa parte di una o più comunità su cui fare riferimento)

Possiamo prevenire e rallentare il processo di invecchiamento cerebrale?

Il processo del cervello che invecchia è inevitabile, la scienza non ha ancora trovato l’elisir di eterna giovinezza, ma sicuramente abbiamo nel tempo trovato sistemi e abitudini che possono rallentarlo.

Per il momento a livello scientifico è stato riscontrato che nei topi, con la trasfusione di sangue da un soggetto giovane a uno anziano, quest’ultimo sembra ringiovanire riacquistando migliori riflessi, vista o altro. Al momento sull’uomo non ci sono abbastanza dati per confermare l’utilità di questo metodo, ma potrebbe essere un valido aiuto qualora dovesse funzionare!

Anche la tecnologia come le protesi robotiche o i microchip impiantati nel corpo possono aiutare poiché andrebbero a sostituire o supportare gli apparati che non funzionano.

Per il resto possiamo affidarci alla nostra personale cura, stando il più possibile attenti al nostro corpo e alla nostra mente.

Oltre a fare attenzione all’alimentazione, ai rapporti interpersonali, all’attività fisica, possiamo tenere attiva la mente con esercizi di lettura, scrittura, logica e tutto ciò che può essere utile a mantenerci allenati anche mentalmente.

Conclusioni

Ovviamente ad oggi invecchiare è inevitabile e credo che l’importante non sia quando ma come!

Ci sono persone che anche con una vita regolare e sana non arrivano a 40 anni, ma qualunque sia la causa dell’invecchiamento o della morte credo che a prescindere arrivarci serenamente sia la cosa migliore per noi e per chi ci sta accanto.

Perciò impariamo a mangiare in modo salutare senza esagerare. Beviamo molta acqua, cerchiamo di avere una vita non troppo sedentaria dedicandoci almeno a qualche esercizio quotidiano o almeno una passeggiata ogni sera o mattina. Alleniamo la mente con cruciverba, letture, giochi di logica o memoria… per quel che possono aiutano. Dormiamo, perché durante il sonno il cervello si rigenera. Impariamo a stare bene con noi stessi e con le persone che amiamo perché siamo esseri sociali e la condivisione del nostro tempo e spazio con gli altri è vitale.

Ho forse dimenticato qualcosa? … scrivetelo nei commenti, sarà d’aiuto approfondire con altre conoscenze a riguardo.

Il tempo si trova sempre, basta sapersi organizzare e su questo troverete parecchi consigli da parte mia tra i vari articoli del blog, nella mia newsletter e nel mio planner motivazionale.

Amiamoci e curiamoci, per vivere ed invecchiare al meglio!

Iscrivetevi alla newsletter se volete rimanere aggiornati sui miei articoli o materiali.

Grazie,

Chiara Del Gatto.

LIBRI CONSIGLIATI:

“L’età della mente umana” oltre a spiegare in parole semplici i vari processi che il cervello attraversa, offre consigli pratici su come prevenire l’invecchiamento cerebrale e di conseguenza rallentare o ridurre il rischio di malattie senili come ad esempio l’Alzheimer.

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Il secondo libro è più tecnico ed elaborato ma comunque accessibile a tutti, dipende da come volete approfondire il tema di questo articolo. Se siete curiosi di capire nello specifico come funzionano i processi della mente “Istruzioni per l’uso” va molto bene. Se volete anche qualche consiglio pratico su come allenare la mente vi consiglio di più il primo.

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Per finire non potevo non consigliarvi dei giochi rompicapo da fare durante il giorno o quando ne avete voglia! Io non ho nello specifico l’articolo qui consigliato, ma ho comunque dei giochi in legno simili che mi sono stati regalati e ve li consiglio vivamente! Un modo costruttivo per riempire il tempo libero o divertirsi tra una pausa e l’altra!

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APPROFONDIMENTI:

Tony Wyss Coray studia l’impatto dell’invecchiamento sul corpo e sul cervello umano. 
Michael Merzenich studia le possibilità di sfruttare la plasticità del cervello per migliorare le nostre capacità e riacquistare funzionalità perdute.

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