il cervello che crea
RICERCHE PERSONALI

Il cervello che crea e l’uomo che si evolve!

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Il progresso dell’umanità esiste grazie al cervello che crea! La creatività è una caratteristica unicamente umana tra tutti gli esseri viventi sulla terra. Grazie alla creazione di armi, rifugi o di utensili sempre più complessi e adatti alle esigenze, siamo stati capaci di svilupparci sempre di più. Abbiamo creato la tecnologia e chissà dove arriveremo in futuro! Siamo le creature sulla terra ad avere una coscienza più evoluta, capaci di formulare pensieri complessi e collegamenti tra le varie conoscenze acquisite nel tempo. Questi ragionamenti, uniti magari anche a nuovi apprendimenti, ci portano ad intuizioni creative formidabili! Ma come è possibile tutto questo? Cosa accade nel nostro cervello mentre si crea? Siamo tutti creativi o bisogna essere predisposti geneticamente?

Pensare, progettare, realizzare… tra il dire e il fare c’è di mezzo il creare!

Il significato della creatività

La creatività è una capacità del cervello umano che noi tutti possediamo, non si tratta perciò di una qualità che solo in pochi hanno. Tutti noi esseri umani siamo esseri coscienti e pensanti, quindi siamo anche creativi.

Creare significa realizzare un’idea.

Quando il cervello crea, mette in atto le proprie intuizioni progettando soluzioni innovative. La realizzazione dell’idea avviene attraverso delle fasi:

  • L’analisi e lo studio del contesto;
  • Il ragionamento ed il ricordo di nozioni che già conosciamo;
  • L’accostamento di vecchie e nuove nozioni;
  • L’intuizione di una soluzione innovativa. La scintilla che accende l’intuizione è l’apice della creatività, il momento AHA, in cui troviamo la soluzione!

Spesso la collaborazione di più individui porta ad un successo maggiore. La condivisone di saperi offre spunti per idee sempre più innovative. Dall’invenzione della ruota, siamo passati al carro, poi alla carrozza, alla bicicletta, all’automobile e così via. Da ogni creazione ne vengono fuori tante altre.

Il fatto che siamo esseri sociali ha influito fortemente nelle creazioni e nell’evoluzione. Dagli studi fatti sulle invenzioni degli uomini primitivi, pare che con l’arrivo dell’homo sapiens si siano intensificate le popolazioni ma non solo. Il ritrovamento di armi e altri utensili hanno avuto maggiore presenza e crescita in queste popolazioni. Questo grazie allo sviluppo della corteccia cerebrale, ovvero della materia grigia che nell’homo sapiens ha un volume maggiore. Un cervello grande porta ad una maggiore associazione delle idee. Tutte le capacità come: linguaggio, memoria, attenzione, empatia, percezione, ragionamento e così via crescono. Nascono così forme di socializzazione e creazioni più avanzate.

https://www.focus.it/scienza/scienze/la-timeline-dellevoluzione-delluomo

https://www.lescienze.it/news/2018/04/27/news/differenze_neuroanatomiche_sapiens_neanderthal-3956856/

Cosa fa il cervello che crea

Quando il cervello crea, si attivano le aree della corteccia prefrontale, soprattutto le regioni in cui hanno luogo le capacità utili a trovare la soluzione. I neuroni di entrambi gli emisferi del cervello, destro e sinistro, comunicano tra loro. La cosa strabiliante è che durante questa elaborazione dei dati non siamo coscienti. Si formano ragionamenti innati e automatici che prevengono la risposta. Quindi nel momento in cui arriviamo all’apice della creazione trovando l’intuizione, in realtà avevamo già la soluzione pronta.

Facciamo un pratico esempio:

Paola mentre pulisce casa sistema degli oggetti nuovi di arredo, appena acquistati, senza una logica precisa. Mette candele, vasi e pupazzetti singolarmente sulle mensole o sul tavolo tanto per riempire gli spazzi. Il giorno dopo vede sul telefono la foto di un centrotavola che le piace molto. In quel momento nel suo cervello involontariamente si formano ragionamenti che collegano gli oggetti sistemati il giorno prima a quel centrotavola e …HAH! … L’illuminazione! Nel frattempo Paola aveva persino poggiato il telefono per prendere un libro da leggere. Mentre si alza pensa… ”Perché non provare a creare un centrotavola con gli oggetti che ho in casa?”. Da qui coscientemente prende gli oggetti ed inizia a progettare il suo centrotavola… il libro può aspettare!

Quindi, mentre Paola pulisce, la sua mente memorizza gli oggetti e tutto il contesto. Il giorno seguente, Paola dal suo telefono, vede un centrotavola che le piace. La mente lo collega agli oggetti memorizzati il giorno prima, riflettendo sul fatto che assemblandoli può creare un centrotavola simile. Questo ragionamento viene elaborato dall’inconscio di Paola, mentre continua a svolgere le sue azioni. Quando la mente trova la soluzione del “centrotavola fai da te“, la coscienza di Paola, che era concentrata altrove, si sposta su di esso attivamente.

Il ragionamento inconscio avviene tramite il pensiero divergente.

Questa riflessione involontaria della mente è chiamata preconscio, ovvero la previsione di quello che il cervello crea. Il pensiero multilaterale che avviene mentre il cervello crea è chiamato pensiero divergente. Infatti, la parte inconscia del cervello osserva e memorizza tutto ciò che lo circonda cercando soluzioni. La parte conscia, invece, continua a fare quello che sta facendo.

Tutto questo avviene perché siamo predisposti a risolvere problemi. Il nostro inconscio cerca continuamente di trovare risposte o soluzioni. Attraverso il pensiero divergente arriviamo a formulare continue deduzioni e creazioni originali. Il costante bisogno del nostro cervello di trovare risposte è innato nell’uomo e questo spiega anche la costante necessità di credere in qualcosa. Le religioni hanno, sin dalle nostre origini, risposto a tutto quello di cui non si trovava spiegazione logica e continuano a farlo.

https://www.guidapsicologi.it/articoli/creativita-e-pensiero-divergente

L’esempio fatto prima riguarda una semplice situazione di intuizione creativa venuta per caso. Ma quando vogliamo creare volontariamente qualcosa e lavoriamo quindi in un progetto, succede la stessa cosa. Riflettiamo e lavoriamo sulla creazione e le informazioni che prendiamo ed esaminiamo rimangono nella nostra mente. Esse continuano ad essere elaborate anche quando stacchiamo dal lavoro e facciamo una pausa. Se lavoriamo in gruppo con altre persone allo stesso progetto, tutto viene amplificato e diventa più semplice. Avremo molto più materiale su cui lavorare e soprattutto maggiori punti di vista.

cervello che crea

Le aree interessate nel cervello che crea

Il cervello è formato da due emisferi che comunicano tramite il corpo calloso che li divide. In ogni emisfero vengono svolte diverse attività, vediamole insieme:

EMISFERO SINISTRO

  • Ragionamento
  • Linguaggio parlato
  • Linguaggio scritto
  • Abilità scientifica
  • Abilità numerica
  • Controllo della mano destra

EMISFERO DESTRO

  • Intuizione
  • Immaginazione
  • Senso artistico
  • Percezione tridimensionale
  • Senso musicale
  • Controllo della mano sinistra

Questi due emisferi comunicano continuamente, infatti le capacità di entrambe vengono spesso usate insieme soprattutto per formulare pensieri e azioni. Quando il cervello crea, vengono simultaneamente attivati entrambi gli emisferi anche se maggiormente quello destro.

L’intuizione creativa richiede molta attenzione da parte del cervello, che dopo essersi concentrato, deve rilassarsi per arrivare alla soluzione. Questo spiega perché le migliori idee avvengono sotto la doccia o dopo un sonno ristoratore. È come se il nostro cervello, dopo aver formulato ipotesi, abbia bisogno di cambiare posizione. Vedere tutto da una prospettiva diversa lo aiuterebbe ad arrivare al punto.

Se stessimo lavorando ad un progetto di gruppo, potremmo non trovare soluzioni immediate, a causa della pressione da parte di tutti. L’intuizione di soluzioni più innovative da parte di uno o più individui del gruppo, potrebbero quindi arrivare fuori dal turno di lavoro. Magari in pausa pranzo o addirittura a casa mentre si vede un film. Proprio in questo momento di relax, grazie al pensiero divergente, arriviamo al momento AHA!

La nostra mente è sempre attiva e gli emisferi si scambiano continuamente informazioni.

“La creatività è semplicemente la capacità di connettere le cose. Le idee creative nascono quando le persone riescono a connettersi e a realizzare cose nuove.”

ADAM E. GREEN

Le quattro fasi del processo creativo

Il processo creativo è l’insieme di eventi in cui l’individuo, sia spontaneamente che involontariamente, arriva ad un originale risoluzione del problema. Nel 1926 l’insegnante britannico Graham Wallas sezionò il processo creativo in quattro fasi:

  1. Preparazione: fase iniziale in cui ci concentriamo in maniera cosciente sul problema.
  2. Incubazione: qui smettiamo di pensare al problema e subentra l’inconscio con la sua elaborazione.
  3. Illuminazione o intuizione creativa: si manifesta quando siamo distratti e si formula il pensiero divergente. Chiamato il momento AHA!
  4. Verifica: questa ultima fase arriva subito dopo l’intuizione ed è quella in cui esaminiamo ed implementiamo la soluzione trovata per metterla poi in pratica.

Ovviamente più conosciamo il problema e più facile sarà trovare gli elementi che portano alla sua soluzione.

Come allenare la creatività

ARTE: Una forma di espressione unica del genere umano. Una forma di creazione che si distingue da tutte le altre perché ha lo scopo di puntare alla massima forma di bellezza! L’arte è un’espressione di bellezza ma non solo! Una creazione artistica può avere davvero tante forme di espressione, come comunicare o trasmettere qualcosa. L’arte può essere tante cose: bellezza, emozione, rappresentazione o comunicazione. Solo l’uomo, tra tutte le creature sulla terra si esprime con l’arte, e lo fa sin dalle origini.

Come detto all’inizio tutti noi abbiamo un cervello capace di creare, ma ci sono persone che sviluppano questa capacità più di altre. Quando ci piace fare qualcosa spesso è perché ci riesce oppure ci emoziona. Quel “qualcosa” se nutrito, può diventare una passione, un lavoro o un passatempo.

Ognuno di noi si esprime come meglio riesce.

C’è chi è bravo con le parole, chi sa cantare, ballare, suonare, disegnare o scrivere. Chi riesce bene nei calcoli, nelle progettazioni e così via qualsiasi altra dote. A volte ci appassioniamo a cose che non riusciamo a creare, allora ci formiamo ed impariamo, oppure osserviamo e seguiamo chi ci riesce. Tutto questo è importante ad aprirci la mente, ad emozionarci e sviluppare un senso critico.

Io credo che spesso all’arte non viene data la giusta importanza. Sviluppare il nostro senso artistico accrescendo una o più doti che abbiamo, offrirebbe al nostro cervello più elementi su cui lavorare. Anche solo osservare l’opera di qualcun altro aiuterebbe. Come diceva Aristotele, di cui parlo nel mio articolo sulla felicità CLICCA QUI, ognuno di noi ha un potenziale, basta trovarlo!

Siamo esseri sociali e creativi e questi due elementi ci hanno fatto evolvere fino ad oggi e continueranno a farlo. Il progresso sta avvenendo velocemente, grazie alla globalizzazione e la condivisione di informazioni, sempre più pubblica ed accessibile a tutti. Avere un pensiero critico ci aiuta ad essere aperti al confronto e alla crescita personale. L’arte aiuta a farci riflettere sul mondo e su noi stessi, perché è espressione. Una mostra, un museo, uno spettacolo teatrale, un balletto, sono tutti esempi di espressioni. Esse ci aiutano a vedere le cose da una prospettiva differente, come ad esempio quella del creatore stesso dell’opera.

Inoltre, lo sforzo di essere creativi aumenta il livello di creatività.

Più un cervello crea e più diventa creativo!

Perciò se troviamo un passatempo che ci piace dedichiamoci ad esso, formiamoci ed esprimiamoci. La nostra creatività è importante perché ci dice chi siamo, cosa siamo bravi a fare o cosa ci emoziona. Creare qualcosa ci fa sentire utili, capaci, ci emoziona e può essere una valvola di sfogo.

Creare è la massima espressione dell’evoluzione dell’uomo.

Perciò attraverso l’arte, l’osservazione di altre creazioni, l’esperienza e la pratica personale, riusciamo ad esercitare la nostra creatività. Questo ci aiuterà a trovare la giusta ispirazione, ad aprirci mentalmente, a crescere e a trovare la propria strada, per chi ancora non l’ha trovata.

allenare la creatività

Conclusioni

Personalmente credo che l’arte ad oggi sia ancora troppo sottovalutata. Già nelle scuole si potrebbe stimolare i bambini a trovare le loro doti sprigionando il loro estro. Si potrebbe dare più spazio a lezioni di teatro, danza, pittura e via via altre forme di espressione artistica. Il nostro cervello crea continuamente e più è libero dai pensieri più ci riesce. Sin da piccoli ci insegnano a stare seduti su un banco a studiare ed imparare leggendo gli scarabocchi fatti su una lavagna. Eliminare questi metodi arcaici e creare lezioni più interattive e attive, stimolerebbe di più l’ascolto del bambino ed il suo senso critico.

Quello che voglio dire, è che l’inserimento di laboratori artistici nel programma scolastico potrebbe essere stimolante e più producente. Ogni bambino ha bisogno di sperimentare e scoprire le proprie doti. Attraverso le varie forme d’arte si potrebbe aiutare l’alunno a trovare meglio le proprie passioni e la propria strada formativa.

Nella scuola si da più importanza alle doti logiche (emisfero sinistro) che quelle artistiche (emisfero destro). Ma come spiegato prima, i due emisferi del cervello lavorano in sincronia e solo insieme giungono ad una soluzione.

Stimolare l’arte vuol dire stimolare l’intuito, l’inventiva. L’arte è creazione quindi innovazione.

Qui sotto trovate, come sempre del materiale per approfondire; sia con delle letture da acquistare ed avere sempre a portata di mano, sia con delle TED talk in cui ascoltare pareri esperti che parlano dell’argomento. Vi consiglio il TED di Sir Ken Robinson in cui accenna proprio dell’importanza dell’insegnamento dell’arte nelle scuole.

Sperando di avere stuzzicato in voi la voglia di creare, vi auguro una buona giornata e un buon proseguimento se decidete di approfondire.

Grazie,

Chiara Del Gatto.

LIBRI CONSIGLIATI su il cervello che crea:

Ecco le letture consigliate. Il primo libro, oltre ad approfondire il tema della creatività, vi aiuta a svilupparla con pratici esercizi, ottimo per chi vuole allenarsi. “Lo spirito creativo” di Daniel Goleman, ottimo per un approccio sempre pratico-teorico sul tema spiegato però dal colosso dell’intelligenza emotiva.

APPROFONDIMENTI:

secondo Sir Ken Robinson il sistema educativo dovrebbe stimolare il nostro senso artistico! … Approvo profondamente!

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