fenomeni cognitivi
RICERCHE PERSONALI

Fenomeni cognitivi, cosa sono e come si sviluppano

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Cosa si intende per fenomeni cognitivi e come si sviluppano nell’individuo?

I fenomeni o processi cognitivi, sono l’insieme di eventi necessari alla nostra mente per arrivare alla conoscenza, o meglio a comprendere ciò che abbiamo di fronte. Essi sono una serie di ragionamenti fondamentali al nostro cervello per imparare, crescere ed evolverci. I fenomeni cognitivi avvengono grazie a più fattori sia interni che esterni.

Il termine cognitivo descrive tutto ciò che comprende il ragionamento, l’intuizione e quindi i fenomeni mentali razionali o irrazionali, ma non solo. Questi fenomeni cognitivi riguardano gli schemi mentali che il cervello percorre per comprendere e mettere in pratica le azioni fisiche e intellettuali.

Cosa sono i fenomeni cognitivi

Tutte le cose che facciamo, dalle più semplici alle più complesse, sono fenomeni cognitivi. Questo perché c’è un’elaborazione di informazione che porta a un determinato risultato. Possono riguardare attività comuni (mangiare, correre, parlare, leggere e così via), attività esperte quando richiedono un ragionamento più complesso (giocare a scacchi, fare dimostrazioni logiche…), o attività eccezionali che vanno oltre al ragionamento complesso (come le scoperte di Albert Einstein, Thomas Edison, Galileo Galilei…).

Le funzioni cognitive variano molto per l’attenzione che richiedono:

  • Alcune sono completamente automatiche. Ne è un esempio il leggere in sé (senza comprendere ciò che si legge) per chi è alfabetizzato.
  • Molte sono semi automatiche, cioè richiedono un basso grado di controllo (è il caso della comprensione di un testo facile).
  • Mentre altre attività controllate possono richiedere anche molta attenzione. Ovviamente molto dipende da chi svolge l’attività; una persona può riuscire a fare automaticamente qualcosa che può invece risultare impegnativo per un altro. Tra le attività controllate si distinguono quelle di routine e di non routine. Per le prime anche se non riusciamo a farle automaticamente, siccome le conosciamo bene, abbiamo strategie di comportamento consolidale. Le altre invece, poco o tanto, richiedono inventiva e creatività.

I fenomeni cognitivi degli individui sono legati all’attività decisionale e alla sfera emotiva.

I Processi cognitivi sono quindi procedimenti adottati dalla mente umana per: prendere decisioni, memorizzare, osservare, acquisire ed elaborare le informazioni percepite. Perciò l’individuo si adatta all’ambiente in cui vive, grazie alle funzioni cognitive della propria mente che avvengono tramite:

  • La percezione,
  • L’attenzione,
  • Le emozioni,
  • Il pensiero,
  • Il ragionamento,
  • Il linguaggio,
  • L’apprendimento,
  • La memoria.

I fenomeni cognitivi di base

Tra tutte le azioni appena elencate, svolte dal cervello per compiere funzioni cognitive, tre di esse sono alla base dei fenomeni cognitivi. Infatti, senza una buona Percezione, apprendimento o memoria, l’individuo non sarebbe capace di svolgere bene tutto il resto, presentando perciò delle lacune.

PERCEZIONE:

La percezione è il processo attraverso il quale la nostra mente estrae ed organizza le informazioni presenti nel mondo che ci circonda, informazioni che passano attraverso i sensi. Questo processo, è il primo anello della catena che unisce quanto si trova nel mondo esterno (persone, oggetti, avvenimenti) con le nostre azioni. Si tratta di apprendimenti, soluzioni di problemi, emozioni e rapporti sociali. Un esempio di percezione fondamentale per i fenomeni cognitivi è la coordinazione vista-udito (che avviene già da neonati), essenziale per molti comportamenti come la lettura, la guida o la possibilità di sottrarsi ad un pericolo imminente.

APPRENDIMENTO:

L’apprendimento è un processo secondo cui l’individuo è modificato in misura, più o meno definitiva, da ciò che si verifica nell’ambiente circostante e da ciò che egli fa. Esistono diverse forme di apprendimento; consapevoli o inconsapevoli, esplicite o implicite, formali o informali, altre che attivano i sensi stimolando riflessi e altre ancora che implicano un esercizio, un ragionamento o una riflessione. Il condizionamento è un meccanismo che porta ad apprendere un dato comportamento attraverso tentativi ed errori (andare in bici) o tramite l’istinto (salivazione e brontolio stomaco=fame). L’intuizione è un tipo di apprendimento che porta all’illuminazione improvvisa e alla soluzione di un problema, senza troppi ragionamenti o tentativi. Il ragionamento avviene invece attraverso ipotesi, fino a trovare la soluzione ed è molto influenzato dai fattori esterni ed emotivi.

MEMORIA:

La memoria è un processo utile a costruire futuri apprendimenti. Ricordare serve per non riperdere errori e per rinforzare futuri ragionamenti. La memoria tuttavia, può anche essere dissociata dall’apprendimento. Ci sono infatti casi di persone con gravi handicap mentali che possono comunque avere una memoria solidissima. La memoria può essere a breve o lungo termine, in base a come viene immagazzinato il ricordo dal nostro cervello. Il passaggio della memoria a breve termine a quella a lungo termine si chiama consolidamento e può durare alcune ore. La fase di consolidamento può essere turbata da traumi cerebrali, shock elettrici o droghe. La memorizzazione implica un fenomeno di rielaborazione, nel quale entrano in gioco i nostri interessi, valori e punti di riferimento. Perciò persone diverse memorizzano una stessa esperienza in maniere diverse.

I bisogni cognitivi

La mente è una fonte di bisogni e motivazioni. I bisogni possono essere:

  • Omeostatici. Dovuti dal fatto di possedere un corpo con determinate esigenze, come il bisogno di mantenere il giusto apporto fisiologico di acqua, energia o temperatura corporea.
  • Sociali. Dati dalla necessità di far parte di un gruppo o di una realtà sociale organizzata.
  • Cognitivi. Necessari a tenere attiva la mente, per far si che funzioni e si eserciti.

Questi bisogni, sono fattori incisivi per i fenomeni cognitivi.

La nostra mente è come una macchina che necessita di funzionare e conservarsi in modo efficiente. Per soddisfare questa necessità, la mente non ha bisogno di interventi esterni, ma è capace di auto mantenersi, ovvero si tiene attiva e si auto previene. Come? L’individuo ogni volta che l’attività mentale perde di efficacia o di esercizio, avverte esigenze che lo spingono ad attivare la mente, come il bisogno di giocare, condividere un pensiero, leggere un libro e così via.

La curiosità è l’esigenza che spinge a procurarsi attivamente lavoro mentale, stimolando l’attività di elaborazione delle informazioni. Per stimolare l’attività mentale, l’individuo può cercare di incrementare gli input, di cui l’ambiente solitamente è ricco. Inoltre, abbiamo un controllo sulle nostre capacità attentive, che ci consente di focalizzare l’attenzione sugli input più stimolanti e andarli a cercare se l’ambiente non ne offre. Ad esempio possiamo orientare l’attenzione verso qualcosa o vagare guardandoci attorno, ma non necessariamente gli stimoli per l’attività mentale vanno cercati all’esterno. Infatti, attraverso rappresentazioni immagnarie, come mettere a confronto concetti, ricordi o immagini mentali, possiamo stimolare l’elaborazione di informazione dall’interno.

Conclusioni

Con questo articolo ho voluto ricercare come il nostro cervello apprende. Comprendere infatti i fenomeni cognitivi, significa capire i processi che la nostra mente mette in atto per imparare cose nuove, evolversi e crescere. La crescita personale include uno studio interno e comprendere come ragioniamo o impariamo, ci aiuta ad interpretare i nostri risultati o le nostre reazioni riguardo certi contesti. Le esperienze che viviamo incidono tantissimo sulla nostra percezione esterna e di conseguenza sul nostro apprendimento.

Questo non è il primo articolo che scrivo riguardo la comprensione dei meccanismi mentali dell’individuo. Ne ho scritti altri che affrontano lo stesso concetto, ma da un punto di vista differente, come ad esempio:

Trovate tutto nella categoria RICERCHE PERSONALI del blog.

Spero che l’argomento vi abbia stimolato quella sana curiosità che vi spinga ad approfondire, o magari commentare, condividendo il vostro parere o le vostre conoscenze a riguardo. Come sempre trovate materiale utile qui sotto o potete ricercare altrove altri approfondimenti. Vi auguro una buona ricerca e se vi piace il mio lavoro non dimenticate di iscrivervi alla newsletter per restare aggiornati.

Grazie,

Chiara Del Gatto.

LIBRI CONSIGLIATI:

Ecco come sempre le letture consigliate per approfondire o ampliare l’argomento trattato. Il primo libro, tratta le problematiche legate agli errori decisionali. Mentre gli altri affrontano i processi cognitivi e tutto ciò che li influenza o li stimola.

APPROFONDIMENTI:

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