felicità o vaso di Pandora
RICERCHE PERSONALI

Felicità o vaso di Pandora?

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Conoscete la storia del “vaso di Pandora”?… cosa c’entra il mito del vaso di Pandora con la Felicità, vi chiederete? Effettivamente si tratta di un’accostamento strano, visto che il mito parla di tutto tranne che di felicità. L’accostamento sta nella sottile linea che distingue la felicità dalle illusioni e dalle false aspettative che ci creiamo. Insomma, quando ad esempio desideriamo un oggetto in particolare e questo ci viene regalato, il dono ricevuto fa scatenare in noi un misto di emozioni che, grazie alle aspettative su di esso, ci fanno illudere che l’oggetto sia la soluzione ai nostri dolori. Ma poi col tempo ci rendiamo conto che le cose non sono come ce le appettavamo, oppure non siamo pienamente soddisfatti e cerchiamo di più.

Ad esempio ci riempiamo di abiti che ci piacciono, ma poi passano di moda, oppure il nostro stile non viene apprezzato dagli altri e non ci sentiamo compresi. Ci poniamo obiettivi solo perché pensiamo sia giusto così, ma non lo facciamo in base a quello che davvero vogliamo e in base alle nostre abilità o ai nostri limiti, rischiando di non arrivare o di non essere pienamente soddisfatti.

Quando riceviamo un regalo che ci piace, siamo grati per il dono ricevuto o per il gesto di chi ci ha incartato e portato quello che desideravamo? Ci concentriamo più sull’oggetto o sul gesto di chi ce l’ha portato? Cosa ci rende più felici in quel momento?

Quando riceviamo un regalo, siamo consapevoli che non è importante il dono in se per sè, ma il gesto di altruismo, cortesia o amore che ci è stato fatto per renderci felici, anche se per un breve istante?

Insomma, quale è la vera felicità? Cosa si intende per illusioni?

“Strappa all’uomo medio le illusioni di cui vive e con lo stesso colpo, gli strappi la felicità”.

HENRIK IBSEN

Ci sono persone nel mondo che sono ricche di materia, ma infelici ed altre povere di materia ma con il sorriso stampato sul volto. Cosa ci rende davvero felici? La materia, le persone che ci circondano, i valori o che altro? Perché quando ci sembra di avere tutto, a volte non ci sentiamo comunque appagati, ma sembra che mancasse ancora qualcosa?

Siamo davvero convinti che la casa, la macchina o il lavoro dei nostri sogni siano quello che ci fa stare bene, o c’è altro di cui abbiamo bisogno?

Vediamo prima cosa racconta il mito del vaso di Pandora, per poi comprendere quali sono le nostre illusioni e cosa invece scatena la vera felicità …

Il mito del vaso di Pandora

C’era un tempo in cui gli uomini potevano frequentare gli Dei e sedere con loro allo stesso tavolo. Creati dal titano Prometeo “colui che riflette prima”, erano creature che si potevano quasi considerare semi-divine, dotati di intelligenza e memoria.

Secondo il poema di Esiodo ne Le opere e i giorni, Prometeo rubò il fuoco divino a Zeus, padre di tutti gli Dei, per donarlo agli uomini.

Quest’ultimo, accecato dalla rabbia, decise di punire sia il titano che gli uomini. Prometeo così venne incatenato per sempre a una roccia e condannato a vedersi mangiare il fegato da un’aquila tutti i giorni, visto che durante la notte il fegato si riformava.

Mentre agli uomini servì una vendetta più subdola, per non essere etichettato come un Dio crudele. Zeus ordinò a Efesto, il Dio inventore, di creare una femmina umana, per poi arricchirla di doti straordinarie, grazie ai doni portati dalle altre divinità (come la bellezza, la seduzione e così via). Grazie alle tante qualità possedute, alla femmina venne dato il nome di Pandora “colei che ha tutti i doni”.

Zeus manda sulla terra Pandora e le dona un vaso che deve custodire senza mai essere aperto.

Il vaso avrebbe dovuto contenere del grano, ma in realtà all’interno, c’erano i mali del mondo. Zeus era consapevole che Pandora tra i tanti doni aveva ricevuto anche quello della curiosità, grazie al quale non riuscì e rispettare il suo ordine di non aprire il vaso.

Così, quando Pandora sulla terra aprì il vaso, tutti i mali del mondo vennero fuori. Gli spiriti maligni della pazzia, malattia, gelosia, vecchiaia e del vizio furono liberati ed iniziarono a tormentare gli uomini. Pandora richiuse il vaso e la speranza che si trovava sul fondo non fece in tempo ad uscire.

Prima di questo episodio gli uomini sulla terra avevano vissuto liberi da ogni sofferenza o preoccupazione ed erano immortali come gli Dei. Dopo la vendetta di Zeus, il mondo divenne ricco di dolore, sofferenza e morte. Pandora però decise di aprire nuovamente il vaso, dal quale uscì anche la speranza ed il mondo riprese a vivere meglio.

Nonostante la sofferenza e la morte, con la speranza gli uomini sulla terra riuscirono a ricavarsi anche momenti di felicità.

vaso di Pandora

Il significato della speranza nel mito di Pandora

A quanto pare la speranza, secondo il mito di Pandora, è un male che si distingue dagli altri che sono racchiusi nel vaso con essa. Si tratta di un male che sembra tuttavia buono, perché la speranza porta sempre ad aspettarsi qualcosa di meglio. Ci illude che il futuro sia migliore perché spesso quando si presenta delude le nostre aspettative.

Secondo il mito, le speranze dell’uomo sono “cieche”, cioè irrazionali ed erronee, ingannevoli e illusorie e così anche la felicità.

L’opinione più diffusa nell’antichità era che “la speranza è un’illusione che aiuta l’uomo a sopportare la vita, ma in sostanza è evanescente, un fuoco fatuo”. Grazie alla speranza ci illudiamo, creandoci false aspettative che ci rendono felici, per poi deluderci ancora una volta appena ci rendiamo conto della realtà. Nel mito del vaso di Pandora, la speranza aiuta gli uomini a credere che c’è una possibile via di fuga dai mali del mondo e questo porta loro felicità. Una felicità però ingannevole, visto che i mali, una volta liberati sulla terra, non se ne andranno.

Praticamente una visione molto pessimista a mio parere e che non condivido pienamente.

Non sempre la speranza non soddisfa le aspettative.

La vita è fatta di scelte che portano periodi belli o brutti e nei momenti più difficili pensare che alla fine tutto passa e rimarrà solo il ricordo, aiuta a stare meglio. Se decidiamo di stare meglio, però, dovremmo fare in modo che le cose cambino per il meglio, passando all’azione. Se la speranza rimane tale e non facciamo niente per migliorare la nostra condizione e stare meglio, allora possiamo aspettare all’infinito e in quel caso le nostre aspettative saranno deludenti.

Prima di sperare in qualcosa dobbiamo crederci ed attivarci, facendo in modo di arrivare dove vogliamo. La speranza da sola non ha alcun potere e può essere mandace come nella descrizione del mito greco. Ma se alla speranza aggiungiamo desiderio e motivazione possiamo fare in modo di passare all’azione, muovendoci verso ciò che vogliamo davvero e che ci fa stare bene, nonostante gli ostacoli.

Quindi come eludere la cattiva speranza del vaso di Pandora ed aggrapparci a quella sana che ci porta alla vera felicità?

Il nesso tra la felicità ed il mito del vaso di Pandora

Quando si vivono brutti periodi o condizioni, pensare che tutto andrà bene ed aspettare che il tempo faccia il suo corso non basterà. Oltre a desiderare di stare meglio bisogna agire per arrivare a quella condizione, ma come? Cercando di analizzare il presente, cosa ci sta accadendo e perché, accettando la brutta condizione attuale e prendendosi le responsabilità dei propri errori. Quel che è fatto è fatto.

Aprirescoperchiare il vaso di Pandora significa portare alla luce circostanze o situazioni nascoste o non ben conosciute, sempre rovinose e dannose, anche illecite o criminali.

Enc. Treccani

“Aprire il vaso di Pandora” è una metafora comune nel linguaggio colloquiale moderno, e significa compiere un’azione apparentemente innocua ma che risulta avere delle conseguenze negative su numerosi soggetti. 

Una volta aperto il vaso non si può tornare indietro, il passato non si cambia. Quello che è successo è successo, è reale! Ci è capitato e non possiamo farci nulla. Possiamo solo andare avanti, un piede alla volta… un passo poi l’altro!

Illudersi che non sia successo niente, che il vaso non sia stato aperto o che non stiamo male veramente, porterà solo a false aspettative perché stiamo mentendo a noi stessi.

false aspettative = speranza del vaso di Pandora = speranza cattiva = falsa felicità

L’errore sta nel porci false aspettative; false perché mendaci oppure illusorie.

L’accettazione è il primo passo per affrontare gli eventi che ci capitano! Imparare a comprendere che tutto nella vita è transitorio, non significa essere arrendevoli e pessimisti ma anzi, vuol dire essere consapevoli e coscienti! Dopodichè bisogna conoscersi affondo e capire cosa stiamo attraversando e perché, per poi rimboccarsi le maniche e reagire in base alle proprie doti e limiti.

Tutto questo non riguarda solo il superamento di brutti periodi, ma anche gli obiettivi che ci prefissiamo e le aspettative su di essi e su noi stessi.

Possiamo essere ricchi e trovarci un giorno o l’altro senza niente, per un investimento sbagliato o per qualche tassa non pagata che ci fa confiscare tutto . Possiamo essere famosi e una notizia su di noi può all’improvviso farci ritrovare con più haters che fan, facendoci togliere da sotto i riflettori col tempo.

Quello che ci accade nella vita può essere portato dalle nostre scelte, da errori commessi, oppure dalla sfortuna, dalla scelta sbagliata nel momento sbagliato… il punto è che non è importante cosa ci accade nella vita, è importante invece la nostra reazione agli eventi.

La nostra reazione agli eventi dipende dalle nostre aspettative e dalle nostre scelte.

Cosa ti aspetti dagli altri? … dalla vita? … e da te stesso? Cosa intendi fare a riguardo?

Se ci conosciamo profondamente e sappiamo sfruttare le nostre qualità e i nostri limiti, allora sapremo anche scegliere bene. Ci capiteranno così meno occasioni di aprire vasi, inaspettatamente e irrimediabilmente pericolosi, come quello di Pandora.

In cosa consiste la felicità

Non possiamo di certo pretendere che la vita sia sempre serena, felice e tranquilla. Le cose brutte capitano e di vasi di Pandora ne apriremo parecchi, ma temprare il proprio carattere, lavorare su se stessi e sulle proprie emozioni, può aiutarci a limitare i danni. Le emozioni, come i momenti che viviamo sono transitorie e possono essere gestite.

Non possiamo essere sempre felici, ma possiamo fare in modo di trovare un nostro equilibrio che ci renda sereni.

La felicità è passeggera. Siamo felici quando passiamo una bella giornata, quando riceviamo una bella notizia o quando vediamo una bella scena davanti a noi. Ma poi possiamo subito dopo essere rabbiosi, delusi, offesi o provare qualsiasi altra brutta emozione.

Possiamo andare ad un appuntamento che immaginiamo possa essere divertente e sentirci felici, per poi provare delusione quando ci accorgiamo che non era come pensavamo.

Oppure possiamo andare ad un appuntamento senza pretese o aspettative, semplicemente con la curiosità di sapere come andrà l’evento. Che sia bello o brutto esso sarà comunque un’esperienza che abbiamo deciso di vivere.

La felicità è capitare nel luogo giusto, al momento giusto… ma anche vedere qualcosa per quello che è e non per quello che ci aspettiamo, accettandola per come la vediamo e non come vorremmo.

Conclusioni

Abbassare le aspettative ci aiuta a non crearci false speranze, ma vorrebbe anche dire non avere fiducia. Perciò, la conclusione di tutto questo intricato ragionamento, sta nel comprendere che le delusioni che spesso avvengono nella vita, sono date dalle false aspettative. Non aspettarsi nulla però vorrebbe dire non rischiare, non pensare, non progettare, non vivere!… Quindi?

Credo sia impossibile non avere aspettative e non rimanere scottati dalle delusioni nella vita. Magari il mito del vaso di Pandora ci insegna che la speranza ci aiuta a sopravvivere ai mali del mondo, vivendo momenti di vana felicità e illudendoci che questi possano scomparire. Ma se accettiamo che la vita è fatta di complicanze, di ostacoli e di false aspettative che ci fanno stare male, avremo già fatto il primo passo per temprare il nostro carattere ed essere più resilienti e pronti.

Nel mito del vaso di Pandora, non viene data importanza all’accettazione …

… che è il primo passo per comprendere quello che ci succede e provare vere emozioni come la felicità. Perciò se siamo consapevoli che la vita è una continua lotta tra bene e male, saremo anche capaci nel tempo, con i giusti mezzi ed esperienze a creare il giusto equilibrio tra gli eventi che ci capitano e trovare la nostra serenità. Una serenità che ci verrà anche strappata via in più occasioni, ma che con le giuste attenzioni, saremo capaci di riprenderci.

Ovviamente niente è facile, soprattutto quando si parla di crescita personale e gestione delle emozioni, ma potete approfondire l’argomento, leggendo altri miei articoli che vi lascio qui sotto. Potete anche ascoltare le conferenze, o acquistare qualche libro di quelli consigliati nei miei articoli.

Lasciate pure un commento se vi è piaciuto l’argomento o se avete anche voi del materiale per approfondire.

Grazie,

Chiara Del Gatto.

Nella sezione METODI del menù troverete tanti altri articoli a riguardo. Scegliete quello che più vi incuriosisce e può offrirvi spunto e motivazione, in base alle vostre esigenze e buona lettura.

LIBRI CONSIGLIATI:

Il primo libro è per i vostri figli o nipoti, utili storie da leggere per ”temprarsi” di felicità già dall’infanzia. Il secondo è sempre il metodo dell’ikigai utile per trovare il proprio vero scopo attraverso l’esame attento dei propri valori. Il terzo è sullo HYGGE il metodo Danese. C’è davvero una vasta scelta di libri su questo tema e per rimanere coerente con i metodi trattati in questo blog ho preferito proporre libri che ne parlano.

Potete quindi dare uno sguardo tra questi consigliati, oppure scegliere dei generi diversi che trovate su amazon, una volta dentro. L’importante è approfondire e ognuno di noi ha il proprio gusto o stile nel farlo. Qualora sceglierete uno di questi libri, citateli pure e lasciate il vostro parere nei commenti. Altri spunti e punti di vista fanno sempre piacere!

APPROFONDIMENTI:

Che cos’è la felicità e come la possiamo raggiungere? Matthieu Ricard biochimico diventato monaco Buddista ci dice come possiamo insegnare alla nostra mente l’abitudine alla felicità, per raggiungere un vero senso di serenità e di soddisafazione.
Secondo Srikumar Rao, sebbene lottiamo per essere felici, viviamo la maggior parte della nostra vita imparando ad essere infelici.
“Le azioni sono sotto il vostro controllo. Il risultato è completamente fuori dal vostro controllo.”

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