essere nel qui e ora con consapevolezza
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Essere qui e ora con la mindfulness

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Viviamo in una società sempre più frenetica e distratta. Con la globalizzazione, l’avvento degli smartphone, dei social network, e della tecnologia sempre più avanzata, pare che abbiamo sempre meno tempo per noi stessi. Il progresso è sempre più veloce e noi esseri umani facciamo fatica a stare al passo. Ci lasciamo trasportare sempre di più da questa moltitudine di novità e distrazioni, che ci fanno spesso perdere la consapevolezza del presente. Siamo talmente presi dai nostri impegni e dalle notizie che ci arrivano continuamente dal contesto esterno, che non siamo quasi mai concentrati veramente su quello che stiamo facendo. Essere nel qui e ora significa essere consapevoli del presente.

Oramai siamo talmente distratti dagli stimoli esterni, che facciamo sempre più fatica a rimanere concentrati sulle nostre azioni e sul presente. Non ci rendiamo conto di quanto siamo alienati dalla tecnologia e dalla quotidianità. Questo comporta una costante distrazione, scarso spirito critico, pigrizia e mancanza di attenzione. L’alienazione comporta dissociazione dalla realtà rendendoci degli automi emotivamente vuoti. Ecco che stimolare la concentrazione e sviluppare una sana consapevolezza del presente, ci riporta ad essere nel qui e ora, guarendoci da tutto questo e dallo stress che ne comporta.

Cosa significa essere nel qui e ora e come funziona

Come già detto, essere nel qui e ora significa avere la consapevolezza di noi stessi e di quello che ci circonda nel momento presente. Può sembrare assurdo, ma spesso la nostra mente non è presente in quello che facciamo, soprattutto nelle azioni quotidiane di routine. Mentre facciamo le pulizie di casa con la mente siamo altrove, ma non solo. Lo stesso può accadere quando facciamo un lavoro manuale, mentre si guida (la classica distrazione che ci fa compiere errori di valutazione ed incidenti), mentre parliamo con qualcuno (perdiamo il filo del discorso o facciamo fatica a mantenere l’attenzione perché anziché ascoltare, la nostra mente fa altri ragionamenti). Insomma il nostro cervello è in continua lavorazione e più siamo abituati a distrarci (soprattutto se ci sono troppi stimoli esterni), più faremo fatica a mantenere l’attenzione.

Quante volte vi è accaduto di leggere e dover ricominciare perché vi siete distratti, nonostante siate arrivati a fine articolo o pagina? Questo accade perché il nostro cervello riesce a fare più cose insieme, grazie a tanti automatismi che si attivano, ma questo non significa che la nostra coscienza sia attiva in quel momento. II nostro cervello ci fa compiere tantissime azioni contemporaneamente, come respirare o muoverci e quindi tenere in vita ed in movimento il nostro corpo mentre scriviamo, leggiamo, parliamo, guidiamo e così via. Ragionate su quanti neuroni lavorano contemporaneamente e quante funzioni riusciamo a sviluppare nello stesso istante… tantissime! Il fatto è che spesso lo facciamo senza essere pienamente coscienti.

La coscienza è attiva quando tutte le aree del cervello sono in funzione. Questo avviene solo quando siamo consapevoli e attivamente vigili su ciò che stiamo facendo e che ci circonda. Essere consapevoli e concentrati nel qui e ora non è sempre scontato, anzi in realtà avviene raramente.

Come l’essere nel qui e ora ci porta benefici?

Avere quindi uno stato di piena consapevolezza, significa concentrare la propria attenzione al momento presente. Questo stato è chiamato mindfulness, ovvero uno stato di piena coscienza, in cui siamo concentrati sulle azioni che stiamo compiendo nel presente e su tutto ciò che ci circonda in quel momento. Ma perché è così importante la mindfulness?

Essere nel qui e ora ci aiuta a governare la nostra capacità di attenzione attraverso tutti i nostri sensi. La nostra mente è sempre attiva e ci porta continuamente a pensare, portandoci nel passato o nel futuro mentre stiamo compiendo qualsiasi azione. Come accennato precedentemente, sono rare le occasioni in cui siamo in uno stato di piena coscienza. Nel quotidiano spesso agiamo meccanicamente e questo ci rende scollegati dalla realtà, anche se non ce ne accorgiamo.

Per fortuna, la nostra mente può essere allenata per fare in modo di ridurre queste situazioni ed avere maggiore controllo dei nostri pensieri e delle nostre azioni. Allenarsi ad essere nel qui ed ora con la mindfulness ci aiuterà a gestire meglio i pensieri e di conseguenza le emozioni. Questo ci offrirà benefici sempre maggiori e costanti riguardo la gestione delle emozioni, l’attenzione e la concentrazione. Riusciremo a superare così i momenti difficili con più calma e distacco emotivo, grazie al controllo degli istinti. Sono questi ultimi infatti che spesso ci fanno commettere scelte azzardate ed impulsive. La corretta mindfulness ci aiuterà ad evitare gesti impulsivi dati da momenti di panico, rabbia o forti delusioni.

Perciò con la costante pratica possiamo fronteggiare stress, ansia, sofferenze, malattie e possiamo migliorare le nostre condizioni psico-fisiche. basterebbero solo 10 o 20 minuti al giorno, inizialmente attraverso pratiche guidate, per poi imparare a ad esercitarci anche da soli.

Cos’è e come nasce la mindfulness

Jon Kabat-Zinn, Professore Emerito alla Facoltà di Medicina e dell’Università del Massachusetts, è stato il primo ad applicare studi scientifici sulla mindfulness. Dopo aver praticato corsi zen di pratiche yoga e meditazione spirituali, egli iniziò ad elaborare degli studi a riguardo. Prese in considerazione i principi del buddismo Zen con le sue conoscenze scientifiche, integrandole ed applicandole successivamente anche in ambito medico. Lo scopo della mindfulness, secondo Kabat-Zinn consiste nell‘aiutare i pazienti a combattere stress, e malattie psico-fisiche.

Dopo le ricerche di Kabat-Zinn ci sono stati altri studi a riguardo portati avanti da altri ricercatori. Ad oggi la mindfulness, in ambito medico e scientifico è considerata una pratica utile a migliorare l’attenzione e la concentrazione, a guarire dallo stress post-traumatico e da altre problematiche psico-fisiche. In America sono state persino condotte delle ricerche sui veterani di guerra con gravi problemi di stress post-traumatici. Nei soggetti che praticavano la mindfulness con una costanza di almeno 10/20 minuti al giorno, sono stati riscontrati miglioramenti psico-fisici.

Quindi ad oggi possiamo confermare l’utilità scientifica e medica della pratica della consapevolezza. Questa pratica che ci porta ad essere nel qui e ora è chiamata meditazione scientifica e si distingue perciò da quella spirituale. Nel primo caso lo scopo è portarci ad uno stato di consapevolezza del momento attuale, come già spesso ripetuto. Nel secondo caso la consapevolezza ha più uno scopo trascendentale, che va oltre alla semplice consapevolezza.

Essere nel qui e ora sempre nel quotidiano

Bene, una volta capita l’utilità e lo scopo della meditazione scientifica, non ci resta che dedicarci alla pratica. Per applicarsi alla piena consapevolezza dell’essere nel qui ed ora, ci sono davvero tanti approcci. La cosa che è unica in questi vari esercizi è connettersi con il proprio respiro e battito cardiaco. Ma ancora più importante è che non basta essere consapevoli quei 10/20 minuti in cui pratichiamo la mindfulness. La pratica ci serve per comprendere appieno come entrare in sintonia, dapprima con il nostro corpo e poi con il nostro mondo interiore. Ma quello che ancora di più dovremo imparare a fare, è essere nel qui e ora costantemente nel quotidiano.

Più saremo consapevoli nel quotidiano, più ci sentiremo appagati e realizzati. Questo perchè sapremo apprezzare ogni piacere o momento della vita, dal più semplice al più importante.

Ogni mattina al risveglio provate fare tre respiri profondi per collegarvi al vostro corpo e ascoltate come vi sentite. Lo stesso quando dovete iniziare a lavorare, quando entrate in auto e prima di uscire. Ancor di più, fatelo prima di un evento importante, come un colloquio o una riunione di lavoro. Impariamo a comprendere il nostro umore costantemente, così da capire come comportarci di conseguenza, senza però giudicarci.

L’auto-compassione serve ad essere gentili verso noi stessi e ci aiuta a non auto-sabotarci.

Se per esempio andiamo in ansia prima di una riunione, anziché lasciarci condizionare dai pensieri, impariamo a gestirli. I nostri pensieri non sono mai veri perché vengono influenzati dalle emozioni, perciò è importante imparare a non dare loro importanza e lasciarli scivolare via. Quindi se andiamo in ansia e pensiamo di non essere all’altezza a causa della sua presenza, respiriamo. Prendiamoci tre o dieci secondi per fermarci e lasciare scivolare via qualsiasi pensiero, finché la mente sarà vuota e l’ansia se ne sarà andata. Dopodiché ci focalizziamo su quello che dobbiamo fare e senza porci domande, iniziamo.

Abituarsi a questo comportamento non è semplice e ci vuole pratica.

Per questo è importante imparare come farlo attraverso la mindfulness, per poi applicarlo ogni volta che sarà necessario. Anche quando mangiamo, possiamo liberare la mente dai pensieri, concentrandoci sui sensi che il cibo ci stimola ed assaporando in piena consapevolezza quello che stiamo mangiando. Concentrarci sui colori, la consistenza, gli odori, il gusto di tutto quello che mangiamo ci farà comprendere meglio i nostri gusti e ci sazierà meglio. Eviteremo in questo modo di mangiare compulsivamente o ingerire aria eccessiva.

Quando passeggiamo o siamo in coda al supermercato o a qualche sportello, respiriamo e concentriamoci qualche minuto sul nostro corpo e su tutto ciò che ci circonda. Osserviamo e miglioriamo la nostra postura in base ai messaggi che il corpo ci manda. Sentiamo e vediamo chi o cosa ci sta intorno, senza farci sopraffare dai pensieri giudicanti. Sembrano cose banali ma vi renderete conto di quante poche volte ci fermiamo a notare tutto questo. Nella maggior parte delle occasioni ci perdiamo nei nostri pensieri o ci distraiamo a guardare il telefono o fare altre cose. Questo perché il nostro cervello, che è un calcolatore, valuta e confronta il presente con il passato ed il futuro, proiettando continuamente i pensieri su questi ultimi due, per gestire gli scopi quotidiani.

Conclusioni

Lo scopo di questo articolo è principalmente quello di informarvi sull’esistenza e l’utilità della mindfulness. Ma per provarla dovrete affidarvi a degli esperti del settore, che attraverso la loro voce sapranno guidarvi nella pratica. Sono sicura che se vi informate, nelle vostre zone ci sono centri che praticano corsi di mindfulness ai quali potete iscrivervi. Ci sono anche applicazioni che potete scaricare per praticarla in casa o dove vogliate, seguendo la voce guidata di esperti che vi aiuteranno nella pratica quotidiana. Potete approfondire l’argomento anche con altre letture, che come sempre lascio a fine articolo, insieme alle conferenze da ascoltare.

Una volta capito il procedimento, se siete abbastanza bravi e stimolati sarete capaci di praticare la mindfulness in piena autonomia, ogni volta che ne sentite il bisogno. Più pratica farete, più vi renderete conto dei benefici. Riuscirete ad essere sempre più consapevoli e presenti, nel qui e ora. Vi renderete conto di quanto istintivamente sarete più attenti ai vostri sensi, godendovi appieno più momenti del quotidiano, dai più semplici come assaporare e gustarvi il cibo che avete preparato o acquistato, a quelli più complessi come la recita di vostro figlio.

La vostra attenzione migliorerà e con essa la gestione delle vostre emozioni.

Ovvio che per far si che questi miglioramenti avvengano, dovrete essere costanti nella pratica della mindfulness. Imparerete così ad essere nel qui ed ora più spesso nel quotidiano, non solo nei 10/20 minuti di pratica. Imparerete anche a capire quando vi siete dissociati o distratti nell’arco della giornata. Capirete quando è il momento di potervi concedere distrazioni e quando è meglio togliere il telefono o altri “vizi” per concentrarvi e godervi il presente.

Io personalmente non riesco ad essere sempre costante nel praticare la meditazione scientifica. Ci sono periodi che non la pratico per nulla ed altri che riesco quasi tutti i giorni. Ma posso assicurarvi che una volta compreso cosa sia la vera consapevolezza ed il pieno stato di coscienza, imparerete ad essere nel qui ed ora più spesso, anche senza la pratica costante. Ovvero saprete rendervi conto di non essere pienamente coscienti e prendere in mano la situazione, facendo scivolare via i pensieri e concentrarvi attivamente su ciò che state facendo. Vi saprete ricollegare ai vostri sensi attraverso il respiro e riuscirete a vivere con piena consapevolezza il momento.

Saprete anche gestire con più calma, distacco e oggettività i problemi o i brutti momenti, grazie ad una sana consapevolezza e razionalità.

Per me è così da quando ho conosciuto la mindfulness e le varie pratiche per applicarla. Voi invece come siete messi a riguardo? Potete dire la stessa cosa o avete esperienze e conoscenze diverse? Fatemelo sapere nei commenti. Come sempre, sarei lieta di condividere pensieri e crescere insieme. Sperando vi abbia saputo spiegare ed incuriosire riguardo questa meravigliosa pratica, vi auguro un sano approfondimento ed esercitazione alla consapevolezza.

Grazie,

Chiara Del Gatto.

LIBRI CONSIGLIATI:

Il primo libro spiega in modo dettagliato la mindfulness e affronta i vari tipi di pratiche meditative, quindi può essere un approfondimento di questo articolo. Il secondo offre pratici esercizi a riguardo.

APPROFONDIMENTI:

L’esperto di mindfulness Andy Puddicombe vuole rendere la meditazione accessibile a tutti: per un te più felice e più sano. In questo TED descrive il potere trasformativo di fare proprio questo: Rinfrescare la mente per 10 minuti al giorno, semplicemente essendo consapevoli e vivendo il momento presente.
Yongey Mingyur Rinpoche, leader spirituale, condivide tre pratiche per aiutarti ad accettare gli alti e bassi delle tue emozioni e imparare a meditare in ogni momento, ovunque.

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