Emozioni
RICERCHE PERSONALI

Emozioni … come si manifestano e a cosa servono

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Le emozioni sono parte fondamentale della nostra vita. Attraverso le emozioni, ci comportiamo e prendiamo decisioni… ma a cosa servono davvero e come si manifestano? Cos’è un’emozione, ovvero quella cosa che ci scuote da dentro? Letteralmente la parola EMOZIONE deriva dal latino EMOVERE, che significa “rimuovere, scuotere, trasportare fuori”.

Le emozioni sono una risposta istintiva che il cervello da al corpo, in un determinato contesto. Infatti in base al tipo di emozione che proviamo in un determinato momento, il fisico reagisce in maniera differente. Ad esempio se proviamo paura, avremo delle reazioni fisiche come: il battito cardiaco accelerato, la sudorazione, il fiato corto e così via. Per questo motivo potremmo considerare le emozioni delle risposte sia mentali che fisiche.

Le emozioni ci scuotono da dentro, proprio a causa di questi meccanismi fisici che si vanno a creare in risposta al contesto in cui ci troviamo.

Gli studi fatti sulle emozioni:

Charls Darwin, attraverso uno studio approfondito, osservò le diverse espressioni e manifestazioni fisiche delle emozioni. Notò che per l’uomo, nonostante la diversa provenienza o cultura, sono uguali in tutto il mondo. Vide anche una somiglianza tra l’uomo ed altre specie di mammiferi. Secondo Darwin queste due specie provano le stesse emozioni ma le manifestano con espressioni differenti.

“Non vi è acuna diferenza fondamentale tra l’uomo e gli animali nella loro capacità di provare piacere e dolore, felicità e tristezza.”

Charles Darwin.
A cosa servono le emozioni

Negli anni ’60 lo psicologo Paul Ekman ed il suo assistente Wallace Friesen, fecero uno studio dettagliato di tutti i muscoli facciali. Stilarono un catalogo di 10.000 espressioni dando loro una dettagliata descrizione. Arrivarono a conclusione che 7.000 di queste espressioni, si potevano racchiudere nelle 6 più comuni emozioni di tutta l’umanità: ALLEGRIA, TRISTEZZA, DISGUSTO, RABBIA, PAURA, SORPRESA.

La funzione delle emozioni:

Si ritiene che le emozioni possano principalmente avere tre funzioni.

  • ADATTAMENTO: Evoluzionisticamente parlando le emozioni nel tempo ci hanno salvato da situazioni pericolose aiutandoci a sopravvivere. Hanno anche stimolato il nostro senso di adattamento all’ambiente circostante. Ad esempio grazie alla paura siamo capaci di salvarci da una situazione di pericolo.
  • MOTIVAZIONE: Le nostre scelte sono sempre condizionate e spinte da ciò che proviamo. Grazie a paura, amore, rabbia, entusiasmo e così via noi prendiamo le nostre decisioni o creiamo i nostri progetti.
  • COMUNICAZIONE: Quando parliamo o ci osserviamo, siamo capaci di trasmettere o percepire le nostre emozioni e quelle dell’altro individuo. Questo perché, come dicevamo, le emozioni sono mentali e fisiche. Nella comunicazione siamo perciò spesso capaci di prevedere la risposta o l’intenzione dell’altro individuo. Questo nel tempo ci ha aiutatati ad adattarci nei differenti contesti sociali. Ad esempio riusciamo a prevenire una reazione rabbiosa da parte di chi ci sta di fronte. Come? Magari con una risposta pacifica che eviterebbe il peggio.

Come e dove si manifestano le emozioni?

Come accennato all’inizio, l’emozione è quella cosa che ci scuote da dentro. Ma come? … Beh!…

Attraverso un magnifico scambio di informazioni nel nostro cervello che sfocia poi in tutto il corpo, dando vita a più espressioni fisiche.

Joseph LeDoux, ha dimostrato l’importanza dell’amigdala, nell’elaborazione delle emozioni. L’amigdala è in grado di registrare lo stimolo che provoca una certa emozione. Essa memorizza l’emozione, in risposta a quella determinata situazione.

Questo farà in modo che in un successivo e simile contesto agiremo più istintivamente. Prima ancora che la corteccia del nostro cervello sia in grado di elaborare cosa stia accadendo.

Ovvero subiremo una risposta fisica prima ancora di riflettere.

La corteccia cerebrale, infatti, registra i cambiamenti provocati all’organismo da talamo, ipotalamo ed amigdala. Il Talamo è il collegamento tra i nostri 5 sensi al cervello. L’ipotalamo controlla il sistema motorio e fa da tramite tra sistema endocrino e nervoso.

Secondo LeDoux, trovandoci in un determinato contesto possono avvenire due diversi scambi d’informazioni nel nostro cervello, che lui definisce vie.

  • UNA VIA LENTA: Tramite il talamo percepiamo la situazione esterna. Poi attraverso la corteccia cerebrale la analizziamo. Infine l’amigdala attiverà una risposta fisica;
  • UNA VIA VELOCE: In cui dal talamo si passa all’amigdala attivando la risposta fisica, senza passare per la corteccia.

https://www.tsw.it/journal/ricerca/doppia-via-ledoux-come-reagisce-cervello-a-stimoli/

Tutti questi importanti organi citati da LeDoux vanno a formare una importante area del cervello chiamata SISTEMA LIMBICO . Un sistema teorizzato principalmente da Paul MacLean. Qui registriamo e attiviamo le emozioni, la memoria, il comportamento, la motivazione e l’olfatto. Ecco perché le emozioni incidono molto anche su questi fattori appena elencati.

Emozioni e sistema limbico

Il sistema limbico è un complesso di strutture e aree encefaliche, che si estende ai lati del talamo e sulla corteccia cerebrale dei lobi temporali. Questo sistema, è coinvolto nelle reazioni emotive, nelle risposte comportamentali, nella memoria a breve e a lungo termine, nell’apprendimento, nell’olfatto, nella percezione del tempo, nei meccanismi di motivazione e ricompensa, nel senso di gratificazione derivante dal raggiungimento di un obiettivo e nell’attenzione.

Il sistema limbico è spesso confuso e soprannominato lobo limbico che in realtà costituisce solo una componente di tale sistema. Qui avviene il fenomeno della gratificazione, ma anche attacchi di panico o ansia (essendo parte del sistema limbico l’amigdala, il punto da cui genera la paura). Nel sistema limbico viene attivata la memoria, l’olfatto, la motivazione, il comportamento e le emozioni che hanno un forte influsso su tutto il resto. In base alle emozioni che si attivano nel sistema limbico, prendiamo decisioni o associamo l’emozione al contesto. Come lo stesso possiamo istintivamente associare un odore ad un esperienza che ci scatena certe emozioni, che verranno poi in automatico attivate in futuro dal sistema, quando sentiremo lo stesso odore.

Conclusioni:

Ho cercato di essere chiara e non troppo specifica come sempre, anche se non è stato semplice data la vastità di questo tema. Ci sono infatti teorie che non ho citato come quella di Cannon-Bard che ha ispirato gli studi di LeDoux. Ho lasciato il link qui sotto di un articolo che ne parla in maniera specifica per chi è interessato ad approfondire. Per il resto potete fare da soli le vostre ricerche.

Spero di avervi lasciato quella sana e nobile curiosità. Magari anche un pizzico di confusione necessaria a mettere in discussione le vecchie conoscenze per le nuove. Dandovi così il giusto nutrimento all’elaborazione e considerazione personale. Magari la lettura vi ha provocato delle emozioni… cosa vi scuote da dentro in questo momento?

Vi auguro un buon proseguimento di conoscenza.

Invitandovi anche a leggere il mio articolo sulla mindfulness o sull’intelligenza emotiva, ottimi metodi per approcciarsi al mondo delle emozioni, guardandoci dentro.

GRAZIE!

Chiara Del Gatto.

LIBRI CONSIGLIATI:

Al primo posto metto il quaderno della casa editrice VALLARDI. Come spiegato in altre occasioni, questa collana con ottimo rapporto qualità prezzo spiega in modo semplice l’argomento. Attraverso gli esercizi che offre vi farà divertire mettendo in pratica la gestione della rabbia.

Gli altri aiutano a comprendere e differenziare le emozioni.

APPROFONDIMENTI:

https://clubmedico.icu/salute/cannon-bard/

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