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Mandala cosa sono e come possono aiutarci?

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Immagino vi sia capitato ultimamente di trovare in libreria, su Amazon o in giro per il web dei disegni geometrici o floreali chiamati mandala. I mandala sono disegni geometrici che mentre li riempiamo di colori possono aiutarci a restare concentrati nel presente. Sono molto simili ai rosoni che troviamo nelle chiese, ed entrambi hanno un significato spirituale. Ultimamente si trovano molti libri pieni di mandala da colorare come antistress, ma da dove nasce questa pratica e come mai sembrano avere tanto successo?

Cosa sono i mandala

La parola mandala deriva dal sanscrito e significa “disco”, si tratta infatti di un disegno che nasce da un cerchio, intorno al quale si susseguono altre figure geometriche, che possono estendersi all’infinito. Questi disegni rappresentano l’universo, ma anche la nostra essenza che ne è parte integrante. Rappresentano la vita ed il nostro IO, che sono interpretati dai colori che indicano le emozioni che proviamo in quel momento, o che si provano in generale durante la nostra esistenza.

I mandala nascono come culto religioso in India, per rappresentare il cosmo infinito.

I monaci tibetani definiscono il mandala come i ”il cerchio e ciò che lo circonda”, o meglio, è così che questo termine viene tradotto dalla lingua tibetana. I monaci buddisti, attraverso un rituale, creano e distruggono i mandala con la sabbia colorata. C’è tutta una preparazione in cui prima vengono create le varie sabbie colorate, poi con esse, si crea il mandala partendo dal centro. Una volta terminato, il disegno viene distrutto, perché nella vita niente è immutabile o eterno e non bisogna attaccarsi alle cose materiali.

Proprio perché è il cosmo che viene rappresentato, il rituale dimostra quanto la vita e l’ecosistema siano fragili ed in continua trasformazione. Ogni forma di vita, pensiero o creazione ha bisogno di tempo ed energie per svilupparsi, ma per essere spazzata via invece basta poco. Inoltre, anche per questo motivo, è importante non rimanere ancorati alle cose materiali anche se belle e di nostra creazione.

In occidente lo stesso disegno si chiama rosone, perché ricorda la rosa e serve ad illuminare ed ornare i luoghi di culto come le chiese. Esso rappresenta la vita con al centro Dio, infatti all’interno del rosone viene spesso raffigurata la croce o l’immagine dell’Onnipotente. Troviamo il rosone rappresentato sul vetro, o sulle pareti esterne. Quando i raggi solari passano attraverso il vetro, o gli spazi del disegno sulla parete, si crea un gioco di colori e luci che provocano nel visitatore un contatto mistico tra cielo e terra, avvicinando la sua anima a Dio. Inoltre la loro funzione spirituale è anche quella di proteggere l’edificio sacro dal male esterno.

rosone
rosone

Come possono aiutarci i mandala

Bene, arrivati a questo punto abbiamo chiarito le origini, il significato e gli usi spirituali di questi disegni. Ma perché acquistare un libro pieno di mandala stampati, da colorare? Va bene il significato spirituale, interessante l’uso religioso, ma cosa sono e come possono aiutarci i mandala che troviamo nelle librerie?

Mentre coloriamo un mandala, siamo concentrati in qualcosa, quindi siamo nel presente e diamo libero sfogo all’esternazione. Colorare ci aiuta a rilassare corpo e mente scaricando la tensione, riempiendo e dando vita ad un disegno bianco, che diventa la rappresentazione delle nostre emozioni.

Come spiegare l’appagamento che si prova nel colorare i mandala

Secondo la psicologia della Gestalt, una corrente di pensiero che riguarda la psicologia della percezione e dell’esperienza, esistono diversi “istinti innati”, che il nostro cervello applica nella percezione visiva delle cose. Questi “istinti” vengono rappresentati e spiegati attraverso dei principi e disegni diventati molto famosi. Uno di essi è ad esempio “il principio di chiusura o completamento”.

Questo principio si basa sulla naturale tendenza della mente umana al chiudere o completare figure aperte. Tutti gli elementi che fanno parte di una figura chiusa vengono unificati e percepiti come un singolo gruppo. Tendiamo a preferire le forme chiuse, e quindi anche quando una forma non è chiusa, il nostro cervello la completa in automatico, ricostruendo una forma in base alla memoria che abbiamo di quell’elemento specifico.

principio di completamento

In questo esempio, percepiamo distintamente la figura di un quadrato posta sopra a 4 cerchi. Ma in realtà in questa immagine non esistono né quadrati né cerchi.

Provate a questo punto a colorare un mandala, iniziate a riempire qualche parte e poi fermatevi. L’istinto vi farà proseguire per completare e riempire tutto il mandala, perché lasciarlo a metà vuol dire lasciarlo incompleto. Più riempirete il vostro mandala, più vi sentirete appagati e completi. Ecco ad esempio uno dei mandala del Diario di auto-aiuto di Guardati Dentro appena iniziato:

mandala del diario di auto-aiuto

Questa del principio di completamento applicata al mandala è solo un’ipotesi, che tra l’altro, avrebbe effetto solo dopo aver iniziato a colorare.

Vediamo però da un punto di vista scientifico più recente, come possono davvero aiutarci i mandala

Secondo gli ultimi studi di neuro scienza cognitiva, sembra che mentre si colora, tendiamo ad usare entrambi gli emisferi del cervello, coinvolgendo sia la logica (emisfero sinistro), nel colorare le forme, sia la creatività (emisfero destro), nell’atto di scegliere e mescolare i colori. La collaborazione di entrambi gli emisferi stimola la produzione di endorfine, che rinforzano lo stato di benessere contrastando gli effetti negativi dello stress.

A differenza di un disegno comune; come una persona o un fiore, nei mandala la scelta di colori è più creativa e meno automatica. Se dovessimo infatti colorare una persona o un fiore la scelta dei colori sarebbe più semplice e meno inuitiva ( la foglia è verde, la pelle rosa o marrone, il cielo azzurro, e così via… ).

Per questo motivo, colorare mandala può risultare più stimolante di altri disegni comuni. Essi possono aiutarci ad alleviare lo stress e a renderci più intuitivi. Come la meditazione, ci allenano nella concentrazione e ci aiutano a trovare risposte.

Se non avete letto il mio articolo sulla creatività, vi invito a farlo cliccando qui. Capire come funziona la creatività sarà utile a comprendere meglio il motivo per cui colorare mandala può aiutarci ad essere più intuitivi. In breve; il picco massimo dell’intuizione, avviene quando stacchiamo l’attenzione dal progetto su cui stiamo lavorando. Staccare la spina dai problemi o dallo studio, serve a dare tempo al nostro cervello di analizzare i concetti o le ipotesi prese in considerazione. Quindi, come la notte porta consiglio, anche colorare un mandala può aiutarci nello stesso fine.

Come disegnare o colorare un mandala

Il mandala è un misto di forme geometriche che si sovrappongo e susseguono. Una volta colorato, il mandala sprigionerà la nostra essenza. Dopo aver dato libero sfogo alla nostra creatività, riempiendo ogni spazio del disegno con tonalità diverse, potremo osservare la nostra opera qualche secondo per poi buttarla, se seguiamo le regole tibetane. Oppure possiamo appenderla come ornamento, o lasciarla nel quaderno, se il nostro scopo è solo quello di scaricare lo stress.

Possiamo colorare partendo dal centro verso l’esterno. Questo ci aiuterà a sentirci più ispirati, creativi e ci darà senso di apertura. Più coloriamo e più ci sentiremo ispirati e creativi.

Se invece partiamo dall’esterno verso il centro, allora avremo una maggiore necessità di concentrazione. Partire dall’esterno ci darà la sensazione di raccogliere e riordinare le parti del disegno fino al suo centro. Man mano che coloriamo ci sentiremo sempre più ordinati e meno stressati.

Se lo scopo nel colorare il mandala sarà solo quello di riempire il tempo, allora possiamo anche non seguire regole e colorare partendo da dove vogliamo.

In base al nostro istinto e all’ispirazione useremo i colori che più ci appagano, con tonalità forti, fluo o pastellate, sempre in base allo stato d’animo o all’ispirazione. Ma vediamo cosa rappresentano i colori per i monaci tibetani.

Il significato dei colori

Ogni colore, secondo la tradizione tibetana, ha il suo significato e rappresenta quindi un’emozione in particolare:

  • rosso: è il colore del coraggio, dell’intraprendenza e dell’energia vitale;
  • giallo: è il colore della saggezza e dell’intelligenza;
  • nero: ci fa comprendere il bisogno di una riflessione;
  • blu: è il colore dei sogni e dell’immaginazione e anche dell’introspezione;
  • bianco: rappresenta il divino ed è considerato il colore dell’intuizione e della chiarezza mentale; 
  • verde: rappresenta la natura e la crescita;
  • arancione: è il colore della soddisfazione e dell’allegria;
  • marrone: evoca la fertilità della vita perché rappresenta il colore della terra;
  • viola: è l’equilibrio tra il trascendente e tutto ciò che è gioco e divertente.

Conclusioni

Quindi colorare mandala ci allena nella concentrazione, ci rilassa e ci rende creativi ed intuitivi.

A questo punto non ci resta che provare, che ne dite? Ora che conoscete la pratica dei mandala potete passare un po’ di tempo libero a colorarne alcuni. Se avete un compasso e delle squadre a disposizione, potete addirittura disegnarli. Se avete bambini piccoli può essere un ottimo passatempo costruttivo da condividere. Colorate o disegnate con i vostri figli o nipoti… non ve ne pentirete!

Ovvio che i benefici di questa pratica valgono sia per adulti che per bambini, perciò spazio alla creatività e buon divertimento!

Come sempre lascio qui sotto del materiale per approfondire, lasciate pure un commento se volete condividere una vostra esperienza personale con i mandala, o se avete qualche informazione in più a riguardo.

Vi ringrazio per la lettura, sperando vi abbia incuriosito e lasciato qualcosa di nuovo tra le vostre esperienze.

Grazie,

Chiara Del Gatto.

LIBRI CONSIGLIATI

Ecco dei quaderni da acquistare per colorare i mandala nei momenti di pausa e scaricare lo stress o dare sfogo alla propria creatività. Ho messo anche il Diario di auto-aiuto visto che contiene dei disegni di mandala.

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