La retorica oggi
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Come la retorica oggi viene interpretata

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Ancora oggi, quando si deve affrontare un discorso in pubblico, parliamo di retorica. Una forma antica di comunicazione persuasiva, utile ad argomentare tematiche complesse e capace di coinvolgere ogni tipo di pubblico. La retorica oggi, come in passato, serve a spiegare nozioni complesse o meno a chiunque. Ci aiuta quindi a parlare in pubblico in modo persuasivo, in ogni contesto. Un buon oratore, è colui che sa farsi comprendere sia da un pubblico istruito, che da uno meno colto o analfabetizzato.

Infatti non è semplice spiegare e far comprendere concetti complessi, come ad esempio un argomento di medicina, a degli ascoltatori o lettori che non sono del mestiere.

I TED talk che condivido sempre alla fine di ogni mio articolo sono un esempio di utilizzo di una buona retorica oggi. TED (Technology Entertainment Design) è una serie di conferenze, chiamate anche TED talks, gestite dall’organizzazione privata non-profit statunitense Sapling Foundation. Queste conferenze sono tenute da esperti, invitati per spiegare determinati argomenti. Lo scopo è quello di condividere idee e progetti con la popolazione. Ci sono due tipi di eventi: il TED è un evento mondiale che si tiene annualmente alla presenza di personalità molto potenti, creative e innovative. Diversamente, i TEDx sono degli eventi più alla portata di tutti, che seguono il format originale dei TED, per condividere idee e progetti tra diverse comunità nel mondo. In queste conferenze, si ha un tempo limitato per spiegare in modo semplice e coinvolgente un certo argomento, spesso anche complesso e non alla portata di tutti.

Quando sul palco ci sono persone che hanno una buona gestione del parlato, anche se l’argomento è complicato, rimane comprensibile anche ad un pubblico meno istruito a riguardo. Ma in cosa consiste nello specifico la retorica?

Cos’è la retorica ieri e oggi

La retorica nasce nella Grecia antica con i sofisti, come tecnica del discorso persuasivo, applicata soprattutto nell’oratoria giudiziaria. In greco la parola τέχνη (téchnē), che comunemente viene tradotta con arte (‘ars’ in latino), indica più propriamente l’abilità manuale tecnica e artigianale, e da questo termine deriva la parola “tecnica”.

Successivamente in età classica poi medievale e rinascimentale, viene utilizzata nel discorso sia orale che scritto come forma d’arte che avesse un fine estetico. Aristotele fu il primo a creare un sistema di regole ben preciso da adottare per utilizzare l’arte della retorica. Una tecnica secondo lui utile a trovare per qualsiasi argomento mezzi capaci di persuadere il lettore o l’ascoltatore. L’oratore, secondo Aristotele, deve saper impressionare il publico, attraverso una certa determinazione nell’ esporre i fatti. Deve emozionare, cercando di entrare in sintonia con chi ascolta. Infine deve produrre argomenti razionali ed in linea con la tesi sostenuta. Queste tre caratteristiche sono considerate i tre fattori fondamentali per una buona retorica.

Aristotele teorizza anche tre diversi tipi di discorsi:

  • Discorso deliberativo. Porta all’esortazione e alla dissuasione, con lo scopo di arrivare alla felicità o al bene collettivo. Utilizzato maggiormente per temi politici o morali. Fa riferimento ad eventi futuri.
  • Discorso epidittico. Mira a dimostrare la virtù e l’eccellenza di una persona, con lo scopo di lodare e biasimare. Fa riferimento al tempo presente.
  • Discorso giudiziario. Utilizzato in Tribunale, ha lo scopo di difendere o accusare un imputato. Cerca di indagare la causa di un delitto, attraverso leggi e testimonianze. Fa riferimento al tempo passato.

Quindi un buon oratore deve conoscere bene l’argomento che tratta, senza omettere particolari importanti. Deve saper dare buoni consigli, suscitando nel pubblico le giuste emozioni adatte ai suoi scopi.

La retorica è dunque l’“arte del discorso”. Un’arte basata su molteplici tecniche adatte ad ambiti spesso diversi tra loro. Il suo scopo è appunto quello di fornire le nozioni necessarie per comporre un discorso persuasivo. In passato quindi la retorica era considerata un’arte, ma oggi è una tecnica, utile a parlare in pubblico.

Per cosa è importante oggi la retorica

Conoscere la retorica oggi, significa saper costruire un discorso, scritto o parlato, che sia ben argomentato e persuasivo.

Nella retorica infatti non c’è improvvisazione o predisposizione, ma tecnica.

Oggi la retorica, come in passato, serve a parlare in pubblico, a scrivere un testo che spiega un certo argomento, o a descrivere una complessa tematica. Tutto questo in maniera ben argomentata e con tecnica persuasiva. Lo scopo è quello di saper coinvolgere chi legge o ascolta, spiegando un complesso argomento in termini semplici e che sappiano mantenere accesa l’attenzione del pubblico.

I metodi studiati da Aristotele, ancora oggi possono tornare utili per indurre gli altri ad adottare il nostro punto di vista. Questo avviene nella politica, nel marketing e quindi nella vendita, ma anche nei discorsi tra individui, nei dibattiti o nelle riunioni di lavoro e così via.

Gli strumenti persuasivi offerti dalla retorica possono essere sfruttati ovviamente sia per discorsi veri, fondati che altri infondati. Ovvio che saper riconoscere un buon oratore, ci aiuta anche a difenderci da sbagliate teorie da esso esposte. Sta a noi saper anche mettere sempre in discussione ciò che sentiamo ed informarci a riguardo, cercando fonti reali.

Come lavorare sulla retorica oggi

Sempre secondo Aristotele, esistono 3 pilastri fondamentali che devono caratterizzare la comunicazione, senza dei quali essa non riuscirebbe nel suo scopo: Il pathos, l’ethos e il logos

  • ETHOS (carattere, comportamento)_ riguarda chi parla. L’oratore deve convincere della propria credibilità e quindi essere degno di fiducia. Deve essere rispettato in quanto esperto della tematica trattata, riuscendo anche a stimolare l’interesse di chi ascolta (o di chi legge). Il tono e lo stile del messaggio sono per questo fondamentali per creare la giusta empatia con il pubblico, che sentendosi trattato come un pari entra in sintonia con chi espone l’argomento.
  • PATHOS (emozionarsi) _ riguarda chi ascolta. L’oratore deve saper emozionare il pubblico ed entrare in sintonia con esso. Il pathos è il lato empatico di ogni persona e rappresenta tutto ciò cha fa emozionare. Attraverso il racconto di una storia, magari personale, chi racconta deve riuscire ad entrare in empatia con l’interlocutore attraverso le emozioni.
  • LOGOS (discorso, ragione) _riguarda il contenuto o l’argomento sviluppato. Le argomentazioni dell’oratore devono seguire un discorso ben ragionato e logico. Può essere deduttivo o induttivo. Nel primo caso, si tratta di un discorso che porta ad una soluzione raggiunta per logica e ragionamento. Nel secondo caso, la soluzione è data da esempi personali che portano ad una conclusione soggettiva e non per forza vera. In entrambi i casi, il contenuto del discorso porta ad una conclusione ragionata, che sia essa scientifica e reale o che sia puramente soggettiva.

Tenendo a mente queste tre caratteristiche possiamo quindi anche oggi tenere un discorso, o scrivere di uno specifico argomento ispirandoci ad esse.

L’importante per una buona retorica è conoscere il pubblico ed il fine che si ha nei suoi confronti, per poi scegliere una delle tre caratteristiche da enfatizzare, tenendo anche conto del luogo ed il momento, che devono essere anch’essi bene scelti.

Quindi anche oggi, gli studi sulla retorica di Aristotele possono tornare utili. Ultimamente si fa molto attenzione al PATHOS, nel marketing soprattutto si sente spesso parlare di emozione. Entrare ini sintonia con le emozioni altrui pare un punto focale nella comunicazione attuale.

Conclusioni

Bene, arrivati a questo punto penso che possiamo concludere che nonostante il mondo sia cambiato, l’approccio comunicativo bene o male rimane sempre lo stesso. Ci sono molte forme di comunicazione e ad oggi quella informale e meno curata (grazie all’utilizzo massiccio di social, chat e altri tecnologici mezzi), sembra avere la meglio. Persino i politici comunicano attraverso i social con post non sempre argomentati ma piuttosto diretti. Anche nel mondo del lavoro si utilizzano molto le chat o le videoconferenze, rendendo tutto un po’ meno formale. Ma quando si tratta di conferenza scientifica, politica o lavorativa, che siano private o di accesso pubblico la forma rimane di un certo valore. È in queste occasioni che la retorica rimane ancora importante.

Quando si parla di retorica però non si parla per forza di discorsi formali, ma di discorsi persuasivi, che siano essi veri o non veri. Quindi anche di fronte a discorsi illogici, sconclusionati ( ovvero privi di LOGOS) e non veri, se l’oratore sa cogliere profondamente il PATHOS e si fa credere competente in quello di cui parla, a volte il pubblico viene soggiogato. Ad oggi ne possono essere d’esempio le fake news che girano spesso nel web.

Come sempre sta a noi saperci difendere dalle minacce esterne, cercando di avere più conoscenza di noi stessi e cercando di essere curiosi ma distaccati da tutte le informazioni che ci arrivano ogni giorno.

Voi invece cosa ne pensate riguardo ai discorsi persuasivi adottati oggi?

Spero l’argomento vi abbia incuriosito. Come sempre potete approfondire con le letture o i video che lascio qui sotto (in cui potete mettere sottotitoli nelle lingua che preferite) e con i vostri commenti, purché siano costruttivi e inerenti all’articolo.

Grazie,

Chiara Del Gatto.

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Come sempre del materiale condiviso per approfondire l’argomento. A voi la scelta.

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