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Coaching cos’è e come funziona

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Il Coaching, che letteralmente significa allenamento, è una parola molto utilizzata nel web e spesso viene confusa. Il coaching è una professione riconosciuta secondo la legge n 4/2023. Anche se non è attualmente tutelata da un Albo, (un documento ufficiale che attesta pubblicamente il fatto che i soggetti iscritti dispongono di particolari requisiti e competenze professionali, acquisite attraverso una formazione specifica e consolidate da un esame) esistono altri modi per dichiarare la propria competenza. Ad esempio ci sono molte Associazioni nazionali e internazionali alle quali aderire per dimostrare di avere una formazione che rispetti certi canoni etici e professionali. L’ICF è quella ad esempio più importante perché riconosciuta a livello mondiale.

Quindi basterebbe chiedere al proprio Coach presso quale scuola si è formato o a quale Associazione è iscritto per comprendere il valore della professionalità.

Introduco in questo modo il coaching, per fare chiarezza sui falsi profeti che spesso troviamo in giro. Ci sono infatti persone che si presentano come coach e magari si fanno anche pagare come o più di un professionista, senza nemmeno sapere in cosa consiste il vero coaching. Ebbene sì cari lettori, capita anche questo e spero che voi non siate state vittime di tale superbia e inganno. Spesso si crede che un Coach sia un semplice allenatore. Ovvero una persona esperta che ti da consigli, guide o sta lì per motivarti e tenerti carico sull’obiettivo che ti sei fissato. Il coaching è molto di più e queste etichette non fanno altro che svalutare il potere di questa professione. Questo articolo ha lo scopo di fare chiarezza e comprendere meglio cosa è e cosa non è il coaching, perciò andiamo per step.

Cosa non è il coaching

Brevemente, senza troppi giri di parole, farò qui l’elenco di tutto ciò che non dovrebbe fare un coach durante una sessione o un percorso di coaching:

Il cliente viene chiamato coachee, che sta per allievo, ma solo per fini pratici. Il coach infatti non è un maestro. Egli, a meno che non abbia una ulteriore competenza, non è l’esperto di qualcosa in particolare. Infatti può offrire servizi di coaching in ogni ambito (sportivo, aziendale, sentimentale … ) senza conoscere le regole o le caratteristiche del contesto in cui lavora. Per lo stesso motivo non è suo compito formare il cliente in qualche disciplina o essere il Guru di argomenti specifici. Perciò non darà consigli o guide pratiche sugli argomenti trattati, ma porterà il coachee a comprenderli da dentro sé stesso.

Cosa è quindi il coaching e cosa può fare un coach

Il coaching è una partnership in cui il Professionista ed il cliente collaborano nel trovare risposte e soluzioni pratiche. Entrambi sono allo stesso livello ed il Coach funge da supporto nel mantenere la rotta. Il Coach è responsabile del processo e quindi:

  • responsabilizza il coachee nel mantenere il focus sull’obiettivo finale e sugli argomenti portati in sessione e non solo.
  • Fa attenzione durante tutto il percorso a comprendere i bisogni del coachee. Nota se il suo supporto può essere funzionale o se non basta a soddisfare le necessità del coachee. Per questo o altri motivi può decidere di sospendere il percorso.

Il coaching è utile nel fare chiarezza su cosa davvero è importante per noi oggi. Quali sono le nostre vere risorse a cui attingere e quali i limiti. Come raggiungere ciò che desideriamo in futuro per noi stessi o per chi amiamo. Creare quindi strategie e azioni concrete.

I motivi

Che ci possono spingere ad avviare un percorso di coaching sono davvero tanti. Sia in ambito personale che professionale possiamo migliorare aspetti che ci porterebbero ad un livello superiore. Lo scopo sarà quello di sentirci più appagati e soddisfatti rispetto alla nostra attuale condizione. Migliorare il nostro approccio alle difficoltà, scegliere di iniziare una nuova professione, di ottimizzare il tempo libero o di ricavare del tempo libero. Oppure ampliare le nostre competenze personali o lavorative attraverso una migliore gestione del tempo o imparando ad affrontare e gestire le relazioni interpersonali. Comprendere quali abilità sfruttare o quali risorse ritrovare per fare quella scelta lavorativa, sentimentale o personale che non riusciamo a compiere.

Un Coach può lavorare in ambito sportivo, business, personale e specializzarsi in competenze che massimizzano il proprio supporto. Il coaching è crescita personale sia per il coachee che per il Coach. Entrambi, infatti, apprendono l’uno dall’altro continui insegnamenti di vita, grazie agli apprendimenti e ai feedback che si scambiano durante il percorso.

I Benefici del coaching

Il Coach oltre alla responsabilità che si assume nel processo e verso il coachee, ha lo scopo di generargli chiarezza. Definiscono perciò insieme un obiettivo ben definito e realistico. Inoltre fare chiarezza sugli argomenti trattati, sulle motivazioni, le capacità e i limiti del coachee porta ad una maggiore consapevolezza del reale. Il Coach può essere definito un traghettatore, una bussola o un “grillo parlante” che fa mantenere il focus durante tutto il processo sull’obiettivo finale. Grazie al coaching ci si allena ad un mindset in crescita e quindi più curioso e aperto (il mindset è l’atteggiamento che abbiamo di fronte agli imprevisti). Sviluppando così anche una maggiore resilienza grazie al focus mantenuto sulla persona e sulle sue capacità e non sull’ostacolo da superare.

Come scegliere un Coach

Come accennato all’inizio di questo articolo, ci sono molti Coach nel mercato da tanti anni, ma solo nel 2013 è stata riconosciuta come professione in Italia e ad oggi ci sono molte scuole e Associazioni che formano e riconoscono Coach professionisti. La più importante al mondo è l’ICF (International Coaching Federation), mentre in Italia abbiamo la ACI (Associazione Coaching Italia).

Un Coach professionista segue degli standard etici e professionali riconosciuti dalla Federazione a cui è iscritto o da cui ha ricevuto le credenziali. Per essere membro ICF, bisogna dimostrare di essersi formato secondo le procedure standard dell’Associazione e seguire le competenze chiave richieste dalla stessa, durante le sessioni di coaching. Per avere le credenziali, oltre a ciò, bisogna dimostrare di avere un totale di ore di pratica effettuate e superare l’esame richiesto.

Tutto questo è un valore aggiunto, che distingue un Coach Professionista da un Coach che non segue per forza gli standard nazionali o internazionali di tale ruolo. Si può quindi praticare la professione anche senza credenziali o iscrizioni associative. Prendendosi perciò la libertà, qualora si voglia, di consigliare, formare, guidare, dare giudizi o qualsiasi altro aspetto che non segue i canoni del Coaching Professionale riconosciuto.

In merito a questo lascio a voi ulteriori considerazioni e valutazioni riguardo a cosa è giusto o sbagliato scegliere e come valutare a chi affidare tempo, denaro e parte del vostro vissuto.

La descrizione riportata in questo articolo è ciò che caratterizza un Coach Professionista ICF, riconosciuto a livello internazionale.

Grazie,

Chiara Del Gatto.

APPROFONDIMENTI

Coaching: di cosa si tratta e come riconoscere un coach professionista – ICF ITALIA (coachingfederation.it)

Servizi agli Utenti (associazionecoachingitalia.it)

ICF Global: L’importanza delle credenziali nel coaching – ICF ITALIA (coachingfederation.it)

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