Caro sconforto
LETTERE APERTE

Caro SCONFORTO

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…Caro Sconforto,

Quanti aggettivi da assegnarti…

Dannato, improvviso, devastante e pauroso! Sei questo e molto più… Serpeggi intorno al cuore e lo stringi come farebbe un’anaconda con la sua preda. Quasi a farlo scoppiare. Non ti curi del Dolore straziante che provochi. Si capisce che invece ti diverti, perché è come se ballassi. Volteggi e saltelli con picchi alti e bassi tra la mente ed il cuore.

Punzecchi, stuzzichi e divori tutte quelle certezze e sicurezze costruite con sacrificio.

Caro Sconforto, sei forte in quanto difficile da allontanare.

Alleato perfetto della Tristezza, alla quale apri le porte. Sei subdolo perché ti nascondi dietro le spalle di una brutta notizia che ci fa visita. Basta un attimo che abbassiamo le nostre difese e tu ci salti addosso. Il tuo peso si sente! Sei un macigno sul petto difficile da staccare.

Ma sai che c’è? Che con gentilezza io ti accolgo e ti accetto nella mia vita. Nonostante tutto. Abbraccio il masso sul mio petto (che sei tu, caro Sconforto) e gli chiedo come mai preme così forte su di me.

Poi lo accarezzo, dicendo di non preoccuparsi, le cose si sistemeranno. La Paura è normale ma non c’è bisogno di premere tanto sul petto da far male.

Non serve invitare anche la Tristezza perché non è d’aiuto.

Poi rifletto su di me, cercando di farmi forza rassicurandomi sul fatto che qualsiasi problema si risolve. Mi elogio e mi faccio i complimenti per i pregi che ho. Mi rassicuro riguardo i limiti che ho, perché sono giustificati. Non si può essere perfetti ed avere il controllo su tutto o tutti. Possiamo migliorare, quello si, ma c’è un tempo per combattere e un tempo per curare le ferite. Quando arrivi tu, caro Sconforto, arriva il tempo di curare le ferite.

Si può combattere per migliorare la nostra persona, i nostri saperi, gli imprevisti o i problemi. Ma quando il masso dello Sconforto ci arriva addosso, allora possiamo solo che fermarci e curare il Dolore.

Così, caro Sconforto, non ti combatto ma ti abbraccio e gentilmente ti invito a scrollarti di dosso da me. So che continuerai a far parte della mia vita facendomi visita ogni tanto, ma non c’è bisogno di restare a lungo o di portare amici.

Non mi piace passare il tempo con te, caro Sconforto.

Perciò, grazie se ti fa piacere farmi visita, ma posso limitarmi a farti un saluto veloce… niente di più.

Ora, dopo questo breve ma intenso incontro, aspettando che ti allontani del tutto, mi riposo e recupero le forze. Certa che al mio risveglio staró meglio, più forte di prima. Pronta ad affrontare le paure per fare la scelta migliore, riguardo la brutta notizia giunta.

Come una sessione fitness fatta fino alla fine, può essere stancante ma utile a mantenere il corpo allenato. Anche tu, se affrontato, mantieni allenata la resilienza. Sei perciò stancante ma utile.

Grazie!

La Tua Chiara.

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