Pigrizia ti scrivo
LETTERE APERTE

Cara PIGRIZIA, ti scrivo una lettera per comprenderti e mandarti via!

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… OH OH! … che ora ho fatto? Mannaggia, la stanchezza ha preso il sopravvento e mi ha immobilizzato sul divano! O sono io che mi sono lasciata troppo andare? Rimorso no!… non ti azzardare a fare un solo passo verso me! Devo prima fare il punto chiaro della situazione; cosa è successo?… semplice, Pigrizia, cara mia, sei tornata a farmi visita … e allora sai che faccio? Ti scrivo una lettera!

Ti scrivo, cara Pigrizia, per staccarmi da te e sentirmi più produttiva. Tu hai bisogno di essere analizzata, compresa e poi affrontata. Credo che questo metodo della lettera aperta, possa tornare utile anche sta volta e quindi ci provo.

Per rima cosa mia cara Pigrizia ti analizzo.

Perché sei qui? Sono tanti i motivi che possono spingerti a farmi visita e inoltre, ho notato che ultimamente passi più spesso del solito. Chissà, forse la primavera incide, con i suoi sbalzi di temperatura e le sue allergie o intolleranze. Ci sono giorni che ho proprio sonno e sembra che le ore passate a dormire non siano mai abbastanza. Fisicamente non sono al top mia cara Pigrizia e questo tu lo sai, infatti te ne approfitti, sussurrandomi all’orecchio ”ma dai, riposa un po’ di più che tanto viene in tempo a fare tutto!”… lo sai?… non è proprio vero questo che dici!

Certo però che se mi fai compagnia in momenti come questi, ovvero quando il mio corpo ha davvero bisogno di riposare, la tua presenza allora è piacevole.

Diventi ostica, quando invece la tua presenza diventa troppo lunga o ingiustificata.

Ci sono momenti della giornata o periodi in cui siamo meno produttivi, ma c’è sempre un motivo dietro . A tal proposito, cara Pigrizia ti scrivo.

I primi tre mesi di quest’anno, un lungo periodo, ho avuto tante notizie belle e brutte. Sono stata bombardata da alcuni eventi molto spiacevoli, ma anche da altri entusiasmanti, che mi hanno donato Gioia e Soddisfazione personale. Questo turbine di emozioni si sono accavallate tra di loro, alternandosi ai molti impegni da dover incastrare. Mi sono sentita come una pallina da ping-pong sbattuta a destra e sinistra di continuo. Il tempo è volato e non sono nemmeno riuscita a godermi singolarmente ogni notizia o nuova esperienza, perché non ne ho avuto la possibilità.

Poi è arrivata la primavera, con tutti i suoi sbalzi termici e i fastidi fisici che ci porta; digestione lenta, spossatezza, sonnolenza, gonfiore e così via. Praticamente in questo ultimo mese tu, mia cara Pigrizia, sei spesso venuta a farmi compagnia, facendomi procrastinare molti impegni.

Posso capire le giornate in cui non sono fisicamente e mentalmente tonica, ma a distanza di tempo, se diventi una costante, diventi un’abitudine e per questo devo subito fare qualcosa!

Ora che ti ho analizzata, provo a comprenderti.

Ti scrivo Pigrizia, per dirti che questo lungo periodo, ricco di imprevisti e occasioni importanti mi ha reso stanca e forse un po’ stressata. Per questo motivo, io comprendo la tua costante presenza, ma devo avvisarti che non sei del tutto buona per la mia salute. Come tutte le cose, non bisogna esagerare ed abusare della tua presenza. Sei utile mia cara Pigrizia, perché è importante ogni tanto staccare la spina, abbandonare tutti i pensieri e gli impegni ad un altro momento e dedicarsi al ”dolce far niente”. Ma tu, vai diluita e contingentata.

Abusare della tua presenza porta spesso ad una costante procrastinazione degli impegni, che dovranno poi essere smaltiti tutti insieme o addirittura abbandonati. Se tu diventassi un’abitudine, io perderei il filo dei miei obiettivi e tutti i miei progetti piano piano si sfalderebbero. Non avrei più uno scopo e le mie giornate non avrebbero più importanza. Vivrei alla giornata, senza dare valore agli impegni presi o le mansioni portate a termine.

pigrizia ti scrivo

Tutto sarebbe piatto e lento. Mi trascineresti in uno stato di apatia e noia, rischiando persino un tracollo depressivo… wow… una visione esasperata e tragica! Magari non sei davvero così pericolosa, ma io il rischio non vorrei correrlo e perciò ti scrivo, mia cara e pungente Pigrizia.

Bene, è così che ti affronto!

Ti ho analizzata, ti ho compresa e ti ho affrontata attraverso questa lettera, che come sempre è stata introspettiva e per questo utilissima! Sono troppe le giornate passate sul divano a riposare. Una volta perché stanca, un’altra perché “tutto viene in tempo, poi mi riorganizzo” e intanto i giorni passano e le faccende si ammucchiano. Il senso di colpa viene giustificato dalla stanchezza, finché il Rimorso viene a bussare alla mia porta e la Noia mi fa capire che qualcosa non torna… “come posso sentirmi annoiata se ho scadenze e impegni segnati in agenda?”…

…Cara Pigrizia, hai lasciato lo spazzolino a casa mia per poterti trasferire stabilmente non è vero?

Beh, mi dispiace ma sei rimasta oltre il necessario e ti scrivo questa lettera, per dirti che puoi riprenderti lo spazzolino e tornare a casa tua. Ora io riprendo in mano la situazione, facendo il punto dei miei scopi e progetti. Prendo l’agenda e riprogrammo tutto in base alla mia attuale condizione. Considero perciò qualche momento extra di riposo, visto che il corpo e la mia mente, in questo periodo ne hanno un bisogno maggiore. Abbasso un po’ le aspettative ed il ritmo delle faccende lavorative ed extralavorative, adattando le cose da fare al mio stato psico-fisico.

Sono consapevole che questo mix di eventi accaduti in questi ultimi mesi, mi hanno portato forti emozioni, belle e brutte insieme, provocandomi un sovraccarico di energia. Questo mi ha stancata ed impigrita, ma grazie alla mia organizzazione quotidiana, ho notato che stavo rimandando troppo spesso faccende più o meno importanti. Il mio stato d’animo si stava ingrigendo e questo è stato un forte campanello d’allarme. Scrivere una lettera alla sensazione provata, come sempre mi ha aiutata, ed ora posso riprendere le mie faccende quotidiane con uno spirito diverso.

Cara Pigrizia, ti ringrazio della tua presenza ma come ti ho ben spiegato non puoi restare. Quindi, certa che tornerai a farmi visita nelle giornate morte, ti invito all’uscita e ti saluto calorosamente.

So anche che ogni emozione è utile. L’importante è saperla riconoscere e affrontare, così da poterla gestire al meglio senza farle prendere il sopravvento.

Ciao Pigrizia e ricorda di non portare lo spazzolino la prossima volta che torni!

La Tua Chiara.

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