buio e panico
LETTERE APERTE

Buio e PANICO insieme togliete il fiato!

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Buio … non vedo e non sento più niente … Panico! Il tempo si è fermato, sento il cuore che cerca di scoppiare fuori dal petto e bussa, bussa forte per minacciarmi che sono viva, ma forse ancora per poco… NO! … Sto sognando. È buio e con me ci sei tu Panico!

Beeeeeeeeeep! I timpani fischiano ovattando ogni rumore esterno. Sono sola nel buio con il battito del cuore talmente veloce che rende sempre più complicata la respirazione. Il respiro diventa talmente corto e profondo che l’ossigeno intorno a me diminuisce rapidamente.

Sono sola nel buio, con il Panico che cerca di farmi uscire il cuore dal petto!

I polmoni chiedono aria, mentre i timpani nascondono l’ambiente circostante, ovattando ogni rumore esterno. Persino la vista inizia ad offuscarsi. Tutto é lontano ed io non riesco a rimanere in contatto con quello che mi circonda. È come se stessi lentamente cadendo nel vuoto di una voragine sempre più buia e silenziosa.

buio e panico

…PANICO!

NO….Non mi ucciderai! Puoi illudermi che puoi fermare il tempo è vero, ma non puoi uccidermi!

Canaglia maledetta, vattene!

Il cuore batte perché sono viva, i timpani fischiano perché la Paura è presente e no… l’ossigeno non può finire!

Perciò con calma rallento il respiro, dando al cuore il modo di rilassarsi e alle orecchie la pace per tornare a sentire.

… Mani… posso muovere le mani!

Con le mani posso toccare le mie gambe… “Tranquilla, sei viva, è solo il Panico che porta il buio” dico a me stessa. Sono sola ma non è buio, posso tornare a vedere, posso farcela!

Amore, ti prego, vieni e aiutami!

Mi accarezzo le gambe e mi consolo. Mi coccolo, mi amo, mi voglio bene. Non voglio soffrire, non così. Le gambe ci sono, posso toccarle e allora le scaldo con le mie carezze. Abbraccio il cuore toccandomi il petto con amorevolezza e gentilmente, mi do conforto.

Respiro!

Inspiro dal naso, espiro dalla bocca e piano piano rilasso i polmoni ed il cuore. Il battito rallenta e le orecchie smettono di fischiare. Il buio se ne va e non mi sento più sola. Ci sono cose intorno a me e rumori che mi riportano alla luce, fuori da quella voragine.

Sto tornando cosciente.

Il battito torna normale insieme al respiro. Ci sento e ci vedo. C’è luce. Ci sei tu, caro Amore, che hai portato Gentilezza e Compassione per farmi riprendere. 

Grazie, ora il buio portato dal Panico è scivolato via, trascinandosi anche la Paura… non per forza ci sarà un’altra occasione , non come questa.

Grazie Amore. Tu porti sempre luce e guarigione.

In quanto a te Panico, se ci saranno altre occasioni, spero di riuscire a prevenire il tuo arrivo, così da impedirti di paralizzarmi, tanto da ovattarmi e farmi sentire sola e al buio. So che è possibile riconoscerti, perché i sintomi del tuo arrivo sono sempre gli stessi.

Non credo che la tua presenza sia utile. La Paura ad esempio è utile perché, anche se può risultare scomoda e limitante, serve a proteggerci dal pericolo e da ciò che non conosciamo. Tu invece, caro Panico, sei solo la prova di una mancata gestione dell’Ansia, della Paura o di qualsiasi emozione sfuggita al nostro radar.

Tu Panico porti con te il buio e fermi il tempo!

Porti caos improvviso e ci illudi che tutto sta per esplodere, ma non è così. Non ti trovo utile perciò ti combatto, cercando di anticiparti o mandandoti via, prima ancora che possa rimanere senza fiato e perdere coscienza. Per questo motivo, sperando che non ci sia una prossima volta, non ti dico ciao o arrivederci, ma ADDIO!

Grazie per avermi fatto sentire viva e forte tanto da respingerti.

Convinta perciò di riuscire a combatterti ogni volta che proverai a tornare, ti dico addio caro Panico.

La Tua Chiara.

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