avere un pensiero critico
RICERCHE PERSONALI

Avere un pensiero critico, cosa significa?

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Cosa significa avere un pensiero critico, ve lo siete mai chiesto? Come funziona il pensiero e quando diventa critico. Quanto è importante questo aspetto del nostro riflettere, nella vita di tutti i giorni?

Vi siete mai posti delle domande esistenziali riguardo il senso della vita o il perché delle cose? Nel quotidiano tendete di più ad agire d’istinto o siete più riflessivi? Quando venite a conoscenza di una nuova notizia vi fidate subito di quello che vi viene detto, a prescindere dalla fonte, oppure mettete in discussione quello che vedete o sentite, cercando di esaminare da dove viene la notizia? Magari in questo ultimo caso ampliate persino le ricerche a riguardo, con lo scopo di comprendere meglio la nozione ricevuta e farvi la vostra idea?

… bene… confusi?… affrontiamo una cosa per volta.

Partiamo dal principio, ovvero dalla definizione di pensiero e come si sviluppa, per poi arrivare a comprendere quando un pensiero diventa critico e perché è importante.

1_Come si sviluppa un pensiero

Il pensiero è un processo mentale grazie al quale si formano idee o gesti. Attraverso il pensiero concretizziamo il nostro linguaggio verbale o non verbale. Le nostre scelte e azioni vengono compiute in base alle nostre riflessioni che possono essere consce o inconsce, rapide o lente e così via… immagino abbiamo tutti una chiara idea di cosa sia il pensiero. Ma quello che forse non sappiamo nello specifico è come si sviluppa nel nostro cervello!

Il cervello grazie ai nostri 5 sensi (tatto- olfatto- vista- udito- gusto) che inviano informazioni riguardo l’ambiente esterno, prende dati che vengono analizzati e memorizzati. Il pensiero si sviluppa in modo autonomo e controllato allo stesso tempo.

Facciamo un esempio:

Paola è seduta al parco, su una panchina in legno, che le ricorda la stessa su cui sedeva da bambina mentre aspettava l’autobus per andare a scuola. Nel frattempo passano dei ragazzi in bici ed il rumore delle loro voci e delle ruote che corrono sulla ghiaia la riportano col pensiero alle gare che faceva da ragazzina con gli amici. Poi si ferma ad osservare un passero che si appoggia sul ramo dell’albero di fronte. Osservandolo prova stupore per la sua bellezza e quella sensazione la riporta ai pomeriggi passati al parco a rilassarsi e si sente felice in quel momento.

Tutto questo insieme di momenti la fanno riflettere sulle belle sensazioni provate e a quanto le piaccia passare il tempo al parco. All’improvviso però passa un cane che abbaiando la fa sobbalzare, così col timore di essere morsa, anche se il cane è tenuto al guinzaglio dal suo padrone, si alza e se ne va, senza nemmeno girarsi a vedere dov’è il cane in questione. Paola ha la fobia dei cani da quando venne morsa da un randagio qualche anno prima.

Questo è un puro esempio di come la nostra mente incontrollatamente viaggia da sola, in base agli stimoli esterni che riceve. Ovviamente l’esempio che ho fatto è pura fantasia. Esso però ci aiuta a comprendere come il cervello è ininterrottamente connesso al contesto in cui ci troviamo. La mente avverte, analizza, memorizza e reagisce agli impulsi esterni, autonomamente. Non siamo noi a decidere di ricordare, ma è la nostra mente, che collega i suoni, gli odori o altro all’episodio vissuto e ci fa reagire in base ad esso.

Pensiero automatico o critico?

Nell’esempio riportato non ci sono state grandi riflessioni ma solo un continuo succedersi di stimolo-pensiero (causa-effetto), tutto è automatizzato. Infatti quando subentra l’abbaiare del cane Paola si alza e se ne va, presa dall’ansia, senza nemmeno riflettere sull’effettivo pericolo! Se fosse rimasta seduta, osservando il cane e riflettendo sul fatto che non c’era bisogno di avere paura, che non per forza ogni cane che incontra la morde, avrebbe probabilmente continuato a godersi il momento superando l’infondato timore.

Le sensazioni che avvertiamo possono essere date dalle nostre esperienze vissute, ma possiamo scegliere di cambiarle… come? Attraverso la coscienza e quindi riflettendo su quello che accade, reagendo così all’istinto con un pensiero critico a riguardo. Scegliendo di avere il controllo sui nostri pensieri, attiveremo più neuroni e di conseguenza saremo più coscienti di quello che accade e la nostra reazione sarà meno istintiva e più funzionale! Peccato però che non sia proprio così semplice!

Analizzando le due ipotetiche reazioni di Paola all’abbaiare del cane, possiamo distinguere due forme di pensiero:

Il pensiero automatico ed il pensiero critico:

  • IPOTESI A (Paola scappa). In questo caso abbiamo un pensiero automatico. Parliamo di causa-effetto provocati dal contesto in cui Paola si trova. La sua reazione è istintiva, il cervello in base alle informazioni percepite agisce per sopravvivere all’ambiente esterno, attivando come risposta emotiva la paura. Paola sceglie di scappare senza nemmeno riflettere e analizzare meglio la situazione perdendone quindi il controllo.
  • IPOTESI B (Paola rimane seduta). In questo caso parliamo di un pensiero cosciente, ovvero una più approfondita analisi di quello che avviene a noi stessi in un determinato contesto. Nel caso di Paola, come dicevamo, il suo cervello reagisce alle informazioni esterne per sopravvivere al morso del cane scatenandole paura. Paola però sceglie in questo esempio di restare, analizzare l’effettivo pericolo e quindi rimanere. Questa scelta è più funzionale oltre che cosciente, ovvero ragionata. L’istinto le dice di scappare e rinunciare al momento di relax, ma analizzando meglio la situazione capisce che non c’è un vero pericolo e che può perciò restare, tornando a sentirsi serena.

Se non esistesse la filosofia, ovvero lo studio del pensiero, non ci sarebbe la scienza! Senza la scienza non ci sarebbe il progresso! Se non ci fosse il progresso, non ci sarebbe l’evoluzione!

Come riuscire a sviluppare un pensiero critico

Ovviamente, non è così semplice e scontato controllare il pensiero, soprattutto se non ci siamo mai posti il problema! Sicuramente bisogna avere anche una certa predisposizione oltre ad un certo tipo di educazione.

Ma non dimentichiamo che il cervello è un muscolo e può essere allenato.

Le caratteristiche utili a sviluppare un pensiero critico possono essere diverse, ovvero:

  • Mettere tutto in discussione, nelle giuste dosi. Ogni volta che veniamo a conoscenza di una notizia, non diamo per scontato che sia vera o falsa istintivamente, ma poniamoci le giuste domande. Chi è la fonte e perché si è giunti a questa conclusione?
  • Ad ogni tesi affiancare una sua antitesi, per poi trarre il proprio pensiero. Non vi affidate a una sola fonte, ma imparate ad ascoltare più pareri a riguardo della stessa teoria e non solo. Ancora più importante, è ascoltare la contro versione di ogni argomento, per arrivare a comprendere e formulare un vostro pensiero a riguardo.
  • Imparare a guardare da diverse prospettive. Come sostiene la teoria di Einstein tutto è relativo, infatti ciò che è giusto per noi stessi non vuol dire che lo sia anche per gli altri. Sapersi mettere nei panni degli altri non è semplice e scontato, anzi è più facile giudicare. Spesso nascono incomprensioni solo perché si ha un modo diverso di ragionare o fare le cose. Imparare e capire la dinamiche altrui può aprirci nuovi orizzonti oltre che aiutarci a comprendere l’altro. Dietro a ogni gesto c’è sempre una storia ed un motivo per cui viene fatto. Spesso abbiamo impostazioni mentali che ci limitano i pensieri, ma se riuscissimo a cambiare strategia di approccio alle cose, potremmo forse trovare soluzioni differenti.
  • Avere spirito di adattamento. Adattarsi al mondo e alle abitudini che cambiano continuamente, trovare sempre nuovi stimoli, ci aiuta ad affrontare le difficoltà e i problemi con determinazione e un pizzico di ottimismo. Il cambiamento è difficile e scomodo da affrontare se non viene visto come una forma di crescita personale.
  • Autoironia. Nessuno di noi è perfetto, siamo esseri umani coscienti ed emotivi. Oltre a raggiungere traguardi, commettiamo errori. Abbiamo pregi ma anche difetti ed ironizzare sulle nostre debolezze non ci rende vulnerabili, sciocchi o addirittura perdenti. Al contrario ci rende forti! Accettare i propri limiti vuol dire conoscersi affondo, sapere fino a dove possiamo spingerci e dove invece chiedere aiuto, diminuendo così il rischio di sbagliare a causa dell’orgoglio o dell’illusione. Se sappiamo ridere di noi stessi nessuno può ferirci a riguardo, al massimo può condividere l’ironia e ridere insieme a noi.

Avere un pensiero critico nella società di oggi

Personalmente credo che mai come oggi, nella società in cui viviamo, sia così importante sviluppare un pensiero critico. Le informazioni che riceviamo ogni giorno sono tantissime, questo grazie alla tecnologia. Oggi crediamo che attraverso Google possiamo avere tutte le risposte, ma in realtà dobbiamo comprendere che ogni informazione su internet può essere inserita da chiunque, esperto o non esperto. Ognuno di noi può pubblicare attraverso i social o il proprio sito informazioni anche infondate. A tal proposito, ricercare sempre la fonte delle notizie, vedere da dove nascono e su quali basi vengono citate determinate teorie, è fondamentale per non cadere nella trappola della disinformazione e illusione.

Conclusioni

Cosa ne pensate? Quanto spesso vi capita di avere un pensiero critico e attivo riguardo gli argomenti o le notizie ascoltate? Spero che con questo articolo vi abbia stimolati a crescere sotto questo aspetto e a lavorarci sopra.

I miei articoli spesso, soprattutto quelli che trovate nella categoria “ricerche personali”, non puntano a dare risposte, ma anzi a creare curiosità e porsi ulteriori domande proprio per stimolare un pensiero critico. Ad ogni articolo inoltre cerco di allegare link di altre fonti e libri da acquistare per approfondire. Potete conoscere meglio lo scopo di GUARDATI DENTRO nelle pagine home e chi sono.

Grazie,

Chiara Del Gatto.

LIBRI CONSIGLIATI:

Ecco due libri adatti a conoscere meglio il concetto di pensiero critico ed eventuali pratiche per svilupparlo. A voi la scelta in base alle vostre preferenze. Scrivete pure cosa ne pensate nei commenti se li avete già letti.

Trovate anche due libri di due Kant, se vi piace filosofeggiare.

APPROFONDIMENTI:

Ecco dei link per approfondire il funzionamento del pensiero:

http://www.leneuroscienze.it/wp/come-funziona-il-cervello/

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