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RICERCHE PERSONALI

Apprendimento i suoi alleati e l’esperienza che influisce

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L’apprendimento ha i propri alleati e i propri nemici. Non sempre riusciamo ad avere la giusta attenzione e concentrazione per memorizzare un nuovo concetto. Quello che apprendiamo e come ci riusciamo dipende da molti fattori, come ad esempio il contesto in cui ci troviamo in quel momento. L’esperienza influisce sull’apprendimento e la memorizzazione delle cose.

Cos’è l’apprendimento

Innanzi a tutto, apprendere non è comprendere. Quando attraverso un nostro ragionamento arriviamo a capire un concetto, vuol dire che abbiamo compreso. Quando invece dobbiamo interiorizzare un concetto che ci viene mostrato e spiegato, allora stiamo apprendendo. Comprendere è capire, apprendere è imparare. Nel primo caso analizziamo ed arriviamo ad una deduzione, mentre nel secondo caso, facciamo nostro un concetto che ci viene spiegato, quindi lo memorizziamo e interiorizziamo.

L’apprendimento è una capacità.

I neuroni del nostro cervello formano delle reti di connessione e più queste funzionano, più apprendiamo quello che stiamo facendo.

La capacità che abbiamo di apprendere e memorizzare dipende molto dalla nostra identità personale e sociale. Grazie ai ricordi delle nostre esperienze vissute sappiamo chi siamo e ci identifichiamo nella società. Questi aspetti influiscono nell’apprendimento, infatti se ci etichettiamo come incostanti, pigri e distratti faremo più fatica ad apprendere, a differenza di chi invece si considera motivato, energico, attento e quindi più predisposto. Perciò aldilà delle nostre doti o dei nostri limiti anche l’etichetta che ci diamo incide.

Vediamo insieme, più nel dettaglio quali sono i fattori che influiscono!

Quali sono gli alleati dell’apprendimento

Ci sono tanti fattori che influisco sull’apprendimento, alleati o meno e sono:

  • Lo stato del nostro organismo. Siamo svegli e vigili o ci sentiamo stanchi e assonnati? Siamo emozionati, ed entusiasti o tristi e rilassati?
  • Il sonno. Abbiamo dormito abbastanza? Mentre dormiamo il nostro cervello ripercorre gli eventi della giornata analizzando e memorizzando le nuove nozioni acquisite. Questo però se riusciamo a dormire in modo costante e per il tempo necessario. Scopri di più leggendo il mio articolo sul sonno; CLICCA QUI.
  • L’attenzione. Siamo motivati e interessati all’argomento da apprendere o ci da noia? Ci sentiamo stimolati o demotivati?
  • La concentrazione. Siamo intenzionati a capire e memorizzare quello che stiamo imparando? Stiamo concentrando le nostre energie su quell’argomento?
  • Il contesto. Dove ci troviamo mentre acquisiamo il nuovo concetto? Ci sono rumori che ci distraggono o è un luogo silenzioso? Siamo in una stanza con altre persone? Siamo in mezzo alla natura? L’ambiente che ci circonda influisce molto sulle nostre capacità di apprendimento.
  • Il nostro storico. In quale ambiente siamo cresciuti? Il passato incide, perché ci dice chi siamo e da dove veniamo. Un bambino che cresce in una famiglia o ambiente caotico, disagiato o poco stimolante farà più fatica ad essere predisposto ad imparare e forse questo inciderà anche in età più avanzata. Ma non è detto, dipende molto anche dal percorso generale della sua vita. Avere difficoltà ad apprendere non vuol dire non riuscirci.

L’educazione che ci viene data plasma il nostro cervello insieme alla cultura e l’ambiente in cui cresciamo. Ma vediamo altri alleati dell’apprendimento:

  • La plasticità cerebrale. Il nostro cervello si plasma e si adatta in modo continuo all’ambiente che si modifica costantemente. Le nostre abitudini spesso cambiano a causa delle scelte che facciamo. Il carattere si modella in base alle relazioni che stringiamo nella vita. Tanto più siamo curiosi di scoprire e adattarci a cose nuove e tanto più saremo predisposti anche ad apprendere e memorizzare. Se invece siamo conservatori allora faremo più fatica ad adattarci a cose nuove e volerle apprendere. In questo ultimo caso ci sarà meno crescita personale ed il nostro carattere o le nostre abitudini rimarrebbero sempre le stesse, plasmandosi il meno possibile.
  • Allenamento. Mantenere uno spirito stimolato alla conoscenza di cose nuove, aiuta a tenere in allenamento la flessibilità del nostro cervello ad apprendere. Siamo noi a rendere la mente predisposta e allenata all’apprendimento. Questo non significa studiare una o più cose tutta la vita. Avere una predisposizione all’apprendimento vuol dire avere uno spirito curioso mantenendo anche uno stile di vita sano che lo permette.
  • Età. Ovviamente l’età incide sempre. Mantenere uno stile di vita sano aiuta a rallentare il processo d’invecchiamento. Leggi pure il mio articolo sull’età del cervello; CLICCA QUI. Questo non significa che dopo i 40 smettiamo di apprendere, probabilmente faremo più fatica ma tutto dipende dai fattori qui elencati e non esiste un’età in cui si inizia ad avere difficoltà. Possiamo fare fatica ad apprendere anche a 20 o 30 anni di età, oppure a 50 anni abbiamo ancora un forte spirito di apprendimento.

Tutto è soggettivo e tutto dipende da quanti alleati il nostro apprendimento incontra.

Come migliorare l’apprendimento e i suoi alleati

Il nostro cervello è flessibile e cambia plasmando le reazioni fisiche ed emotivo-comportamentali in base al contesto che viviamo, ma non solo. L’ambiente è in continua evoluzione, cambia continuamente e con esso i nostri cervelli, le nostre abitudini e le nostre scelte. Ogni esperienza vissuta, bella o brutta ci lascia dei ricordi che in base a come vengono affrontati rimangono memorizzati. Tutto questo permette di modellare le nostre scelte future e i nostri atteggiamenti continuamente. Anche questi cambiamenti di carattere sono una sorta di apprendimento.

Facciamo un esempio:

Michela è una studentessa che non ha alcuna regola riguardo la sua routine giornaliera, la sua unica priorità è quella di portare risultati accademici con ottimi voti. Non ha orari, studia anche di notte riducendo le ore di sonno. Mangia due volte al giorno o sei, dipende dalla fame e non si cura di quello che mangia perché per lei non è importante una dieta sana ma le basta riempire lo stomaco.

Paola, amica e coinquilina di Michela, preoccupata per la sua salute si prende del tempo per informarla riguardo i rischi del suo comportamento. Le spiega che avere una giusta routine con degli orari prestabiliti da dedicare allo studio, ai pasti e alle ore di sonno e una dieta salutare, farebbero aumentare le sue prestazioni accademiche. Le offre quindi delle informazioni utili per migliorare il suo stato di salute e le sue prestazioni. Michela apprende tutte queste nuove nozioni e cambia drasticamente le sue abitudini seguendo i consigli dell’amica. Paola verrà poi ringraziata del suo aiuto.

Michela aveva come obiettivo prendere voti accademici alti, quindi era motivata ad ascoltare le informazioni dell’amica. Questo ha permesso a Michela di apprendere velocemente le nuove informazioni applicandosi subito nella pratica.

Perciò

Tutto l’elenco fatto nel paragrafo precedente, riguardo gli alleati dell’apprendimento, ci aiuta a capire come migliorare e allenare il corpo e la mente ad imparare nuove nozioni. Non sempre dipende da noi stessi, ma migliorare la nostra predisposizione potrebbe aiutare.

Possiamo migliorare in generale l’attenzione e la concentrazione con la mindfulness, con giochi di logica come il cruciverba, il sudoku o con alcuni tipi di videogiochi.

Cerchiamo di avere uno stile di vita sano dormendo le ore necessarie a rigenerare il nostro organismo. Beviamo molta acqua e teniamo il corpo attivo con delle lunghe camminate o esercizi ginnici.

Cerchiamo di stimolare la nostra curiosità tenendoci motivati alla conoscenza. Combattiamo lo stress dedicandoci almeno poche ore alla settimana a qualche nostra passione e stando con le persone che amiamo.

Credere in se stessi e nelle proprie doti ci farà sentire capaci di tutto questo. Non sempre siamo pronti ad apprendere nuovi concetti, ma con i giusti alleati possiamo farcela.

Conclusioni

Grazie agli alleati dell’apprendimento, possiamo essere più o meno predisposti ad imparare nuovi concetti o comportamenti. Soprattutto se si hanno anche disturbi come l’ADHD, la dislessia, la discalculia, la disgrafia e via via altre limitazioni genetiche, apprendere diventa più complicato ma non impossibile. Da bambini veniamo aiutati dai maestri poi crescendo si diventa sempre più autonomi e saranno le nostre scelte a dimostrare chi siamo, quali sono le nostre migliori capacità e quali i nostri limiti. Se abbiamo poca motivazione e pochi stimoli, apprendere nuovi concetti, abitudini o apportare cambiamenti nella nostra vita ci risulterà faticoso o noioso. Più avremo una vita salutare e meno stress addosso, più saremo felici e sicuri delle nostre scelte.

Leggi pure il mio articolo sullo stress:

Come eliminare lo stress ritrovando il senso della vita.

Tutti gli alleati dell’apprendimento sono fattori che influiscono anche sulla buona memoria ovviamente.

Stare bene fisicamente e psicologicamente è ovviamente l’obiettivo di tutti noi. Non sempre ci riusciamo perché non dipende solo da noi stessi, ma lavorare almeno su ciò che possiamo controllare è un ottimo gesto di amore verso noi stessi e verso chi ci ama e ci sta accanto. Impegnarsi a migliorare il nostro stato di salute ci aiuta automaticamente a migliorare tutte le nostre capacità e i nostri limiti.

Ad oggi ci sono studi su questo argomento che hanno l’intento di migliorare le capacità di apprendimento attraverso macchinari che vanno a stimolare i neuroni e le aree cerebrali implicate nel processo. Soprattutto per chi ha disturbi genetici di apprendimento riuscire a migliorarsi attraverso queste stimolazioni potrebbe rivelarsi un toccasana. La ricerca sta facendo passi da gigante in ogni campo medico e scientifico, perciò si arriverà sicuramente a dei nuovi approcci sempre più utili.

Ma a prescindere dall’aiuto esterno, io credo che il primo passo per migliorare se stessi parte sempre dall’impegno personale.

“Io voglio solo dirvi… aiutate voi stessi, così potrete aiutare anche gli altri.”

JAMES BROWN

Quale è invece il vostro pensiero personale a riguardo, vi ritrovate negli alleati dell’apprendimento citati? Come vi approcciate di fronte a cose nuove? Scrivetelo pure nei commenti. Approfondite con la visione delle conferenze TED che ho lasciato qui sotto oppure scegliete una lettura consigliata.

Grazie,

Chiara Del Gatto.

LIBRI CONSIGLIATI

Ecco due libri diversi da poter acquistare per poter approfondire. Parliamo di due psicologi, Steve Allen da consigli pratici su come migliorare l’apprendimento e la memoria. Daniela Lucangeli invece, può aiutarvi con i sui consigli su come accrescere l’apprendimento, stimolando la motivazione dei più piccoli. Quest’ultimo può esservi utile se avete figli e o siete insegnanti. Come sempre a voi la scelta e buona lettura!

APPROFONDIMENTI

Come motivare l’apprendimento secondo il Prof. Ramsey Musallam; e come migliorare l’apprendimento secondo la neuroeducatrice Veerle Ponnet. Buon ascolto!

Le 3 regole per motivare l’apprendimento second il Prof.Ramsey Musalla: 1 Curiosità, 2 Caos, 3 Riflessione.
Come dice la neuro educatrice Veerle Ponnet “Non c’è apprendimento senza emozione”.

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