affrontare la zona di comfort
RICERCHE PERSONALI

Affrontare la zona di comfort … quando, come e perché

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Avete presente la sensazione che si prova al mattino appena apriamo gli occhi, in cui fuori è freddo, piove e noi stiamo caldi nel nostro letto, sotto al piumone? Ci sentiamo al sicuro, a nostro agio e vorremmo tanto rimanere nel letto altre ore… Un pratico e reale esempio di zona di comfort, ovvero una sensazione di comodità, sicurezza, e pace che ci fa stare bene. A volte possiamo assecondare questa bella sensazione. Nel caso dell’esempio, se abbiamo il giorno libero possiamo permetterci di stare un po’ di più nel letto. Altre volte assecondarla comporterebbe delle spiacevoli conseguenze, come fare tardi a lavoro o agli impegni quotidiani urgenti! Ecco perché è importante capire quando affrontare la nostra personale zona di comfort.

Affrontiamo la nostra zona di comfort per evitare spiacevoli conseguenze, ma anche per fornirci i mezzi utili a migliorare noi stessi o la nostra condizione.

Sempre rimanendo nell’esempio del risveglio, se avete presente la sensazione di conforto che proviamo sotto le coperte, conoscerete di certo anche cosa si prova a forzare quel desiderio di rimanere a dormire, alzandoci dal letto controvoglia. Bene, quest’ultima e scomoda sensazione è quello che si prova ogni volta che affrontiamo la nostra zona di comfort e ne usciamo. Scomoda sì, ma spesso vitale, perché senza questa lotta interiore, tutto diventerebbe più piatto e insoddisfacente. Se ci alzassimo dal letto portando a termine i nostri impegni, ne saremo poi grati e penseremo che ne sia valsa la pena. Al contrario, se non ci alzassimo nonostante gli impegni, dando più importanza al desiderio di quel momento, ce ne pentiremo poi per il resto della giornata.

Spendere poche ore o minuti in più di piacere a volte può portare ad un’intera giornata passata di corsa, con l’ansia e la frustrazione di dover riprogrammare tutti gli impegni, o chiedere scusa al capo e i colleghi per il disagio creato… Non credo ne valga la pena! Pensate se tutto questo riguardasse il nostro mondo interno… più tempo passeremo nella nostra zona di piacere, più ci sentiremo frustrati, insoddisfatti o bloccati e le cose potrebbero solo che peggiorare!

L’esempio fatto ci aiuta a comprendere le sensazioni che proviamo, ma cosa realmente dobbiamo affrontare quando parliamo di zona di comfort? Di cosa parliamo esattamente e cosa vuol dire ”affrontare la zona di comfort”?

Cos’è la zona di comfort?

La zona di comfort è la condizione in cui ci sentiamo al riparo dai pericoli di ogni tipo.

Si tratta di una condizione ottimale dove non avvertiamo paure, ansie, pericoli o brutte sensazioni. Una situazione che possiamo crearci attraverso una serie di abitudini, scelte o gesti che ci fanno stare bene e a nostro agio.

Ogni volta che troviamo una situazione che ci fa stare bene, cerchiamo di viverla più a lungo possibile e se riusciamo la facciamo diventare un’abitudine. Lo stesso vale con le relazioni che stringiamo. Il rendere abitudinario ciò che ci piace, ci fa percepire di avere il controllo su di esso e questo ci fa sentire di conseguenza sicuri e a nostro agio. Il quotidiano e la routine sono importanti per farci stare bene e per tenere sotto controllo i nostri impegni e le priorità. Perciò avere una buona zona di comfort non è sbagliato anzi, ci fa sentire sereni e al sicuro.

La verità però è che spesso, niente è sotto il nostro controllo, a parte le nostre scelte. La routine, come appena accennato, ci da ”l’illusione“ di avere tutto sotto controllo e quando ci capita l’imprevisto non sempre riusciamo a risolverlo con calma e distacco.

Rabbia, ansia, delusione, paura… tutte queste emozioni negative prendono il sopravvento e se non avremo il coraggio di affrontare la perdita di controllo, probabilmente non faremo nulla che risolva davvero l’imprevisto. Rimarremo perciò ancorati nella nostra zona di comfort, oramai contaminata, continuando a fare le stesse scelte sbagliate.

Perdere il controllo di quello che ci accade capita continuamente, l’importante però, è imparare a capire quando affrontare un problema e cambiare la nostra condizione, uscendo dalla zona di comfort attuale.

Come riconoscere la nostra zona di comfort?

Facciamo un esempio:

“Pamela ha una relazione stabile da diversi anni con Marco. I due negli anni si sono creati delle abitudini in relazione ai propri impegni e interessi. Pamela sta bene, anche se ci sono comunque delle incomprensioni ogni tanto, ma dopo tanto tempo quella relazione la definisce e la fa sentire stabile, nonostante le litigate sporadiche.”

Questa è una condizione di comfort, in cui Pamela si sente al sicuro perché ha una vita di coppia stabile, in relazione alla quale ha persino creato dei progetti che la fa sentire motivata a sopportare gli imprevisti quotidiani.

“Un giorno però Pamela viene a conoscenza di un tradimento da parte di Marco che non la desidera più come un tempo, ma è pentito e vuole ritornare sui suoi passi… PANICO! Tutto crolla e Pamela non è più nella zona di comfort ma in quella successiva, quella della paura, dove non ci sentiamo più al sicuro ma in pericolo.“

Ogni volta che avviene un cambiamento nella nostra vita, significa che abbiamo la possibilità di rivedere, modificare, migliorare e ricostruire le nostre abitudini.

Sia che si tratti di relazioni tra amanti, amici, parenti oppure di lavoro, quando ci sentiamo instabili, quello è il momento in cui siamo fuori dalla nostra zona di comfort. Il momento giusto per rimescolare le carte e valutare se andare avanti o restare fermi.

La vita è fatta di scelte e di continue occasioni che spesso lasciamo passare o nemmeno vediamo. I nostri pensieri sono continuamente affollati da curiosità ed entusiasmo, misti a incertezze, dubbi e paure che ci confondono. Le decisioni che prendiamo sono spesso condizionate dalle emozioni e nella maggior parte dei casi sbagliamo qualcosa. Spesso la paura prende il sopravvento sulle altre emozioni.

Quando ci troviamo di fronte ad una nuova opportunità di lavoro, di crescita o qualsiasi nuova condizione, non ci sentiamo stabili perché non abbiamo la certezza di quello che troveremo e preferiamo non affrontare il cambiamento. Questo ci rende schiavi delle nostre emozioni negative, facendoci spesso vivere una vita insoddisfacente, con una relazione in cui non ci sentiamo valorizzati e apprezzati, oppure un lavoro che non ci piace davvero.

Quando affrontare la nostra zona di comfort?

Ogni volta che non ci sentiamo bene con noi stessi.

Se ci sentiamo tristi, frustati, stressati, ansiosi o proviamo qualsiasi altra brutta emozione, è il momento di affrontare noi stessi e analizzare la nostra attuale zona di comfort.

Riprendiamo l’esempio di Pamela. Una volta ricevuta la terribile notizia, Pamela ha due scelte;

  1. Tornare indietro nella sua zona di comfort, perdonare Marco (visto che anche lui vuole tornare indietro) e fare finta che non sia successo niente. In questo caso, ogni scusa sarà valida per giustificare il tradimento di Marco. Non ci saranno cambiamenti e a lungo andare probabilmente ci saranno gli sessi problemi.
  2. Oppure può affrontare la vecchia zona di comfort, esaminandola e visualizzando tutti gli scenari possibili ai quali andrebbe incontro rivivendola. Capire e accettare che la vecchia condizione tanto comoda in cui viveva, è stata contaminata e non può più essere la stessa. Per questo si fa carico di tutte le incertezze con le quali convivere, sicura che nel tempo saprà crearsi una nuova ”zona” che, migliore o peggiore essa sia, comunque la farà stare di nuovo bene. Perciò decide di lasciare Marco oppure lo perdona ma applicando di conseguenza dei cambiamenti da parte di entrambi che porteranno a non ripetere l’errore. Nel secondo caso devono esserci delle condizioni che portino cambiamento e consapevolezza di cosa è accaduto e come è stato affrontato. Non è un tornare indietro ma un restare, cambiando zona (devono perciò presentarsi dei cambiamenti).

Affrontare la nostra zona di comfort significa analizzare e capire cosa ci fa stare bene e perché abbiamo scelto certe abitudini.

Cosa davvero ci piace del nostro lavoro, delle persone che scegliamo come amici o partner e cosa ci fa stare bene? Non esiste un regolamento su come dovrebbe essere la nostra vita, ma esiste il percorso che decidiamo di fare in base a cosa ci piace e cosa no. Quando notiamo che ci sono persone che non ci fanno stare bene, parliamo con loro di quello che non ci piace arrivando a compromessi. Qualora non ci riuscissimo, vorrà dire che cambieremo amicizie o partner. Lo stesso vale per il lavoro o qualsiasi atro impegno che decidiamo di prendere.

Perché affrontare la nostra zona di comfort?

Se non c’é cambiamento non c’è crescita e se non c’è crescita non c’è sopravvivenza!

Se non impariamo a saperci adattare e modellare ai continui eventi che ci capitano o che ci passano davanti, probabilmente non sapremo nemmeno reagire alle difficoltà. Ogni novità, cambiamento o spiacevole evento ci scuote da dentro in maniera positiva o negativa. Quando avvertiamo questa scossa, che sia positiva o negativa è comunque il momento di agire per fare qualcosa che ci faccia crescere.

Lo scossone ci fa uscire dalla zona di comfort e questo ci scatena emozioni diverse. Come se mettessimo la testa fuori di casa per la prima volta. Possiamo richiuderci dentro e rimanere nel nostro piccolo mondo senza mai sapere cosa c’è fuori. Il rischio, in questo caso è quello di rimanere vulnerabili agli agenti esterni che non conosciamo e non vogliamo affrontare. Oppure possiamo uscire coscienti di essere lo stesso vulnerabili ma solo all’inizio, perché affrontando gli agenti esterni impariamo a conoscerli e a difenderci da essi, aumentando le probabilità di sopravvivenza.

Se decidiamo di rimanere nella nostra zona di comfort decidiamo di SOPRAVVIVERE.

Vivremo quindi con la speranza che non ci capitino cose brutte e che tutto rimanga immutabile il più possibile, avendo paura di tutto e giustificando le nostre scelte con scuse continue.

Se decidiamo di uscire sempre dalla nostra zona di comfort decidiamo invece di VIVERE.

Saremo perciò curiosi di esplorare le nostre emozioni, di imparare cose nuove e di crescere, consapevoli che la vita è fatta di alti e bassi. Le cose brutte possono capitare improvvisamente o magari siamo proprio noi a rischiarle, ma grazie a questa consapevolezza sapremo prepararci e soprattutto, vivremo i brutti periodi con una diversa prospettiva. Anche le brutte emozioni ci aiutano e ci rendono più forti e tutto passa. Questo è vivere, affrontando continuamente la nostra zona di comfort, cercando di capire cosa va bene e cosa è da cambiare, entrando e uscendo di continuo.

zona di comfort
In quale zona ti trovi in questo momento riguardo le tue scelte?

Come affrontare la nostra zona di comfort e uscirne?

Quali caratteristiche ci servono per andare avanti e non fermarci? Ecco un elenco di tutte le caratteristiche su cui lavorare per imparare ad affrontare la nostra zona di comfort. Per ogni elemento ho messo affianco l’articolo dal quale potete approfondire la caratteristica, attraverso conoscenze o metodi utili.

  • Autoanalisi, conoscere se stessi. – Leggi l’articolo sull’ikigai
  • Autostima, Fiducia in se stessi e negli altri. – Leggi l’articolo sulla fiducia
  • Motivazione. – Leggi l’articolo sulla motivazione
  • Coraggio e controllo delle emozioni negative che ci bloccano. – Leggi l’articolo sull’intelligenza emotiva – oppure sulla mindfulness
  • Determinazione e costanza per affrontare le difficoltà. – Leggi l’articolo sulla lavagna degli obiettivi
  • Ultimo ma non meno importante, anzi fondamentale; avere uno scopo! – Leggi il mio prossimo articolo a riguardo. Iscriviti al blog per non perderlo –

Conclusioni

Come sempre e come in ogni argomento che riguarda l’introspezione, nulla è innato o immediato. Per ogni crescita interiore c’è bisogno di impegno, di studio e soprattutto di tempo! Magari abbiamo già involontariamente assunto una predisposizione a superare le difficoltà, grazie alla voglia di andare avanti nella vita. Questo ci farà guadagnare tempo. Soprattutto se abbiamo avuto parecchie brutte esperienze da superare, oppure se abbiamo un carattere forte, curioso e in parte formato in certi argomenti. In questi casi si farebbe meno fatica a lavorare su noi stessi perché verrebbe quasi innato farlo, ma avremo comunque bisogno di migliorare.

Se abbiamo un carattere chiuso, con uno scarso spirito di adattamento e poco curioso di imparare e di esplorare, allora si parte con un certo svantaggio. Ma tutto questo dipende dallo stimolo e la voglia di volere arrivare a qualcosa, oppure di volere davvero cambiare la nostra attuale condizione per stare meglio e sentirci più soddisfatti e vivi!

Com’è la vostra attuale condizione? Come vi sentite? Cosa vorreste cambiare e cosa invece no? Quali sarebbero le conseguenze, i pro ed i contro qualora cambiaste qualcosa o tutto? … Abbiamo sempre una scelta, ma con essa ci porteremo appresso tutte le conseguenze positive e negative. Fate una lista di tutte le piccole cose che vorreste cambiare nella vostra vita e a parte scrivete i pro ed i contro di ogni cambiamento. Per quali scelte conviene rischiare? Cosa possiamo ancora tenerci stretto? Partite dalle piccole cose ed iniziate a sentire la soddisfazione, la gioia, l’entusiasmo, e riempitevi di gratitudine, sempre! Siate grati di tutto quello che avete e vi fa stare bene e di tutto quello che potrete cambiare.

Lasciate pure un vostro commento a riguardo. Come sempre trovate qui sotto materiale da acquistare o ascoltare per approfondire.

Grazie.

Chiara Del Gatto.

LIBRI CONSIGLIATI:

Come letture consigliate non poteva mancare il piccolo, pratico e simpatico “quaderno d’esercizi” ricco di esercizi e spunti per migliorarsi sempre! Se volete fare sul serio ed impegnarvi ad accrescere disciplina, resilienza e tutto ciò che vi occorre per affrontare la vostra zona di comfort, allora vi consiglio vivamente ”Niente scuse” di Bryan Tracy e “Esci dalla zona di comfort” di Warren Goleman.

Come sempre lascio più di un libro per approfondire gli argomenti di cui parlo, perchè ogni uno di noi può avere ragioni e motivazioni differenti a riguardo. Scegliete quello che è più nelle vostre corde e una volta letto, tornate su questo articolo e lasciate pure il vostro commento.

APPROFONDIMENTI:

Giuliano Trenti, esperto di neuromarketing, parla del cervello e di come questo influenza le nostre abitudini, guidandoci attraverso le scelte che facciamo. È possibile cambiare vita cambiando le proprie abitudini
Giorgio Nardone, psicoterapeuta che ci parla di come uscire dalla nostra comfort zone per avere risultati differenti nella vita.
Secondo Preston Pugmire, puoi applicare ogni tattica possibile, ma se non cambi la tua mentalità non raggiungerai i risultati che desideri.

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